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sabato 25 luglio 2026

L'Università di Torino affida la memoria all'IA: 150 mila euro per far "leggere" milioni di documenti storici

 


L'intelligenza artificiale entra negli archivi storici con l'obiettivo di rendere accessibili e interrogabili milioni di documenti che, pur essendo stati digitalizzati, restano ancora difficili da consultare in modo efficace. È questa la sfida di NOTARI-AI (Automating Structured Historical Knowledge from Digitised Archives), il progetto coordinato da Marta Gravela, docente di Storia medievale dell'Università di Torino, che ha ottenuto un finanziamento ERC Proof of Concept da 150 mila euro per una durata di 18 mesi.


L'iniziativa rappresenta l'evoluzione del progetto di ricerca DEMALPS, finanziato nel 2022 con un ERC Starting Grant, e punta a trasformare anni di studi storici in una tecnologia capace di rivoluzionare il modo in cui vengono utilizzati gli archivi digitali.


Negli ultimi anni istituzioni culturali, biblioteche e archivi hanno investito ingenti risorse nella digitalizzazione del proprio patrimonio documentario, mettendo online milioni di manoscritti e atti storici. Tuttavia, la semplice conversione in formato digitale non è sufficiente: sebbene i documenti siano consultabili, individuare informazioni, collegare persone, luoghi e avvenimenti continua a richiedere un lungo e complesso lavoro manuale da parte degli archivisti.


È proprio questo il limite che NOTARI-AI intende superare. Il progetto svilupperà un sistema di intelligenza artificiale semi-autonomo capace di trasformare le immagini dei manoscritti in testo digitale attraverso il riconoscimento automatico della scrittura e, successivamente, di identificare nomi di persone, località, enti e altri elementi significativi, mettendoli in relazione tra loro. Il risultato sarà la costruzione automatica di reti di informazioni che oggi richiedono anni di ricerche archivistiche.


In pratica, la nuova piattaforma cercherà di riprodurre su larga scala il lavoro interpretativo svolto quotidianamente dagli archivisti, consentendo però di analizzare quantità di documentazione impossibili da esaminare manualmente.


Per verificare l'efficacia del sistema, il progetto sarà sviluppato in collaborazione con tre importanti istituzioni europee: gli Archives du département du Rhône et de la métropole de Lyon, l'Archivio Storico della Città di Torino e l'Archivio Borromeo Isola Bella. I test permetteranno di valutare la possibilità di estendere questa metodologia a numerosi archivi pubblici e privati che hanno già digitalizzato il proprio patrimonio, ma non dispongono ancora di strumenti avanzati per valorizzarlo.


Le potenzialità di NOTARI-AI vanno ben oltre il mondo della ricerca storica. Rendendo i documenti facilmente interrogabili e trasformando le informazioni in dati strutturati, il progetto potrà offrire nuove opportunità a genealogisti, economisti, studiosi delle scienze sociali, ricercatori ambientali, professionisti del patrimonio culturale e amministrazioni pubbliche. L'iniziativa dimostra inoltre come l'intelligenza artificiale possa diventare uno strumento di supporto per gli esperti, contribuendo a valorizzare il patrimonio culturale senza sostituire il lavoro umano.


Come ha spiegato Marta Gravela, il progetto nasce dall'esperienza maturata dal gruppo di ricerca DEMALPS nello studio di un vasto patrimonio di fonti archivistiche tardomedievali, molte delle quali ancora inedite e conservate negli archivi dell'arco alpino occidentale. Da questa attività è nata l'esigenza di sviluppare strumenti capaci di rendere accessibili e utilizzabili su larga scala enormi quantità di documentazione storica, aprendo nuove prospettive per la ricerca e la conservazione della memoria collettiva.


Fonte: Università di Torino 


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