Il Rotary racconta Michelangelo Pistoletto: Cittadellarte e il Terzo Paradiso - TORINO +

Post Top Ad

 


Post Top Ad

lunedì 2 febbraio 2026

Il Rotary racconta Michelangelo Pistoletto: Cittadellarte e il Terzo Paradiso

Tra Cittadellarte e valori rotariani, il percorso di Michelangelo Pistoletto racconta un Piemonte che parla al mondo.



Biella non è soltanto un punto sulla mappa del Piemonte: è un laboratorio vivo, un luogo in cui l’arte esce dalle cornici e entra nella società. È qui che prende forma, con forza e continuità, la visione di Michelangelo Pistoletto, maestro riconosciuto a livello internazionale e figura simbolo dell’arte contemporanea. Un racconto che interessa da vicino anche chi guarda Torino e il suo territorio allargato: perché Biella, con la sua energia progettuale, è sempre più “dintorni” che dialogano con il centro, e con l’Europa.

Questa prospettiva emerge con chiarezza dall’intervista pubblicata su Rotary Italia (gennaio 2026), realizzata con il contributo editoriale del Distretto rotariano 2031 che copre Alto Piemonte e Valle d’Aosta. Il lavoro – promosso sotto l’egida del Governatore Felice Invernizzi – è stato condotto da Giovanni Firera, con editing di Claudio Pasqua e coordinamento di Barbara Colonna; le immagini portano la firma di Pierluigi Di Pietro. L’insieme restituisce un dialogo dove arte, responsabilità sociale e cultura del servizio si intrecciano, con Biella al centro della scena.


La rivista ROTARY ITALIA è consultabile a questo link 





Un biellese con sguardo internazionale

Nato a Biella nel 1933, Pistoletto avvia il proprio percorso espositivo negli anni Cinquanta. L’autoritratto, nella sua ricerca iniziale, non diventa autocelebrazione, ma strumento critico: un modo per interrogare identità, presenza, rapporto fra individuo e realtà. La svolta che lo proietta sulla scena internazionale arriva tra 1961 e 1962 con i Quadri specchianti: opere che includono lo spettatore, aprono lo spazio al tempo reale e cambiano la posizione di chi guarda. Non è solo una tecnica: è un’idea di arte come relazione.

Tra 1965 e 1966 nascono gli Oggetti in meno, lavori decisivi per la nascita dell’Arte Povera, di cui l’artista è protagonista. Ma il passaggio successivo è forse quello che parla più direttamente al nostro presente: dal 1967 in avanti, la pratica di Pistoletto si sposta progressivamente fuori dagli spazi espositivi tradizionali, anticipando logiche di collaborazione e di intervento nella vita pubblica.


da sin: Giovanni Firera, Michelangelo Pistoletto, Barbara Colonna, Claudio Pasqua


Cittadellarte: Biella come officina del futuro

Negli anni Novanta la traiettoria si consolida in una visione più ampia: l’arte non come commento, ma come leva di trasformazione sociale. Nasce Progetto Arte e, soprattutto, prende corpo a Biella Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, insieme all’Università delle Idee: un ecosistema in cui creatività e tessuto civile si incontrano senza barriere, mettendo in connessione educazione, economia, politica, ambiente e comunità.

È qui che Biella smette definitivamente di essere “periferia” e diventa piattaforma: un luogo che genera modelli, pratiche e linguaggi esportabili, capace di parlare ai territori vicini – Torino compresa – con la concretezza di chi trasforma idee in processi.


La rivista ROTARY ITALIA è consultabile a questo link 




Riconoscimenti e simboli  

Il percorso di Pistoletto è segnato da riconoscimenti di massimo livello: dal Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia (2003) alla laurea honoris causa dell’Università di Torino (2004), fino al Wolf Prize (2007) e al Praemium Imperiale (2013). In questa traiettoria si colloca anche il Terzo Paradiso, concetto centrale nella sua visione, e iniziative partecipative come il Rebirth-day (21 dicembre), oltre a interventi simbolici in contesti internazionali, tra cui il Palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra.

 

Un legame rotariano coerente con la sua idea di arte

L’intervista evidenzia anche un aspetto meno noto al grande pubblico: Michelangelo Pistoletto è socio del Rotary Club Valle Mosso. Un’appartenenza che viene letta come coerente con un’idea di arte intesa come azione civile: costruzione di relazioni, responsabilità condivisa, impegno nel presente.

In questa cornice, il ruolo del Distretto rotariano emerge come ponte culturale: non solo attività di servizio, ma anche produzione di contenuti capaci di aprire dialoghi tra comunità, generazioni e mondi diversi, portando Biella e la sua esperienza – con Cittadellarte – Fondazione Pistoletto – al centro di una narrazione nazionale.




Post Top Ad