Tra le storie che hanno colpito maggiormente il Quirinale spicca quella di Mauro Glorioso, giovane studente legato alla città della Mole, diventato simbolo di forza e determinazione dopo la tragedia avvenuta ai Murazzi.
Torino torna al centro dell’attenzione nazionale grazie a uno dei riconoscimenti civili più importanti del Paese. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scelto 31 uomini e donne che, con gesti concreti, hanno incarnato i valori della solidarietà , dell’impegno civile e della cittadinanza attiva.
Tra queste storie, una tocca da vicino il capoluogo piemontese ed è diventata negli ultimi anni emblema di resilienza.
Il volto torinese del coraggio
Tra i nuovi Cavalieri dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana figura Mauro Glorioso, il giovane rimasto tetraplegico dopo essere stato colpito da una bicicletta lanciata mentre si trovava con alcuni amici lungo i Murazzi di Torino nel 2023.
Il riconoscimento gli è stato conferito “per non essersi arreso alle avversità della vita”. Nonostante le gravissime conseguenze dell’incidente, Mauro ha proseguito con determinazione il proprio percorso universitario, riuscendo a laurearsi in Medicina e Chirurgia. Una storia che parla di Torino, dei suoi spazi simbolo e, soprattutto, della forza dei suoi giovani.
Eroi quotidiani premiati al Quirinale
La cerimonia ufficiale si terrà il 3 marzo al Quirinale, dove verranno celebrati esempi di impegno che spaziano dalla sanità al volontariato, dallo sport all’arte, fino alla comunicazione sociale.
Tra i premiati figurano medici impegnati in missioni internazionali, volontari attivi nelle carceri, associazioni che lavorano con persone con disabilità e cittadini che hanno trasformato esperienze personali dolorose in progetti di aiuto collettivo.
Particolarmente significativa anche la scelta di valorizzare chi utilizza i social network come strumento di informazione responsabile e sostegno emotivo, costruendo reti di supporto per chi affronta malattia, emarginazione o difficoltà quotidiane.
Musica, arte e inclusione
Accanto alle storie di impegno sociale, il Presidente ha voluto riconoscere anche il valore culturale come leva di coesione. Tra i nomi più noti compare il cantautore Diodato, premiato per la sua attenzione alle fragilità sociali e per il racconto delle periferie come luoghi di incontro, integrazione e possibilità .
L’arte, il teatro e il cinema diventano così strumenti capaci di abbattere barriere e dare voce a chi spesso resta ai margini.
Torino dentro un’Italia che non si arrende
Il riconoscimento a Mauro Glorioso e agli altri 30 cittadini restituisce a Torino un ruolo simbolico forte: una città che conosce le ferite, ma sa trasformarle in speranza. Dai Murazzi nasce una storia di rinascita che parla a tutto il Paese.
E proprio per questo pesa ancora di più il contrasto con le violenze esplose al corteo legato alla vicenda Askatasuna che nessun torinese vorrebbe mai avere sulla coscienza: scontri, roghi, bombe carta e l’aggressione a un agente. Un esempio da non seguire: perché quando la protesta diventa sopraffazione per i cittadini, non difende diritti—li indebolisce.
L'elenco dei 31 premiati
Di seguito i 31 insigniti scelti “motu proprio” dal Presidente della Repubblica, con un profilo sintetico del loro impegno.
- Valentina Baldini (30 anni) — Medico psichiatra con atrofia muscolare spinale; guida associazioni nazionali per la tutela della salute e dei pazienti neuromuscolari.
- Gianfranco Berardi (47 anni) — Cofondatore di una compagnia teatrale che lavora su accessibilità e inclusione, creando spazi culturali aperti a tutti.
- Gabriella Casolari (61 anni) — Cofondatrice della compagnia Berardi-Casolari; promuove partecipazione e abbattimento delle barriere attraverso l’arte.
- Cristina Bernardi (52 anni) — Presidente di un’associazione che usa lo sport per favorire relazione e integrazione di ragazzi con disabilità intellettive.
- Titina Ciccone (65 anni) — Da oltre trent’anni sostiene, con la sua associazione, persone che convivono con HIV/AIDS contro stigma ed emarginazione.
- Valerio Costa (88 anni) — Già direttore del Sert di Trento; continua a dedicarsi ai più fragili su dipendenze e disturbi alimentari.
- Antonio Diodato (44 anni) — Cantautore impegnato nel sociale: racconta realtà di periferia e inclusione, dando visibilità a chi costruisce opportunità per gli altri.
- Fabrizio Facchinetti (58 anni) — Insegna sci includendo ragazzi con disabilità ; per lui lo sport è crescita, amicizia e integrazione.
- Giuseppe Fattore (44 anni) — Poliziotto: ha prestato soccorso in un’emergenza stradale fermandosi e aiutando persone in pericolo oltre il dovere.
- Sauro Filippeschi (55 anni) — Collega e sostiene famiglie coinvolte dalla rara sindrome di Cornelia de Lange, creando rete e supporto.
- Sonia Gerelli (42 anni) — Cofondatrice di un’associazione nata dopo un lutto familiare; fa divulgazione sui rischi di contaminazioni alimentari da E. coli.
- Marco Damonte (56 anni) — Cofondatore della stessa associazione; promuove prevenzione e informazione su sicurezza alimentare e salute.
- Giovanni Giugliano (44 anni) — Carabiniere: fuori servizio si è tuffato nel porto canale di Riccione per salvare una bambina in sedia a rotelle.
- Mauro Glorioso (26 anni) — Colpito ai Murazzi di Torino e rimasto tetraplegico; ha continuato gli studi fino alla laurea in Medicina e Chirurgia, diventando simbolo di tenacia.
- Nadia Lauricella (32 anni) — Condivide sui social la propria vita con disabilità , costruendo una rete di supporto e un messaggio di forza e autonomia.
- Valentina Mastroianni (39 anni) — Ha raccontato online la quotidianità accanto al figlio malato, diventando punto di riferimento per altre famiglie anche dopo la perdita.
- Rodolfo Matto (64 anni) — Medico e presidente di una onlus di “clown dottori” che porta sorrisi e conforto in pediatria, oncologia e lungodegenze.
- Cristina Monzali (54 anni) — Ha fondato un’associazione che prosegue valori e passioni del figlio scomparso, sostenendo giovani con ippoterapia e borse di studio.
- Gianfranco Onorato (73 anni) — Dopo un grave incidente ha raggiunto obiettivi sportivi e trasmesso la sua passione a ragazzi con disabilità .
- Vito Primavera (58 anni) — Oculista: in missione in Repubblica Centrafricana ha guidato interventi che hanno restituito la vista a centinaia di pazienti, molti bambini.
- Tiziana Roggio (38 anni) — Chirurgo plastico: primo medico volontario italiano nella Striscia di Gaza, ha operato anche bambini gravemente feriti all’Ospedale Nasser.
- Carmela Rosset (87 anni) — Presiede un’associazione che accoglie gratuitamente pazienti oncologici e familiari durante le cure ad Aviano, offrendo assistenza e alloggio.
- Chiara Ruaro (51 anni) — Paziente oncologica: protagonista del docufilm “Due di noi”, condividendo un percorso di resilienza utile anche ad altri pazienti.
- Teresa Giordano (38 anni) — Paziente oncologica: nel docufilm racconta la malattia come esperienza di forza e condivisione.
- Cesina Russo (53 anni) — Con l’associazione “Lucana Autismo” sviluppa progetti educativi per valorizzare talenti e autonomie dei ragazzi.
- Zaira Giugliano (56 anni) — Co-protagonista dello stesso impegno: inclusione e percorsi educativi per persone nello spettro autistico.
- Teresa Scorza (38 anni) — Imprenditrice: ha fatto del lavoro uno strumento di inclusione, con molte assunzioni di persone con fragilità intellettive o psichiatriche.
- Andrea Albano Sciarretta (38 anni) — Genitore di una bimba con SMA: ha fondato un’associazione per sostenere ricerca, tutele e bisogni assistenziali delle famiglie.
- Tahereh Pisciotta (38 anni) — Cofondatrice di “Progetto Noemi”: promuove supporto concreto e diritti per famiglie con necessità complesse.
- Esther Sibylle von der Schulenburg (71 anni) — Porta arte e cultura nelle carceri come strumenti di rieducazione e crescita personale, migliorando prospettive di reinserimento.
- Suor Emma Zordan (84 anni) — Volontaria nel carcere di Rebibbia: organizza corsi e iniziative di scrittura per rafforzare espressione e reinserimento dei detenuti.
