La commemorazione nel giardino Vittime delle Foibe. Norma Cossetto, giovane studentessa istriana, fu arrestata, sottoposta a violenze e uccisa nel 1943 da miliziani e partigiani jugoslavi.
Torino torna a ricordare Norma Cossetto, una delle figure simbolo della tragedia delle foibe e delle violenze che colpirono la popolazione italiana dell’Istria durante e dopo la Seconda guerra mondiale. La commemorazione si è svolta al giardino Vittime delle Foibe, nel quartiere Vallette, nell’ambito dell’iniziativa organizzata dal Comitato 10 Febbraio, giunta quest’anno alla sua ottava edizione.
La cerimonia ha voluto mantenere viva la memoria della giovane studentessa istriana, uccisa nell’autunno del 1943, e più in generale delle vittime delle foibe e degli esuli giuliano-dalmati costretti ad abbandonare le proprie case.
All'appuntamento hanno partecipato, tra gli altri, Matteo Rossino, referente provinciale del Comitato 10 Febbraio, il consigliere regionale Roberto Ravello, la consigliera di Circoscrizione Silvia Acquaro e Luigi Vatta, scrittore e figlio di Sergio Vatta, esule istriano.
Chi era Norma Cossetto
Norma Cossetto era una giovane donna istriana, nata nel 1920 a Santa Domenica di Visinada, nell'allora provincia italiana di Pola. Studentessa all'Università di Padova, stava preparando una tesi di laurea in Lettere quando, nell'autunno del 1943, l'Istria fu sconvolta dal crollo del controllo italiano seguito all'armistizio dell'8 settembre.
Cossetto venne arrestata da formazioni partigiane jugoslave. Secondo le testimonianze e le ricostruzioni storiche relative alla sua prigionia, durante la detenzione fu sottoposta a violenze fisiche e sessuali, prima di essere uccisa e gettata in una foiba insieme ad altre vittime.
La vicenda di Norma Cossetto è diventata nel tempo uno dei simboli più conosciuti della violenza esercitata contro gli italiani dell'Istria nel periodo immediatamente successivo all'armistizio.
La sua storia è particolarmente drammatica anchea per la giovane età della vittima: Norma aveva appena 23 anni.
Arrestata, violentata e uccisa
Il destino di Norma Cossetto si inserisce nel clima di violenza che accompagnò l'occupazione di ampie zone dell'Istria da parte delle formazioni comuniste jugoslave guidate da Josip Broz Tito, dopo il collasso dell'apparato militare e amministrativo italiano.
Le ricostruzioni sulla sua morte riferiscono di una prigionia caratterizzata da torture e violenze sessuali. La giovane sarebbe stata sottoposta a sevizie prima di essere assassinata e il suo corpo gettato nella foiba di Villa Surani, dove venne ritrovato successivamente.
È una vicenda che, ancora oggi, suscita profonda commozione e che viene ricordata come esempio della brutalità raggiunta dalla violenza politica e militare sul confine orientale.
Per questo Norma Cossetto è diventata, nella memoria italiana, una delle figure simbolo delle vittime delle foibe.
Il contesto: le foibe e l'esodo
La tragedia di Norma non può essere separata dal più ampio contesto storico del confine orientale italiano.
Tra il 1943 e il 1945 migliaia di persone furono uccise, arrestate, deportate o scomparvero nelle foibe. Le vittime appartenevano a categorie diverse e le vicende furono caratterizzate da motivazioni politiche, nazionali e militari differenti. Accanto alle uccisioni si sviluppò una più ampia repressione nei confronti di oppositori politici e di una parte della popolazione italiana dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia.
A questa tragedia seguì il grande esodo giuliano-dalmata, con centinaia di migliaia di italiani costretti o indotti ad abbandonare le proprie case nel corso del secondo dopoguerra.
Ricordare Norma Cossetto significa dunque riportare l'attenzione su una pagina della storia italiana che per decenni è rimasta ai margini del dibattito pubblico.
La commemorazione alle Vallette
La cerimonia torinese si è svolta proprio nel giardino Vittime delle Foibe, luogo dedicato alla memoria delle persone scomparse e uccise durante quella stagione drammatica.
Secondo Matteo Rossino, promotore dell'iniziativa, ricordare Norma significa anche rendere giustizia alle altre vittime e agli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia.
«Contro ogni tentativo di negazionismo o riduzionismo – ha dichiarato Rossino – la nostra città riafferma con forza la verità storica: Norma fu martirizzata dai partigiani comunisti titini unicamente perché italiana».
Il referente del Comitato 10 Febbraio ha sottolineato inoltre come la commemorazione rappresenti un appuntamento ormai consolidato nel calendario cittadino.
«Con una manifestazione partecipata, marziale e solenne Torino ha ricordato, per l’ottavo anno consecutivo, Norma Cossetto», ha affermato.
Una memoria che continua
La storia di Norma Cossetto è oggi conosciuta in tutta Italia. Nel 2005 le è stata conferita la Medaglia d'oro al merito civile alla memoria dalla Repubblica Italiana, riconoscimento che ha contribuito ulteriormente a riportare la sua vicenda all'attenzione dell'opinione pubblica nazionale.
La sua figura continua così a rappresentare, soprattutto nelle celebrazioni dedicate al Giorno del Ricordo, il volto giovane di una tragedia che coinvolse migliaia di persone.
A Torino il suo nome viene ricordato ogni anno nel giardino dedicato alle Vittime delle Foibe, non soltanto per rendere omaggio alla sua memoria, ma anche per ricordare la complessa vicenda degli italiani del confine orientale, delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata.
La storia di Norma Cossetto resta una testimonianza drammatica della violenza che può accompagnare le guerre, le occupazioni e i conflitti ideologici. Ricordarla significa interrogarsi sul passato e, soprattutto, riaffermare il valore della memoria delle vittime.
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