Come si progettano le città del futuro? La risposta passa dall'equilibrio tra uomo, natura e tecnologia. È questo il tema al centro di "Città Osmotiche – Progettare il futuro tra Uomo, Natura e Tecnologia", la mostra promossa dall'Istituto Nazionale di Bioarchitettura (INBAR) e ospitata negli spazi del Museo Regionale Accascina di Messina.
Dopo le tappe di Portoferraio, Crotone e Napoli, l'esposizione approda in Sicilia grazie all'iniziativa dell'architetto Anna Carulli, presidente nazionale dell'INBAR, trasformando la città dello Stretto in un laboratorio di riflessione sulle nuove sfide dell'urbanistica sostenibile.
La città come organismo vivente
Il concetto di "città osmotica" supera la tradizionale idea della città come semplice insieme di edifici e infrastrutture. Secondo l'INBAR, un ambiente urbano funziona solo quando acqua, suolo, energia, vegetazione, mobilità e spazi pubblici dialogano tra loro in modo armonico.
La sostenibilità, quindi, non riguarda esclusivamente il singolo edificio ad alte prestazioni energetiche, ma l'intero ecosistema urbano. Quartieri impermeabili, consumo di suolo e gestione inefficiente delle acque meteoriche dimostrano infatti che la qualità dell'architettura non basta se manca una visione complessiva del territorio.
Due progetti internazionali per raccontare un nuovo metodo
Tra gli interventi più seguiti figurano quelli dell'architetto Piero Luigi Carcerano e dell'ingegnere Laura Ciuffi, che hanno illustrato due esperienze molto diverse ma accomunate dallo stesso approccio progettuale.
| Arch. Piero Luigi Carcerano |
La prima riguarda il Sino-German Ecopark di Zibo, in Cina, un grande campus dedicato a ricerca, innovazione e produzione, concepito come una vera porzione di città nella quale sostenibilità ambientale, efficienza energetica e pianificazione urbana vengono affrontate in maniera integrata.
Il secondo progetto porta invece ai piedi del Cervino, dove a Breuil-Cervinia sono in costruzione tre edifici residenziali progettati per integrarsi con il delicato ambiente alpino. Qui il progetto dialoga con neve, rocce, acqua di disgelo, forti escursioni termiche e paesaggio montano, dimostrando come ogni intervento debba nascere dalla conoscenza approfondita del contesto naturale.
L'acqua torna protagonista nella progettazione
Un altro tema centrale della mostra è stato affrontato dagli architetti Massimiliano Pardi e Valentina Tosi, che hanno evidenziato come la gestione dell'acqua rappresenti oggi una delle principali sfide della pianificazione urbana.
Le città moderne devono imparare a trattenere, filtrare e riutilizzare le acque piovane, aumentando la permeabilità del terreno e riducendo il rischio idrogeologico. Un approccio che assume particolare valore proprio a Messina, territorio caratterizzato da torrenti, rilievi montuosi e dallo Stretto, dove natura e urbanizzazione convivono in un equilibrio delicato.
Un confronto tra professionisti e istituzioni
L'inaugurazione ha riunito architetti, amministratori pubblici, ordini professionali e rappresentanti del mondo della ricerca. Insieme ad Anna Carulli sono intervenuti Giovanni Lazzari, Marisa Mercurio, Santina Dattola e l'assessore comunale Liana Cannata, sottolineando la necessità di affrontare le sfide ambientali attraverso una collaborazione sempre più stretta tra progettisti e istituzioni.
| Anna Carulli, Giovanni Lazzari, Marisa Mercurio, Liana Cannata, Santina Dattola |
Particolarmente significativa la presenza congiunta degli Ordini degli Architetti di Messina e Reggio Calabria, a testimonianza di una visione condivisa dello Stretto come unico sistema territoriale, al di là dei confini amministrativi.
Una mostra che guarda al futuro
Più che un'esposizione, "Città Osmotiche" si propone come un'occasione di confronto sul modo in cui saranno progettate le città dei prossimi decenni. Il messaggio è chiaro: la resilienza non significa semplicemente ricostruire ciò che esiste dopo un evento estremo, ma ripensare il rapporto tra ambiente costruito e processi naturali.
Dopo Messina, il percorso della mostra proseguirà a Roma, nell'ambito di B-CAD, continuando a promuovere una nuova cultura della progettazione sostenibile capace di integrare architettura, paesaggio, tecnologia e qualità della vita.
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| Museo Regionale Accascina - Messina |