EDITORIALE - La prevenzione come responsabilità collettiva - TORINO +

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martedì 10 febbraio 2026

EDITORIALE - La prevenzione come responsabilità collettiva

di Giovanni FIRERA

La copertina di TorinoPlus con l'intervista dedicata alla dr.ssa Fulvia Pedani non è solo il ritratto di una professionista, ma il simbolo di una visione chiara e necessaria: quella di una sanità, e più in generale di una politica pubblica, che mette al centro le persone e in particolare le donne, nei loro bisogni reali e spesso invisibili.

Dalle sue parole emerge un’idea di leadership che rifugge la retorica e punta alla concretezza. Il ruolo di Presidente della Consulta Femminile del Piemonte viene interpretato non come una carica rappresentativa, ma come uno spazio operativo di ascolto, connessione e proposta. Potenziare la Consulta significa, nella sua visione, rafforzare le reti tra istituzioni, associazioni e territorio, valorizzando ciò che già esiste e rendendolo più efficace. Sportelli di ascolto, strumenti di supporto alle donne, politiche di parità nel mondo del lavoro, percorsi educativi di lungo periodo: tutto concorre a un obiettivo preciso, trasformare i bisogni in azioni quotidiane, accessibili e misurabili.


Al centro del ragionamento della dr.ssa Pedani c’è una fragilità che raramente trova spazio sulle prime pagine: la solitudine femminile. Non solo quella delle donne anziane, ma anche quella di donne giovani e adulte che tengono insieme lavoro, famiglia, cura degli altri e spesso anche la propria malattia. È una solitudine silenziosa, che non fa rumore finché non si trasforma in emergenza sanitaria, psicologica o sociale. Quando accade, troppo spesso, è già tardi. Portare questo tema nel dibattito pubblico significa riconoscere che la prevenzione non può limitarsi agli aspetti clinici, ma deve intercettare anche le fragilità sociali ed emotive.


Ed è proprio la prevenzione uno dei pilastri del messaggio che accompagna questa copertina. I programmi esistono, ma non raggiungono tutte le donne allo stesso modo. Manca l’equità. Mancano linguaggi chiari, mediazione culturale, flessibilità di orari e luoghi. L’idea che le donne debbano “andare a cercare” la prevenzione è, nei fatti, una barriera. La sfida è ribaltare la prospettiva: andare incontro alle donne, soprattutto a quelle che per condizioni sociali, culturali o personali restano ai margini. Investire nella prevenzione significa intervenire prima, in modo meno invasivo, migliorando la qualità della vita e riducendo i costi umani ed economici delle cure tardive.


Un altro elemento centrale del pensiero di Fulvia Pedani è il ruolo del volontariato. Senza le associazioni, la cura rischia di perdere la sua dimensione più autentica: quella umana. Le realtà del Terzo Settore non sono solo supporto operativo, ma vere e proprie sentinelle dei bisogni. Intercettano fragilità, segnalano criticità del sistema, danno voce a chi non riesce a farsi ascoltare. Non sostituiscono la sanità pubblica, ma la completano, rendendola più vicina alle persone e più capace di evolvere. La salute, ricorda implicitamente questa visione, è relazione, fiducia e continuità.


Il messaggio che chiude questo percorso – e che la copertina di Torino Plus rende visibile – è diretto e potente: non siete sole. Prendersi cura di sé non è un atto egoistico, ma un gesto di responsabilità verso se stesse, verso chi ci sta accanto e verso la società. Il corpo, il tempo e la salute delle donne hanno valore. Riconoscerlo è il primo passo per costruire una rete capace di sostenere ogni donna, in ogni fase della vita. Ed è proprio questa visione, concreta e inclusiva, che la copertina racconta.


LEGGI L'INTERVISTA A FULVIA PEDANI 
nel numero di Febbraio di Torino.Plus





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