Ad Asti oggi non è un giorno qualunque: è il giorno del Palio di Asti, la corsa più antica d’Italia, che torna a infiammare la città tra riti, cortei e la grande sfida in pista. Un evento che unisce identità, tradizione e passione, capace di riportare Asti indietro nei secoli, tra colori, suoni e orgoglio di Rioni, Borghi e Comuni.
Gli appuntamenti della giornata
La giornata è iniziata sin dalle prime ore del mattino con uno dei momenti più sentiti: la benedizione dei cavalli e dei fantini, rito simbolico per invocare protezione e fortuna prima della gara.
In piazza San Secondo, i musici e gli sbandieratori dell’A.S.T.A. hanno regalato uno spettacolo coinvolgente, tra coreografie perfette e bandiere in volo, conquistando il pubblico con un’esibizione intensa e spettacolare.
Alle 13:45 è partito da piazza Cattedrale il grande Corteo Storico, con oltre 1.200 figuranti in rappresentanza dei 21 partecipanti. Un fiume di costumi medievali ha attraversato il centro storico fino a piazza Alfieri: in apertura il Gruppo del Capitano del Palio e gli sbandieratori, in chiusura il Carroccio, simbolo della libertà comunale.
Alle 16:00, il momento più atteso: la corsa del Palio in piazza Alfieri.
I protagonisti: le tre batterie
Saranno in 21 a contendersi il Drappo, dipinto quest’anno dal maestro Marco Aru, divisi in tre batterie da sette cavalli ciascuna.
Prima batteria
- San Silvestro – Salvatore Nieddu detto Lesto con Fiza e Sa Luna
- San Paolo – Mattia Chiavassa detto Tambani con Arraju
- Cattedrale – Marco Bitti con Wakanda
- Montechiaro – Filippo Belloni con Dulliriana Lady
- Moncalvo – Gavino Sanna con El Rey
- Tanaro Trincere Torrazzo – Federico Arri detto Ares con Chimera da Clodia
- Nizza Monferrato – Gabriele Puligheddu detto Granito con Anacleto
Seconda batteria
- San Secondo – Antonio Francesco Mula detto Shardana con E Baciami
- Torretta – Sebastiano Murtas detto Grandine con Bramosu de Campeda
- Santa Caterina – Adrian Topalli detto Vulcano con Carilbom
- San Lazzaro – Giuseppe Zedde detto Gingillo con Infinito
- Viatosto – Jonatan Bartoletti detto Scompiglio con Zodiaca
- San Martino San Rocco – Dino Pes detto Velluto con Excalibur
- Canelli – Massimo Columbu detto Veleno II con Selvaggio da Clodia
Terza batteria
- San Marzanotto – Alessio Migheli detto Girolamo con Fegone
- Santa Maria Nuova – Andrea Coghe detto Tempesta con Cicala
- San Pietro – Carlo Sanna detto Brigante con Lupin da Clodia
- Don Bosco – Michel Putzu detto Spago con Divino Amore
- Castell’Alfero – Francesco Caria detto Tremendo con Ferro Nero
- Baldichieri – Alessandro Cersosimo detto Zefiro con Dyllu
- San Damiano – Federico Guglielmi detto Tamurè con Boato Romano
La finale e il Drappo
Dalle 18:00 si correrà la finale a nove cavalli, il momento decisivo che assegnerà il Palio al vincitore. Pochi minuti, un’esplosione di adrenalina, e mesi di attesa trovano il loro verdetto.
Una città che vive il suo Palio
Il Palio di Asti non è solo una corsa: è una celebrazione collettiva che coinvolge l’intera città. Ogni Rione, Borgo e Comune porta in piazza la propria storia, i propri colori e una passione tramandata di generazione in generazione.
Oggi Asti è un teatro a cielo aperto, dove il passato rivive nel presente. Tra il rumore degli zoccoli, il boato della folla e il volo delle bandiere, si rinnova una tradizione che non ha eguali.