A cura di Giovanni Firera
Con "Le cose non dette", Gabriele Muccino torna a indagare le crepe dell’amore e la fragilità delle relazioni umane, affidandosi a una storia corale che mette in scena due coppie di amici alle prese con matrimoni in crisi, una figlia preadolescente in piena ribellione e un viaggio in Marocco vissuto come illusoria occasione di rinascita. A far crollare un equilibrio già instabile è l’irruzione di una giovane amante insoddisfatta, detonatore emotivo che porta alla luce verità a lungo taciute.
Il film, tratto dal romanzo Siracusa di Delia Ephron – che firma anche la sceneggiatura insieme al regista – riflette sulle imperfezioni dell’amore e sulle conseguenze estreme del non detto. I silenzi, le omissioni e le mezze verità diventano il vero nucleo narrativo, mostrando come l’incomunicabilità possa logorare lentamente anche i legami più solidi.
Muccino si affida a interpreti a lui familiari, come Carolina Crescentini, Stefano Accorsi e Claudio Santamaria, affiancati da Miriam Leone, che offre una prova misurata e intensa. Il suo personaggio, come sottolinea l’attrice stessa, è complesso e trattenuto: osserva con lucidità la realtà , ma fatica a coglierne fino in fondo le implicazioni, incarnando l’illusione del controllo che spesso caratterizza le relazioni adulte. Ancora un’interpretazione di tutto rispetto da parte dell’attrice siciliana che è oramai veramente pronta per film di caratura internazionale. Matura al grande salto nel panorama internazionale. Un consiglio per Sorrentino.
La regia conserva lo stile emotivamente coinvolgente tipico di Muccino, a tratti spinto verso l’eccesso, ma efficace nel restituire tensioni, fragilità e conflitti interiori. Pur nelle sue estremizzazioni, la storia raccontata risulta riconoscibile e invita lo spettatore a specchiarsi nei personaggi, nelle loro paure e nei loro errori.
Significativo è il ruolo delle figure femminili, vero motore dell’azione e del cambiamento: sono le donne, con le loro scelte e inquietudini, a rompere l’equilibrio apparente e a spingere la narrazione verso la sua inevitabile resa dei conti.
Le cose non dette è un film imperfetto ma sincero, che conferma l’interesse di Muccino per le dinamiche emotive più intime e dolorose, lasciando allo spettatore una domanda aperta: quanto siamo davvero disposti a dire, per salvare ciò che amiamo?
Le cose non dette è un film imperfetto ma sincero, che conferma l’interesse di Muccino per le dinamiche emotive più intime e dolorose, lasciando allo spettatore una domanda aperta: quanto siamo davvero disposti a dire, per salvare ciò che amiamo?
