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mercoledì 5 agosto 2026

Dall'atomo a Marte

Il Bicerin - Il buongiorno del mattino in chiave sabauda

Tim Berners Lee: il papà del WWW

Il 6 agosto è una di quelle date che dimostrano come la tecnologia non sia né buona né cattiva. Dipende sempre da chi tiene il dito sul pulsante... o sulla tastiera.


Il 1945, su Hiroshima, l'umanità scopre che l'atomo può cancellare una città in pochi secondi. Un debutto, quello della "Big Science", decisamente poco elegante.


Quarantasei anni dopo, in uno dei più grandi laboratori di fisica del mondo, il CERN di Ginevra, nato per studiare le particelle e i segreti dell'atomo, un ingegnere britannico di nome Tim Berners-Lee si pone un problema molto meno esplosivo: "Come faccio a far parlare tra loro migliaia di ricercatori?". 


La risposta arriva il 6 agosto 1991, quando il World Wide Web viene reso pubblico. All'inizio serviva a condividere articoli scientifici. Poi qualcuno ha scoperto che i gattini facevano più clic della fisica quantistica.  


Se siete curiosi il primo browser Web della storia è disponibile qui.  


Dopo altri ventun'anni, il 6 agosto 2012 atterra su Marte Curiosity, un laboratorio robotico alimentato da un generatore al plutonio-238. Non una bomba, ma un piccolo "cuore nucleare" che trasforma lentamente il calore del decadimento radioattivo in elettricità, permettendo al rover di lavorare per anni a centinaia di milioni di chilometri dalla Terra.


Il filo rosso è sorprendente. Nel 1945 l'atomo diventa sinonimo di distruzione. Nel 1991, in un laboratorio dedicato proprio allo studio delle forze atomiche, nasce il Web per condividere la conoscenza. E per finire nel 2012 la stessa fisica delle particelle, insieme all'informatica e alle telecomunicazioni, porta un robot geologo su Marte.


Insomma, la scienza è sempre la stessa. Cambiano gli esseri umani.


L'atomo non decide se diventare bomba o rover. Il Web non sceglie se diffondere una scoperta scientifica o l'ennesima teoria strampalata.


Forrest Gump diceva che "la vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita". La tecnologia, invece, è la scatola; se dentro ci trovi una cura o un'arma, una scoperta o una bufala, dipende da chi l'ha riempita.

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Il bicerin: tre strati, come vuole la ricetta: uno sguardo lucido sull'attualità, una nota amara di realtà, un fondo caldo di umanità. Da leggere piano. Lo trovi al mattino su Torino.plus e anche su: Instagram e Facebook




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