TORINO, I BUS NON SONO PER GIOVANI: A 11 ANNI FINISCE LA FESTA - Torino Plus – News, eventi e approfondimenti su Torino

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giovedì 8 ottobre 2026

TORINO, I BUS NON SONO PER GIOVANI: A 11 ANNI FINISCE LA FESTA

A Torino i bambini viaggiano gratis fino a 11 anni (compiuti, dunque sarebbe meglio dire 10 anni) Poi, improvvisamente, il trasporto pubblico torna a essere un costo per le famiglie. E mentre Milano, Roma, Emilia-Romagna e Campania hanno costruito agevolazioni molto più estese, il capoluogo piemontese sembra fermarsi proprio quando i ragazzi iniziano a muoversi da soli.


C'è una domanda che forse qualcuno a Torino dovrebbe cominciare a farsi: perché la gratuità del trasporto pubblico deve finire proprio quando un ragazzo comincia ad averne davvero bisogno?


La questione è tutt'altro che marginale. A Torino i bambini sotto gli 11 anni hanno diritto alla libera circolazione sulla rete urbana e suburbana GTT. La novità del 2026 riguarda soprattutto le modalità di accesso alla tessera Junior, non l'introduzione della gratuità.


Insomma, attenzione a raccontare la storia come se Torino avesse appena scoperto che i bambini possono viaggiare gratis.

Non è così.

Il vero problema arriva dopo.


A 11 anni compiuti il miracolo finisce

Un bambino di 10 anni può prendere autobus e tram senza pagare. Compie 11 anni e, improvvisamente, quella stessa mobilità diventa a pagamento.

E la cosa curiosa è che proprio da quel momento il bisogno di utilizzare i mezzi pubblici aumenta.


Scuola media, scuola superiore, palestra, piscina, biblioteca, corsi pomeridiani, amici, attività culturali. I genitori iniziano a non poter accompagnare i figli ovunque e il ragazzo conquista progressivamente autonomia.


È proprio allora che il sistema dovrebbe incentivare l'utilizzo del trasporto pubblico.


A Torino, invece, arriva il conto.


L'abbonamento annuale GTT Under 26 costa 258 euro, mentre sono previste tariffe ISEE agevolate da 158, 178 e 208 euro.


Non è una cifra astronomica, certo. Ma proviamo a raccontarlo a una famiglia con due figli adolescenti: 516 euro all'anno per due abbonamenti ordinari. E se i ragazzi devono utilizzare anche collegamenti extraurbani, la spesa può salire ulteriormente: per il 2026-2027 gli abbonamenti studenti GTT extraurbani di 10 mesi vanno, a seconda delle zone, da 335,50 a 709 euro.

Milano fa meglio?

Il confronto con Milano è interessante.

Nel capoluogo lombardo l'abbonamento urbano giovani fino a 27 anni costa 200 euro l'anno, quindi 58 euro in meno rispetto alla tariffa ordinaria Under 26 di Torino. Per chi ha meno di 30 anni e un ISEE inferiore a 28.000 euro, la tariffa resta di 200 euro.

Ma c'è di più.


A Milano gli under 14 viaggiano gratuitamente sui mezzi pubblici nell'ambito previsto dal sistema tariffario.


Tradotto: proprio nella fascia 11-14 anni, quella nella quale Torino ha già chiuso il rubinetto della gratuità, Milano continua a garantire il viaggio gratuito.


Non sarà una rivoluzione economica per il bilancio familiare, ma è un segnale politico molto chiaro: la mobilità dei ragazzi viene considerata un investimento.

E Roma lascia Torino ancora più indietro

Qui il confronto diventa ancora più difficile da ignorare.

A Roma un ragazzo residente tra gli 11 e i 19 anni può acquistare l'abbonamento annuale Metrebus Roma a soli 50 euro, indipendentemente dalla fascia di reddito. L'abbonamento dura 365 giorni e consente di utilizzare autobus, tram, metropolitane e altri servizi compresi nella rete prevista.

Cinquanta euro.

A Torino, per un Under 26, 258 euro.

La differenza è di 208 euro all'anno.

Certo, non stiamo confrontando sistemi identici: Roma ha una specifica agevolazione per gli under 19 residenti, mentre Torino propone un abbonamento Under 26 con diverse fasce ISEE. Ma per una famiglia che guarda semplicemente al portafoglio la differenza è difficile da non notare.

Bologna e l'Emilia-Romagna: il trasporto come diritto allo studio

Poi c'è l'Emilia-Romagna.

Il programma “Salta Su!” garantisce l'abbonamento gratuito agli studenti delle scuole elementari e medie che rispettano i requisiti previsti, senza necessità di presentare l'ISEE per le categorie indicate.

Il messaggio è completamente diverso da quello di una semplice agevolazione anagrafica.

Non si ragiona soltanto in termini di: “Sei bambino? Allora non paghi”.

Si ragiona così: “Se devi andare a scuola, il trasporto non deve diventare un ostacolo.”


E questa è una scelta politica.


Campania: addirittura fino a 26 anni

Il caso della Campania è forse quello che mette maggiormente in difficoltà Torino nel confronto.

Per l'anno scolastico e accademico 2026-2027 la Regione ha confermato il trasporto gratuito per studenti residenti tra 11 e 26 anni, iscritti alle scuole secondarie, all'università, a master e scuole di specializzazione, con ISEE fino a 35.000 euro. La gratuità riguarda il percorso casa-scuola o casa-università.

Sono stati stanziati 30 milioni di euro, ai quali si aggiungono altri 10 milioni destinati agli studenti appartenenti ai nuclei familiari con ISEE fino a 12.500 euro.

Attenzione: non significa che in Campania tutti gli under 26 viaggino gratis. Ci sono requisiti precisi.

Ma il concetto è evidente.

Il trasporto pubblico viene utilizzato come strumento di politica scolastica e sociale.

Torino è davvero così cara?

Qui bisogna essere corretti.

Dire che Torino ha “i bus più cari d'Italia” sarebbe semplicistico e non sarebbe dimostrato da questo confronto.

Ma c'è un dato politico che emerge con chiarezza: Torino appare meno generosa di altre grandi realtà italiane proprio nella fascia adolescenziale.

Il quadro è questo:

Città/RegioneAgevolazione
TorinoUnder 11 gratis; Under 26 a 258 € annui, con riduzioni ISEE
MilanoUnder 14 gratis; Under 27 a 200 € annui
RomaUnder 19 a 50 € annui
Emilia-RomagnaElementari e medie con abbonamento gratuito
CampaniaStudenti 11-26 anni gratis con requisiti e ISEE

Il problema, dunque, non è soltanto quanto costa il biglietto.

È soprattutto quanto una città decide di investire sull'autonomia dei propri giovani.

La domanda scomoda

E allora arriva la domanda che forse a Palazzo Civico qualcuno dovrebbe porsi.

Perché fermarsi proprio a 11 anni?

Perché un bambino di 10 anni dovrebbe poter utilizzare gratuitamente il trasporto pubblico mentre, il giorno dopo il suo undicesimo compleanno, la famiglia deve cominciare a pagare?

Il bisogno di mobilità non diminuisce.

Aumenta.

Un adolescente deve andare a scuola, praticare sport, frequentare amici, biblioteche, corsi, attività culturali. E più cresce, più diventa importante che possa muoversi autonomamente senza obbligare mamma e papà a trasformarsi in un servizio taxi permanente.

C'è poi un'altra questione: l'ambiente.

Se vogliamo convincere le nuove generazioni a utilizzare autobus, tram e metropolitana invece dell'automobile, dobbiamo rendere il trasporto pubblico conveniente anche economicamente.

Altrimenti il rischio è predicare la mobilità sostenibile e poi presentare il conto alle famiglie.

Torino potrebbe tranquillamente immaginare un modello progressivo: gratuità fino a 14 anni, abbonamenti simbolici per gli adolescenti, ulteriori agevolazioni per studenti e giovani universitari.

Non sarebbe necessario copiare Roma, Milano o la Campania.

Ma almeno confrontarsi con loro, sì.

Perché il vero problema non è che a Torino i bambini viaggiano gratis.

Il vero problema è che quando diventano ragazzi, il vantaggio finisce proprio quando comincia la loro vera libertà di movimento.

E questa, più che una questione di autobus, è una precisa scelta di politica della città.

Una scelta sulla quale sarebbe interessante sentire cosa ne pensano il Sindaco, il Comune, GTT e famiglie torinesi. 



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