di Claudio Pasqua
La copertina del mese di Settembre di Torino Plus è dedicata a un’intervista esclusiva al sindaco di Bussoleno, Antonella Zoggia. Un confronto diretto che racconta, con concretezza e senza filtri, il lavoro quotidiano di un’amministrazione impegnata tra sfide reali e progetti per il futuro di un territorio.
Dalla gestione dei servizi essenziali al rilancio del commercio locale, passando per gli investimenti su scuole e territorio, emerge il ritratto di un Comune che punta su interventi tangibili e su una visione di sviluppo capace di valorizzare identità e comunità .
Un’intervista che entra nel merito delle difficoltà, delle scelte e dei risultati, offrendo uno spaccato autentico di cosa significhi oggi amministrare un territorio come Bussoleno.
Amministrare un Comune come Bussoleno significa affrontare ogni giorno problemi molto concreti: scuole, manutenzioni, sicurezza, servizi, commercio. A tre anni dall'inizio del mandato, qual è il bilancio?
Fin dal nostro insediamento, una delle priorità è stata quella di amministrare concretamente il paese, superando un’impostazione che, negli anni precedenti, era apparsa maggiormente orientata alla gestione politica e meno attenta alle esigenze quotidiane della comunità. Abbiamo scelto di concentrare il nostro lavoro su interventi concreti, capaci di produrre risultati tangibili e di rispondere ai bisogni reali dei cittadini.
Il nostro primo obiettivo è stato anche quello di restituire un’immagine diversa del paese, troppo spesso associato, soprattutto all’esterno, quasi esclusivamente e in termini negativi alla questione TAV. Pur consapevoli della rilevanza e della complessità di questo tema, abbiamo ritenuto fondamentale valorizzare tutto ciò che il nostro territorio rappresenta: la sua identità, le sue risorse, le sue realtà associative, le sue attività e le persone che ogni giorno contribuiscono a renderlo vivo.
Accanto alla necessità di rinnovare l’immagine del paese, abbiamo rivolto particolare attenzione alla situazione del commercio locale. Al momento del nostro insediamento ci siamo trovati di fronte a un quadro difficile, caratterizzato da negozi in fase di chiusura, commercianti poco coinvolti nelle decisioni e iniziative che non erano riuscite a incidere in modo significativo sul recupero di una situazione già fortemente compromessa.
Per questo abbiamo deciso di avviare un percorso fondato sull’ascolto, sul confronto e sulla collaborazione, con l’obiettivo di coinvolgere maggiormente gli operatori commerciali e individuare insieme azioni concrete. Cambiare l’immagine del paese, sostenere il commercio e tornare ad amministrare con concretezza sono stati, fin dall’inizio, i punti centrali del nostro impegno.
Quali sono state le difficoltà principali incontrate?
Fin dal nostro insediamento abbiamo cercato di utilizzare diversi strumenti di comunicazione. Siamo presenti sui social media, in particolare su Facebook e Instagram, con il supporto di un esperto della comunicazione; pubblichiamo informazioni sui giornali locali cartacei e ricorriamo anche a locandine e manifesti per raggiungere chi utilizza meno i canali digitali.
Nonostante questo impegno e la varietà dei mezzi impiegati, ci rendiamo conto che le informazioni non riescono ancora a raggiungere tutti. Le abitudini con cui le persone si informano sono infatti molto diverse: c’è chi utilizza quotidianamente i social, chi legge la stampa locale e chi, invece, non consulta abitualmente nessuno di questi canali.
Per noi comunicare non significa soltanto rendere note le iniziative realizzate, ma anche spiegare con chiarezza il lavoro compiuto, le difficoltà incontrate e le motivazioni delle decisioni assunte. Una comunicazione efficace è indispensabile per favorire la partecipazione, rafforzare il rapporto di fiducia con i cittadini e permettere a ciascuno di valutare l’operato dell’Amministrazione sulla base di informazioni complete e corrette.
| Massimo Martire, conduttore del programma TV Notizie Oggi su Canale Italia intervista il Sindaco Antonella Zoggia sui temi del territorio |
Intercettare le risorse economiche e i finanziamenti è qualcosa di cui sente di avere lavorato molto con soddisfazione. Ci spieghi come.
Ottenere finanziamenti per realizzare opere e servizi pubblici è un’attività molto più complessa di quanto possa apparire. Oggi, a livello regionale, nazionale ed europeo, il canale principale per accedere alle risorse è rappresentato dai bandi. Parteciparvi richiede un lavoro continuo di ricerca, progettazione e coordinamento, oltre a competenze tecniche e amministrative sempre più specifiche.
Le difficoltà iniziano già nella fase di candidatura. Spesso il tempo tra la pubblicazione di un bando e la sua scadenza è estremamente breve, mentre la documentazione richiesta è numerosa e articolata. In poche settimane, talvolta in pochi giorni, occorre definire il progetto, verificarne la fattibilità, predisporre gli elaborati tecnici, ottenere preventivi e autorizzazioni, approvare gli atti necessari e raccogliere tutti i documenti richiesti.
A rendere il percorso ancora più impegnativo contribuiscono i cosiddetti bandi a sportello, spesso caratterizzati dal meccanismo del click day: le domande vengono valutate secondo l’ordine di presentazione e chi riesce a inviarle per primo ha maggiori probabilità di ottenere le risorse disponibili. In questi casi non bastano la qualità del progetto e la sua utilità per la comunità: diventano determinanti anche la rapidità e la capacità organizzativa dell’Ente.
Un’altra criticità è rappresentata dal forte squilibrio tra il numero delle domande presentate e gli importi complessivamente stanziati. Sempre più spesso accade che un progetto venga ritenuto valido e formalmente ammesso, ma non possa essere finanziato per esaurimento delle risorse. Si tratta di un risultato particolarmente frustrante, perché dietro ogni candidatura ci sono settimane di lavoro, competenze professionali e aspettative legate a interventi importanti per il paese.
Anche quando il finanziamento viene concesso, il lavoro non è concluso. Inizia una fase altrettanto delicata, fatta di scadenze, affidamenti, controlli, verifiche e rendicontazioni. Ogni spesa deve essere correttamente documentata e coerente con le regole del bando; anche un errore formale può comportare ritardi, contestazioni o, nei casi più gravi, la perdita di una parte delle risorse assegnate.
Nonostante queste difficoltà, partecipare ai bandi rimane indispensabile per un Comune che voglia realizzare opere e servizi che difficilmente potrebbero essere sostenuti con le sole risorse del bilancio ordinario. Per questo ogni finanziamento ottenuto rappresenta non soltanto un risultato economico, ma anche il riconoscimento di un grande lavoro di squadra svolto dall’Amministrazione, dagli uffici comunali e dai professionisti coinvolti.
Tra i risultati raggiunti, almeno tre finanziamenti mi rendono particolarmente orgogliosa, ciascuno per ragioni diverse. Il primo è quello ottenuto per la realizzazione dell’asilo nido, una struttura che potrà accogliere 29 bambini da zero a trentasei mesi. Non si tratta soltanto di una nuova opera pubblica, ma di un investimento concreto nelle famiglie, nell’infanzia e nel futuro della nostra comunità.
Il secondo finanziamento consentirà il recupero di Casa Favro, nel cuore del centro storico, proprio accanto al Museo del Mulino Varesio.
Il terzo finanziamento riguarda la trasformazione dell’ex Cinema Narciso in una palestra di arrampicata indoor, progettata per ospitare anche gare di livello internazionale. Un intervento ambizioso che permetterà di recuperare e dare nuova vita a un edificio non più utilizzato, creando al tempo stesso un polo sportivo moderno e attrattivo.
Questi tre progetti non rappresentano interventi isolati, ma parti di una visione complessiva: offrire nuovi servizi alle famiglie, recuperare edifici degradati, valorizzare il centro storico e creare opportunità legate allo sport, alla cultura e al turismo. Nel loro insieme potranno diventare un importante volano per lo sviluppo del paese, generando nuove presenze, occasioni di lavoro e ricadute positive anche per le attività commerciali locali.
Avete investito molto sugli edifici scolastici. Perché avete scelto proprio la scuola come priorità?
Gli investimenti sulle scuole hanno rappresentato il filo conduttore del nostro mandato fino a oggi. Abbiamo scelto di dedicare particolare attenzione agli edifici scolastici, nella convinzione che investire nella sicurezza e nella qualità degli spazi destinati all’istruzione significhi investire direttamente nel futuro della nostra comunità.
Abbiamo portato a termine la realizzazione di una nuova ala della Scuola Secondaria di Primo Grado, una struttura moderna, funzionale e ben attrezzata, che costituisce un vero fiore all’occhiello per tutta la Valle di Susa.
Sono inoltre in corso i lavori per la messa in sicurezza, anche dal punto di vista sismico, della Scuola Secondaria di Primo Grado di Piazza Cavour, conosciuta come “ex maschili”. Si tratta di un intervento importante, volto a garantire la solidità e l’adeguatezza di un edificio fondamentale per la vita scolastica del paese.
Particolare orgoglio è stato il grande lavoro compiuto sulla Scuola di Foresto: al nostro arrivo rischiava la chiusura per i pochi bambini iscritti. Ad oggi possiamo contare ad un numero superiore ai 25, cifre che ci tranquillizzano sul mantenimento in essere della Scuola Perottino.
| La scuola di Foresto |
La scuola non è semplicemente il luogo in cui si svolgono le lezioni: è uno spazio di formazione, socialità e inclusione. Per questo abbiamo voluto creare condizioni capaci di favorire il benessere degli studenti e il lavoro del personale scolastico, restituendo alla comunità strutture sicure e all’altezza delle esigenze educative di oggi.
C'è molto lavoro che nessuno vede ma che occupa gran parte delle sue giornate. Quanto pesa oggi fare il sindaco di un Comune di quasi seimila abitanti?
Il ruolo del Sindaco può essere interpretato in modi diversi, a seconda della sensibilità personale, del carattere e del senso di responsabilità con cui viene vissuto. Oggi, grazie alle tecnologie disponibili e alla possibilità di firmare digitalmente i documenti, non sarebbe neppure indispensabile recarsi ogni giorno in Comune. La mia scelta, però, è sempre stata diversa: considero la presenza diretta e costante una parte essenziale del mio incarico.
Quando non sono in Regione o presso altre istituzioni per sostenere le ragioni di Bussoleno, ottenere risorse o affrontare difficoltà che riguardano il nostro territorio, sono in Comune tutte le mattine e, molto spesso, anche nel pomeriggio. Non si tratta soltanto di una presenza formale, ma di un impegno quotidiano e operativo, necessario per seguire i problemi, confrontarmi con gli uffici e cercare di offrire risposte adeguate ai cittadini.
| Incontro con il Ministro On. Tommaso Foti e con Maurizio Marrone Vicepresidente della Regione Piemonte |
La struttura comunale è purtroppo sottodimensionata rispetto alla quantità e alla complessità delle attività da gestire. In un Comune come Bussoleno, molte questioni - forse troppe - finiscono direttamente sul tavolo del Sindaco o degli uffici. Per garantire servizi di qualità almeno soddisfacente è quindi indispensabile una partecipazione concreta e continuativa, non soltanto mia, ma di tutta la maggioranza.
Per questa ragione, fin dall'inizio del mandato, ho scelto di assegnare deleghe a tutti i consiglieri di maggioranza, coinvolgendoli direttamente nell'attività amministrativa. È stata una scelta organizzativa, ma anche politica: distribuire responsabilità, valorizzare competenze e assicurare che ogni settore fosse seguito con attenzione e continuità.
Senza questo lavoro di squadra sarebbe difficile affrontare tutte le necessità del paese e mantenere un livello adeguato dei servizi. La presenza del Sindaco e l'impegno della maggioranza non possono sostituire le professionalità degli uffici, ma, in una struttura con risorse limitate, rappresentano un supporto indispensabile per amministrare Bussoleno con concretezza, tempestività e attenzione verso i concittadini.
Qual è il rapporto con i cittadini?
I social media dovrebbero semplificare il rapporto tra l’Amministrazione e i cittadini, rendendo la comunicazione più diretta, immediata e accessibile. Purtroppo, però, non sempre è così.
La possibilità di esprimersi pubblicamente su qualsiasi argomento, talvolta senza conoscere a fondo i fatti o la complessità delle questioni amministrative, rischia di generare giudizi affrettati e discussioni poco costruttive. Sui social prevalgono spesso i cosiddetti “leoni da tastiera”, più inclini alla critica - non di rado gratuita - rispetto a una maggioranza silenziosa che, pur apprezzando il lavoro svolto, esprime con maggiore difficoltà il proprio consenso.
Ne deriva una percezione talvolta falsata dell’opinione pubblica: poche voci molto attive possono sembrare rappresentative dell’intera comunità, mentre molte altre persone rimangono in silenzio. Questo rende il confronto meno semplice e immediato di quanto la tecnologia potrebbe far pensare.
Anche la scarsa partecipazione dei cittadini ai Consigli comunali, che rappresentano la sede istituzionale in cui vengono presentate, discusse e motivate le decisioni, contribuisce ad aumentare la distanza tra ciò che l’Amministrazione fa e ciò che viene effettivamente percepito.
Mi rendo conto, tuttavia, che nessuno strumento digitale può sostituire il rapporto umano e il dialogo diretto. Per questo è sempre più importante riuscire a ritagliarsi il tempo necessario per incontrare i cittadini, ascoltarne le richieste, chiarire eventuali dubbi e spiegare le ragioni delle scelte compiute.
Il confronto è utile quando nasce dalla volontà di comprendere, anche partendo da posizioni differenti. Il nostro obiettivo deve essere quello di costruire una comunicazione trasparente e rispettosa, nella quale la critica sia sempre legittima, ma fondata sui fatti e orientata al bene della comunità.
L’intervista prosegue e la seconda parte verrà pubblicata il 7 settembre, con nuovi approfondimenti dedicati a temi centrali per la comunità. Si partirà dal commercio, con uno sguardo al Distretto Urbano del Commercio, considerato una grande opportunità per il territorio, per capire che cosa cambierà concretamente per i negozianti e quali strumenti possano oggi sostenere un piccolo commerciante in un contesto economico sempre più complesso.
L’attenzione si sposterà poi sul territorio, affrontando il tema degli interventi su acquedotti, manutenzioni e sicurezza idraulica: opere spesso poco visibili ma fondamentali per la qualità della vita e la sicurezza dei cittadini, sulle quali è essenziale continuare a investire con lungimiranza.
Ampio spazio sarà dedicato anche alle associazioni, vero cuore pulsante di Bussoleno, per riflettere sull’importanza del volontariato e sul ruolo che esso svolge nel supportare e rafforzare l’azione di un’amministrazione comunale.
Non mancherà un passaggio sul PNRR, grande occasione ma anche sfida amministrativa, per approfondire quale sia stato il progetto più complesso da portare avanti e quali insegnamenti abbia lasciato.
Infine, lo sguardo sarà rivolto al futuro, con una riflessione sulle tre opere che si vorrebbero consegnare ai cittadini entro la fine del mandato e su come si immagina Bussoleno tra dieci anni, tra sviluppo, sostenibilità e qualità della vita.
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