Dall’11 al 13 settembre la seconda edizione del Festival Internazionale del Riso. La premier Giorgia Meloni attesa per il taglio del nastro. Tre giorni tra agricoltura, gastronomia, innovazione, cultura e turismo
Il Piemonte si prepara a mettere in vetrina uno dei suoi prodotti più identitari. E questa volta lo farà con un’ospite istituzionale di primo piano: sarà Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei ministri, a inaugurare l’11 settembre la seconda edizione di Risò – Festival Internazionale del Riso, l’appuntamento che dal 2025 ha trasformato Vercelli in uno dei principali luoghi di confronto e promozione della risicoltura italiana.
L’annuncio è arrivato il 30 luglio durante la presentazione ufficiale della manifestazione al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, a Roma, da parte del ministro Francesco Lollobrigida.
Dal 11 al 13 settembre 2026, Vercelli e il territorio delle Vie d’Acqua saranno dunque al centro di un grande racconto dedicato al riso: non soltanto alimento e prodotto agricolo, ma patrimonio culturale, elemento identitario, motore economico e possibile strumento di promozione turistica.
Un chicco che racconta il Piemonte
Dietro un piatto di risotto c’è molto più di una ricetta. Ci sono risaie, acqua, lavoro agricolo, ricerca, imprese, trasformazione alimentare e un paesaggio che nei secoli è stato modellato proprio dalla risicoltura.
I numeri raccontano bene il peso di questo comparto. Secondo i dati presentati in occasione del Festival, il Piemonte conta circa 114 mila ettari coltivati a riso, dei quali circa 71 mila nella provincia di Vercelli. Una dimensione che spiega perché il territorio vercellese rappresenti uno dei cuori della risicoltura europea.
Risò nasce proprio per trasformare questa realtà produttiva in un racconto capace di raggiungere un pubblico più vasto. Agricoltura e gastronomia si incontrano così con cultura, innovazione, ricerca, turismo e internazionalizzazione.
Non è quindi semplicemente una festa del riso. È un progetto che punta a costruire attorno al prodotto una vera identità territoriale.
Vercelli guarda al mondo
La dimensione internazionale sarà uno degli elementi caratterizzanti dell'edizione 2026.
Prima ancora dell'apertura al grande pubblico, il 9 e 10 settembre, la storica Borsa Merci di Vercelli ospiterà incontri B2B tra produttori italiani e buyer internazionali, con il coinvolgimento di ICE – Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, Ceipiemonte e Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte.
Secondo quanto annunciato dagli organizzatori, Risò porterà a Vercelli 56 aziende e oltre 30 buyer provenienti da 20 Paesi esteri. L'obiettivo è creare occasioni concrete di relazione commerciale e accompagnare il riso italiano sui mercati internazionali, dando spazio anche alle realtà produttive più piccole.
Una vocazione internazionale che si accompagna alla necessità di difendere una filiera strategica, alle prese con costi di produzione, concorrenza internazionale e trasformazioni dei mercati.
Il tema della competitività sarà dunque centrale. Il ministro Lollobrigida ha richiamato in particolare la necessità di condizioni commerciali basate sulla reciprocità e di interventi sui costi dei fertilizzanti, mentre il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha sottolineato il peso della risicoltura piemontese nel panorama europeo.
Il Risò Village: 18 mila metri quadrati dedicati al riso
Il cuore della manifestazione sarà il Risò Village, allestito nel centro di Vercelli su una superficie di circa 18 mila metri quadrati.
L'ingresso sarà gratuito e il Village sarà aperto al pubblico dalle 10 alle 21, con possibilità di cenare fino alle 24.
Tre i grandi padiglioni che accompagneranno i visitatori alla scoperta della filiera.
Il Padiglione Istituzionale e Filiera sarà dedicato al confronto tra istituzioni, associazioni, organizzazioni del settore, ricerca e imprese, affrontando temi come politiche agricole, innovazione, tutela del territorio e prospettive future.
Il Padiglione Produttori riunirà invece aziende grandi e piccole. Tra i nomi annunciati figurano Riso Scotti, Curtiriso, Riso Gallo e Mundi Riso, insieme a circa quaranta produttori locali.
Infine il Padiglione Food porterà il riso direttamente a tavola, attraverso la cucina e la ristorazione locale. Risotti, arancini, pizze, dolci e gelati a base di riso saranno alcune delle interpretazioni gastronomiche proposte al pubblico.
Tre anniversari per raccontare una storia
L'edizione 2026 avrà anche un forte valore storico.
Sono infatti tre gli anniversari che accompagneranno il Festival: 160 anni dall'inaugurazione del Canale Cavour, 120 anni dalla conquista delle otto ore lavorative da parte delle mondine e 80 anni dalla selezione della varietà Arborio.
Tre date che raccontano tre aspetti diversi della stessa storia.
Il Canale Cavour, inaugurato nel 1866, rappresenta una delle grandi infrastrutture idrauliche che hanno trasformato la pianura e reso possibile lo sviluppo della risicoltura.
La storia delle mondine porta invece al centro il lavoro, le condizioni sociali e le lotte che hanno segnato profondamente la vita delle campagne piemontesi.
E poi c'è l'Arborio, una delle varietà di riso più conosciute e utilizzate nella cucina italiana, celebrata attraverso un percorso dedicato alla sua storia e alla sua evoluzione.
A questi temi saranno dedicate mostre, incontri e approfondimenti, insieme a un percorso culturale che coinvolgerà documenti, opere d'arte, testimonianze e installazioni multimediali.
Dalla risaia al turismo esperienziale
Uno degli aspetti più interessanti di Risò è proprio il tentativo di superare l'idea del festival come semplice vetrina gastronomica.
Il territorio diventa parte integrante dell'esperienza.
Sono previsti sette tour attraverso risaie, cascine, antichi mulini, castelli, monasteri, musei e luoghi legati alla cultura dell'acqua. L'obiettivo è far conoscere non soltanto ciò che il territorio produce, ma anche i luoghi nei quali quel prodotto nasce.
È una prospettiva particolarmente interessante per il turismo piemontese: il riso diventa infatti il punto di partenza per raccontare un paesaggio e una storia.
Non soltanto una destinazione dove acquistare o assaggiare un prodotto, dunque, ma un territorio da attraversare e conoscere.
RisòFF, Risò Night e la Panissa
Il Festival uscirà inoltre dagli spazi del Village per coinvolgere Vercelli e i Borghi delle Vie d'Acqua.
Con RisòFF il programma si allargherà alla città attraverso mostre, performance, installazioni, sport e iniziative culturali ed esperienziali.
Sabato 12 settembre, dalle 19, sarà invece la volta di Risò Night, con musica, dj set, performance dal vivo e proposte gastronomiche che animeranno il centro cittadino anche dopo il tramonto.
Domenica 13 settembre spazio infine a uno degli appuntamenti più curiosi e legati alla tradizione gastronomica locale: la finale del Trofeo d'la Panissa, dedicato a uno dei piatti simbolo della cucina vercellese. A decretare il vincitore sarà lo chef pâtissier Ernst Knam, ospite speciale della manifestazione.
La ricerca guarda al futuro
Il riso non sarà però raccontato soltanto attraverso la memoria.
Il programma comprende infatti anche un'importante dimensione scientifica. Dal 13 al 14 settembre l'Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” coordinerà la conferenza internazionale “International Conference on Rice Innovation for Sustainable Agriculture and Nutrition”, dedicata alle nuove prospettive della risicoltura, all'innovazione, alla sostenibilità agricola e alla nutrizione.
È il segnale che il futuro della filiera passa anche dalla capacità di innovare: nuove tecnologie, sostenibilità, ricerca e gestione delle risorse saranno fondamentali per affrontare le sfide che attendono la risicoltura nei prossimi anni.
Meloni a Vercelli: il riso come simbolo del Made in Italy
La presenza di Giorgia Meloni all'inaugurazione conferisce inevitabilmente all'appuntamento una forte dimensione istituzionale.
Il Governo ha scelto di sottolineare il valore strategico dell'agricoltura e delle produzioni italiane, mentre il Piemonte punta a rafforzare il proprio ruolo di protagonista nel panorama risicolo europeo.
Risò diventa così anche un'occasione per parlare di tutela delle produzioni italiane, competitività, commercio internazionale, innovazione e difesa della filiera.
Ma soprattutto diventa una vetrina per Vercelli.
Per tre giorni il capoluogo piemontese sarà chiamato a raccontare al pubblico italiano e internazionale un patrimonio che parte dalle risaie e arriva sulle tavole, passando attraverso l'acqua, la storia delle mondine, il lavoro degli agricoltori, la ricerca scientifica, l'industria alimentare e la cucina.
Il messaggio è semplice, ma tutt'altro che scontato: il riso non è soltanto ciò che finisce nel piatto. È il paesaggio che lo produce, la storia di chi lo coltiva, l'acqua che rende possibile la coltivazione, il lavoro che lo trasforma e la cultura che lo ha portato sulle tavole di tutto il mondo.
E dall'11 settembre, con la premier Giorgia Meloni a dare il via alla manifestazione, sarà proprio Vercelli a raccontare questa storia.
Risò 2026 si terrà dall'11 al 13 settembre a Vercelli. L'accesso al Village è gratuito.
Per programma e aggiornamenti: festivaldelriso.it