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mercoledì 9 settembre 2026

Dove sono tutti quanti?

Il Bicerin - Il buongiorno del mattino in chiave sabauda



 «Se l’Universo e la nostra galassia pullulano di civiltà sviluppate, dove sono?». È una domanda che sembra uscita da un romanzo di fantascienza, e invece nasce da una conversazione informale tra fisici nel 1950. A formularla fu Enrico Fermi, dando origine a quello che oggi conosciamo come il paradosso di Fermi: una contraddizione tra l’altissima probabilità statistica di vita intelligente nell’universo e il totale silenzio che osserviamo.


Eppure Fermi non è solo questo. Nato a Roma il 29 settembre 1901, è stato uno dei più grandi scienziati del Novecento, capace di unire teoria ed esperimento con una naturalezza rara. Premio Nobel per la fisica nel 1938, ha rivoluzionato la scienza moderna: dalla statistica di Fermi-Dirac alla spiegazione del decadimento beta, fino alla costruzione del primo reattore nucleare a Chicago, che rese possibile la prima reazione a catena controllata.


Accanto a lui, però, operava una figura meno nota al grande pubblico ma decisiva: Franco Rasetti, il vero “braccio sperimentale” del gruppo di via Panisperna. Se Fermi rappresentava l’intuizione teorica, Rasetti era colui che rendeva possibili gli esperimenti, progettando strumenti, affinando le tecniche e portando in Italia metodologie apprese nei grandi centri europei. 

Il loro lavoro congiunto fu essenziale per le ricerche sui neutroni e sulla radioattività indotta, che aprirono la strada alla fisica nucleare moderna. Attraverso questa rete scientifica, fatta di scambi continui tra Roma e i centri del Nord, anche il Piemonte e Torino entrarono in dialogo con le nuove frontiere della fisica, contribuendo alla diffusione di un modello di ricerca avanzato e interdisciplinare.

Il suo nome è legato anche a un metodo, l’“approccio di Fermi”, basato su stime intelligenti e ragionamento pragmatico, oggi utilizzato in ambiti che vanno dalla fisica all’economia. Un modo di pensare che semplifica problemi complessi senza banalizzarli.


Proprio per raccontare questa figura straordinaria, Gravità Zero ha dedicato un approfondimento alla sua vita e alle sue scoperte.
 

Fermi resta così una figura doppia e affascinante: da un lato l’uomo della domanda più inquietante sull’universo, dall’altro il protagonista di una rivoluzione scientifica che ha cambiato per sempre il nostro modo di comprendere la realtà. Una mente capace di guardare lontano, fino alle stelle, senza mai perdere il rigore della fisica.

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Il bicerin: tre strati, come vuole la ricetta: uno sguardo lucido sull'attualità, una nota amara di realtà, un fondo caldo di umanità. Da leggere piano. Lo trovi al mattino su Torino.plus e anche su: Instagram e Facebook








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