Piemonte. Dalla Val di Susa alla Provincia di cuneo: perché stravince sempre il Centro Destra? - Torino Plus – News, eventi e approfondimenti su Torino

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domenica 18 ottobre 2026

Piemonte. Dalla Val di Susa alla Provincia di cuneo: perché stravince sempre il Centro Destra?

Le email che arrivano in redazione raccontano una curiosità che, a ben guardare, è molto più di una semplice domanda politica. I nostri lettori continuano a chiedercelo: com’è possibile che Torino città sia prevalentemente orientata a sinistra, mentre in Piemonte, alle elezioni regionali, a vincere sia il centrodestra? Una contraddizione solo apparente, che merita di essere affrontata senza slogan, senza pregiudizi e soprattutto senza fermarsi alle solite etichette politiche.


Dall’Alta Val di Susa alla provincia di Cuneo, i risultati delle elezioni regionali raccontano un Piemonte politicamente diviso. Alberto Cirio è stato rieletto nel 2024 con oltre il 56% dei voti, ma il consenso cambia sensibilmente da una zona all’altra. Ecco che cosa dicono i numeri e quali fattori possono aiutare a spiegare il risultato.


Perché se Torino sembra parlare una lingua politica diversa da quella di gran parte della sua regione, il problema non è stabilire chi abbia ragione, ma capire perché due realtà così vicine, legate dalla stessa economia e dallo stesso territorio, finiscano per esprimere orientamenti elettorali tanto differenti.


I numeri, del resto, parlano chiaro. Alle regionali dell’8 e 9 giugno 2024, Alberto Cirio è stato rieletto presidente del Piemonte con il 56,13% dei voti. A Torino città, invece, la candidata del centrosinistra Giovanna Pentenero ha ottenuto il 46,45%, contro il 41,88% di Cirio. E fuori dal capoluogo il quadro cambia sensibilmente: in provincia di Cuneo Cirio ha raggiunto il 66,58%, mentre in Alta Val di Susa ha superato il 76% a Sauze d’Oulx e il 71% a Bardonecchia.


Come si spiega questa distanza? È davvero soltanto una questione di tradizione politica oppure pesano anche il lavoro, le imprese, i servizi, le infrastrutture, il turismo e le priorità quotidiane di chi vive lontano dal capoluogo?


Per rispondere bisogna uscire dalla contrapposizione ideologica tra città e provincia e guardare ai risultati, comune per comune. Perché il Piemonte non è Torino, e Torino, per quanto importante, non può essere considerata lo specchio fedele di un’intera regione.




Val di Susa e Alta Val di Susa: dove il centrodestra ha ottenuto percentuali molto elevate

Per comprendere la geografia politica del Piemonte bisogna partire anche dalle vallate alpine, dove le elezioni regionali dell’8 e 9 giugno 2024 hanno restituito risultati particolarmente significativi.


In diversi comuni dell’Alta Val di Susa il presidente uscente Alberto Cirio, sostenuto dal centrodestra, ha raccolto percentuali molto elevate. Tra gli esempi più evidenti figurano Bardonecchia, Sauze d’Oulx e Oulx.


Secondo i risultati elettorali riportati per le singole località, Cirio ha ottenuto:


  • Sauze d’Oulx: 76,48% dei voti.
  • Bardonecchia: 71,44%.
  • Oulx: 66,85%.
  • Susa: 57,55%.


Si tratta di percentuali riferite al candidato presidente, non alla somma dei voti ottenuti dai singoli partiti della coalizione.


Il dato di Sauze d’Oulx è particolarmente rilevante: Cirio ha superato il 76%, mentre Fratelli d’Italia, nella stessa località, ha raccolto il 41,93% dei voti di lista. A Bardonecchia Fratelli d’Italia ha raggiunto il 34,14%.


Questi risultati mostrano che, in alcune località alpine, il centrodestra ha ottenuto un consenso nettamente superiore alla propria media regionale.


Ma attenzione: non tutta la Val di Susa vota allo stesso modo. Le differenze tra comuni possono essere significative e il risultato delle elezioni regionali non coincide necessariamente con quello delle comunali o delle politiche.


Perché il centrodestra raccoglie tanti voti in Alta Val di Susa?


I risultati elettorali consentono di individuare il consenso, ma non spiegano automaticamente le ragioni delle scelte degli elettori.


Nelle località alpine possono assumere particolare importanza temi come il turismo, le infrastrutture, i collegamenti ferroviari e stradali, il lavoro stagionale e la disponibilità dei servizi pubblici.


In territori come Bardonecchia e Sauze d’Oulx, dove il turismo invernale rappresenta una componente importante dell’economia locale, le politiche relative agli impianti, alla mobilità e alla promozione turistica possono essere particolarmente rilevanti nel dibattito pubblico.


Anche le grandi opere, a partire dal progetto ferroviario Torino-Lione, costituiscono un tema di confronto politico in Valle di Susa. Il territorio, infatti, è stato interessato per anni da un intenso dibattito sull’opera, con posizioni differenti tra istituzioni, amministrazioni locali, comitati e cittadini.


Non sarebbe però corretto affermare che il voto favorevole a Cirio dipenda necessariamente dal sostegno alla Torino-Lione o da una specifica questione locale. Per dimostrarlo servirebbero indagini sulle motivazioni degli elettori.


Il dato certo è un altro: alle regionali del 2024, in alcuni comuni dell’Alta Val di Susa, Cirio ha ottenuto percentuali molto elevate.


Regionali 2024: perché il centrodestra ha vinto in Piemonte?

Il risultato complessivo delle elezioni regionali è il punto di partenza per comprendere la forza elettorale della coalizione.


L’8 e 9 giugno 2024 Alberto Cirio è stato rieletto presidente della Regione Piemonte con il 56,13% dei voti.


La candidata del centrosinistra, Giovanna Pentenero, ha ottenuto il 33,54%, mentre Sarah Disabato, candidata del Movimento 5 Stelle, ha raccolto il 7,68%.


L’affluenza si è fermata al 55,30%.

Il risultato ha confermato la maggioranza di centrodestra alla guida della Regione, dopo il primo mandato di Cirio iniziato nel 2019.


1. Il vantaggio del presidente uscente

Uno dei fattori da considerare è la riconoscibilità del presidente in carica.

Cirio si è presentato agli elettori dopo cinque anni di governo regionale. Un presidente uscente può contare sulla notorietà acquisita durante il mandato e viene giudicato anche sulla base delle decisioni assunte, dei risultati rivendicati e del rapporto costruito con i territori.

La rielezione del 2024 ha confermato il consenso nei suoi confronti. Non è però possibile attribuire l’intero risultato esclusivamente alla sua attività amministrativa senza ulteriori dati sulle motivazioni del voto.


2. Una coalizione ampia, con partiti e lista civica

Un secondo elemento è la composizione della coalizione.

Alle regionali del 2024 Fratelli d’Italia ha ottenuto il 24,43% dei voti di lista, mentre la lista civica Cirio Presidente ha raccolto il 12,23%.

Forza Italia ha raggiunto il 9,85% e la Lega il 9,40%.

Questi risultati mostrano che il consenso della coalizione non è stato concentrato in un solo partito. Accanto a Fratelli d’Italia hanno avuto un ruolo significativo la lista personale del presidente e gli altri partiti del centrodestra.

La presenza di una lista civica legata al candidato può inoltre raccogliere voti da elettori che apprezzano la figura del presidente o il rapporto con il territorio, senza identificarsi necessariamente con un singolo partito nazionale.


3. Il peso delle province e dei comuni più piccoli

Il Piemonte è una regione caratterizzata da realtà economiche e sociali differenti: grandi centri urbani, distretti industriali, aree agricole, comuni turistici e vallate montane.

Questa varietà si riflette anche nei risultati elettorali.

Le percentuali ottenute da Cirio in alcune province, come Cuneo, Alessandria e Novara, sono state superiori alla media regionale. Torino città ha invece registrato un risultato diverso.

Le differenze territoriali possono essere analizzate alla luce delle priorità locali, ma non devono essere interpretate automaticamente come una contrapposizione tra città e provincia. Ogni territorio comprende elettori con interessi e orientamenti diversi.


4. Il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle si sono presentati separatamente

Un altro elemento da considerare è la distribuzione dei voti tra i candidati.

Nel 2024 Giovanna Pentenero e Sarah Disabato hanno partecipato alla competizione con candidature separate.


Il risultato di Cirio è quindi maturato in una competizione nella quale il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle non sostenevano lo stesso candidato.

Non è corretto sommare automaticamente le percentuali ottenute dai due candidati per ipotizzare quale sarebbe stato il risultato in presenza di un’alleanza: gli elettori avrebbero potuto comportarsi diversamente.

Resta comunque un dato politico importante: Cirio ha ottenuto una maggioranza ampia e ha confermato la guida del centrodestra in Piemonte.


Le province piemontesi dove Cirio ha ottenuto più consensi

Per capire dove il centrodestra ha raccolto i risultati più elevati, è utile confrontare le percentuali ottenute dal candidato presidente nelle diverse circoscrizioni provinciali.

I risultati delle regionali del 2024 riportano questi valori:

ProvinciaVoti per Alberto Cirio
Cuneo66,58%
Alessandria61,61%
Novara60,98%
Torino, provincia49,06%

Cuneo si distingue con il 66,58%, una percentuale nettamente superiore alla media regionale del 56,13%.


Ad Alessandria Cirio ha superato il 61%, mentre a Novara ha raggiunto quasi il 61%.

La provincia di Torino presenta invece un risultato più contenuto, pari al 49,06%. In questo territorio Giovanna Pentenero ha ottenuto il 39,09%.

Questi dati consentono di osservare una differenza significativa tra alcune province piemontesi, ma non costituiscono una graduatoria completa di tutte le otto circoscrizioni provinciali. Per una classifica integrale occorre verificare anche i risultati definitivi di Asti, Biella, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli.

È inoltre importante ricordare che le percentuali si riferiscono al candidato presidente, non ai singoli partiti. Il voto a Cirio non coincide necessariamente con il voto a Fratelli d’Italia, Forza Italia o Lega.


Cuneo, Alessandria e Novara: quali fattori possono spiegare i risultati?

Le percentuali elettorali sono un punto di partenza, ma per comprendere il comportamento degli elettori occorre considerare le caratteristiche dei territori.

La provincia di Cuneo comprende importanti aree agricole, distretti produttivi, imprese industriali, centri urbani e località turistiche. Alessandria è caratterizzata da attività industriali, logistica, agricoltura e collegamenti strategici. Novara presenta una forte componente produttiva e una posizione importante nei collegamenti tra Piemonte, Lombardia e Svizzera.

In territori con queste caratteristiche possono essere rilevanti temi come infrastrutture, fiscalità, sostegno alle imprese, occupazione, trasporti e servizi pubblici.

Tuttavia, non esistono elementi sufficienti per affermare che uno solo di questi fattori abbia determinato il risultato elettorale. Le motivazioni di voto sono molteplici e possono cambiare anche tra comuni appartenenti alla stessa provincia.

Per individuare le ragioni effettive del consenso servirebbero indagini demoscopiche e analisi dettagliate del comportamento elettorale.


Torino città e provincia: due risultati differenti

Il confronto tra Torino e il resto del territorio torinese è particolarmente interessante.

Alle regionali del 2024, nella città di Torino Giovanna Pentenero ha ottenuto il 46,45% dei voti per la presidenza, mentre Alberto Cirio si è fermato al 41,88%.

Il risultato della città è quindi diverso da quello dell’intera provincia, dove Cirio ha raggiunto il 49,06%.

La differenza dimostra perché sia importante distinguere il capoluogo dal territorio circostante. Il dato provinciale comprende comuni della cintura torinese, centri industriali, aree agricole e località montane, che possono presentare orientamenti elettorali diversi.

Anche la Val di Susa rientra in questa geografia complessa: i risultati di Bardonecchia, Sauze d’Oulx, Oulx e Susa evidenziano un consenso elevato per Cirio, ma non possono essere estesi automaticamente a tutti i comuni della valle.

Il Piemonte, quindi, non esprime un orientamento politico uniforme.


Economia, infrastrutture e servizi: i temi che possono pesare sul voto

Per comprendere perché il centrodestra abbia ottenuto una maggioranza così ampia, è utile considerare anche le questioni che interessano la vita quotidiana dei cittadini.

Nelle aree montane possono essere centrali la manutenzione delle strade, i collegamenti ferroviari, il turismo, la sanità territoriale e la disponibilità di servizi per chi vive lontano dai grandi centri.

Nelle aree industriali possono assumere maggiore rilevanza il sostegno alle imprese, la competitività, il costo dell’energia, le infrastrutture e l’occupazione.

Nei grandi centri urbani, invece, il dibattito può concentrarsi maggiormente su trasporto pubblico, casa, ambiente, qualità dell’aria e servizi sociali.

Queste differenze possono contribuire a spiegare perché il consenso elettorale vari da un territorio all’altro. Non costituiscono però una prova che gli elettori di una determinata provincia abbiano votato per una singola ragione.

Per arrivare a conclusioni più precise sarebbe necessario confrontare i risultati elettorali con dati economici, sociali e demoscopici riferiti agli stessi territori.


Il Piemonte non vota tutto allo stesso modo

I risultati delle elezioni regionali del giugno 2024 permettono di individuare alcune tendenze precise.

Alberto Cirio è stato rieletto presidente con il 56,13% dei voti. Il centrodestra ha ottenuto percentuali particolarmente elevate in alcune province, soprattutto Cuneo, Alessandria e Novara.

Nell’Alta Val di Susa, Sauze d’Oulx ha attribuito a Cirio il 76,48% dei voti, Bardonecchia il 71,44% e Oulx il 66,85%.

Torino città ha invece espresso un risultato differente, con Pentenero al 46,45% e Cirio al 41,88%.

Il quadro che emerge è quello di una regione caratterizzata da differenze territoriali significative. Il centrodestra ha conquistato la maggioranza regionale, ma il livello del consenso varia sensibilmente tra capoluogo, province, comuni montani e aree produttive.


Per capire perché il Piemonte continui a scegliere il centrodestra occorre quindi andare oltre le etichette politiche e analizzare i risultati comune per comune, distinguendo i dati certi dalle interpretazioni sulle motivazioni degli elettori.


Fonti e riferimenti

Nota metodologica: l’articolo si riferisce alle elezioni regionali dell’8 e 9 giugno 2024. I risultati descrivono quella specifica consultazione e non rappresentano automaticamente gli orientamenti politici attuali degli abitanti o i risultati delle elezioni politiche nazionali.

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