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domenica 24 maggio 2026

L’Antartide logora chi ce l’ha

Il Bicerin di Claudio Pasqua

Il buongiorno del mattino in chiave sabauda 



Tra i pregi finora non adeguatamente celebrati della stazione coreana Jang Bogo, in Antartide, occorrerà d’ora in avanti iscrivere anche l’eccellenza del reparto metallurgico.  Tale Mr. K, ricercatore coreano sulla cinquantina, ha pensato di vincere la noia antartica con il bricolage: da una lamiera d’acciaio ha ricavato un coltello di trenta centimetri.  Poi, con l’opera ancora calda, avrebbe inseguito i colleghi nei corridoi per chiarire alcune divergenze scientifiche con argomenti affilati. 

Nessun ferito: i colleghi hanno scelto il più antico protocollo di sopravvivenza, la fuga. Mr. K è stato disarmato e rispedito a Seul, dove si valuterà se la causa sia lo stress, l’isolamento o quel temperamento che in Piemonte si definisce balengo conclamato.


Il Korea Polar Research Institute ha poi ammesso che l’uomo aveva “precedenti di cattiva condotta” e “attriti con i colleghi”. Dettagli che, per una missione in Antartide, forse meritavano più attenzione.


Ma ora sentite questa. Proprio nelle stesse ore l’ENEA apriva le selezioni per cinque ricercatori destinati alla base Concordia. Nome che, dopo l’exploit coreano, non sembra più una località scientifica ma un presagio. 


Il programma prevede nove mesi di completo isolamento, da novembre 2026 a novembre 2027, in quattordici persone, italiani e francesi sotto lo stesso tetto. Già così, senza aggiungere buio, ghiaccio e vento, sembrerebbe il soggetto di un noir alla Jessica Fletcher. Perché l’antagonismo fra italiani e francesi è proverbiale: loro ci accusano di gesticolare,  noi di considerare il bidè un’inutile accessorio. Loro hanno il croissant, noi il cornetto; loro lo champagne, noi il prosecco. Metterli insieme per nove mesi in Antartide non è una missione scientifica: è un esperimento psichiatrico.


Quattordici esseri umani chiusi insieme per tre stagioni, con temperature da surgelatore industriale e il dovere morale di restare civili: praticamente un’assemblea di condominio, ma senza la possibilità di uscire sbattendo la porta. Con in più il rischio che, dopo il terzo mese, la discussione non verta più sull’ozono, sui ghiacci o sull’atmosfera, ma su chi abbia inventato davvero la maionese, se la Gioconda sia nostra, e se “baguette” sia un pane o una forma di arroganza portatile.




Il bicerin: tre strati, come vuole la ricetta: uno sguardo lucido sull'attualità, una nota amara di realtà, un fondo caldo di umanità. Da leggere piano. Lo trovi ogni mattina prima delle 7:00 e si può seguire anche su: Instagram, Facebook e su Substack.




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