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RIVOLI – La pazienza è finita. Sabato 10 ottobre 2026, la Zona Ovest di Torino è tornata a chiedere risposte concrete sul prolungamento della metropolitana Linea 1, un’opera attesa da anni e ancora lontana dall’entrata in servizio. Il corteo «Uniti per la Metro», promosso per sollecitare la ripresa dei lavori tra Collegno e Rivoli, ha posto al centro una questione che riguarda migliaia di residenti, pendolari, commercianti e imprese: quando sarà finalmente possibile utilizzare la metropolitana fino a Cascine Vica?
La mobilitazione è partita da piazza del Mercato di Santa Maria, a Collegno, con arrivo previsto ai Giardini Falcone di Rivoli, lungo un percorso che attraversa corso Francia. Tra le richieste rivolte alle istituzioni figurano nuovi finanziamenti, procedure più rapide per riaffidare l’appalto e la nomina di un commissario straordinario in grado di accelerare le decisioni. Fonte: Comune di Rivoli.
Sette anni di lavori e disagi sulla viabilità
La vicenda del prolungamento della metropolitana si trascina dal 2019, quando sono iniziati i lavori della tratta occidentale. Nel frattempo, i cantieri hanno modificato la circolazione e condizionato la vita quotidiana nei territori di Collegno, Grugliasco e Rivoli.
Il problema non riguarda soltanto gli automobilisti costretti a fare i conti con rallentamenti, deviazioni e tempi di percorrenza più lunghi. Anche le attività commerciali che si affacciano sulle strade interessate dai lavori devono confrontarsi con un contesto difficile, nel quale l’accessibilità e la facilità di raggiungere negozi e servizi possono incidere direttamente sul volume degli affari.
La situazione è diventata ancora più delicata dopo la crisi dell’impresa incaricata dei lavori. A luglio 2026, Infra.To ha risolto il contratto con Italiana Costruzioni, dopo che la società aveva presentato un’istanza di liquidazione. La conseguenza è stata l’interruzione delle attività e la necessità di individuare una nuova strada per completare l’intervento.
Il rischio è che un’opera già segnata da ritardi accumuli ulteriori mesi di attesa, mentre il territorio continua a sopportare le conseguenze di un cantiere incompiuto.
Metro 1 fino a Cascine Vica: quattro nuove stazioni
Il prolungamento occidentale della Linea 1 non è un intervento marginale. Il progetto prevede una nuova tratta sotterranea di circa 3,4 chilometri, che collegherà l'attuale capolinea di Fermi, a Collegno, con Cascine Vica, nel territorio di Rivoli.
Lungo il percorso sono previste quattro stazioni: Certosa, Collegno Centro, Leumann e Cascine Vica. La fermata Certosa sarà collegata alla stazione ferroviaria di Collegno, favorendo l'interscambio tra treno e metropolitana. A Cascine Vica è inoltre previsto un parcheggio di interscambio, pensato per consentire a chi arriva in automobile di proseguire il viaggio con il trasporto pubblico.
L'obiettivo è rendere più semplice l'accesso a Torino per chi vive nella cintura occidentale, riducendo la necessità di utilizzare l'auto per raggiungere il centro e le principali destinazioni urbane.
Una volta completata, la nuova tratta potrà rafforzare il collegamento tra i comuni della cintura e la rete metropolitana torinese, con benefici potenziali per studenti, lavoratori e utenti dei servizi cittadini. Perché questi vantaggi diventino realtà, però, è indispensabile che il cantiere venga portato a termine. Fonte: Infra.To.
La richiesta dei sindaci: un commissario straordinario
La mobilitazione è stata annunciata dai sindaci di Collegno, Rivoli e Grugliasco: Matteo Cavallone, Alessandro Errigo ed Emanuele Gaito. La loro posizione è chiara: occorre superare rapidamente la fase di stallo e mettere le amministrazioni nelle condizioni di arrivare alla conclusione dell'opera.
Tra le proposte principali c'è la nomina di un commissario straordinario dotato di poteri adeguati ad accelerare gli adempimenti amministrativi, seguire le procedure di riaffidamento e coordinare i diversi soggetti coinvolti.
Non si tratta soltanto di velocizzare una pratica burocratica. Dopo la crisi dell'appaltatore, occorre definire con precisione quali lavori restano da eseguire, quali risorse siano necessarie e con quali tempi sia possibile ripartire. Senza un quadro finanziario e amministrativo chiaro, il rischio è che l'emergenza si trasformi in una nuova lunga attesa.
Il tema è arrivato anche in Consiglio comunale a Torino. Il 5 ottobre è stato approvato all'unanimità un ordine del giorno che impegna sindaco e Giunta a chiedere al Governo i finanziamenti necessari e a sollecitare la nomina di un commissario straordinario. Il documento chiede inoltre un confronto urgente con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Fonte: Comune di Torino.
Cantieri fermi, la priorità è restituire corso Francia ai cittadini
Accanto al completamento della metropolitana, uno dei punti più urgenti riguarda la sistemazione della viabilità. La richiesta avanzata dal territorio è di rimuovere o ridurre i cantieri di superficie non più necessari alle lavorazioni, così da limitare l'impatto sulla circolazione.
La distinzione è importante: riaprire le aree che possono essere liberate non significa rinunciare alla metropolitana, ma evitare che i disagi continuino anche dove non sono indispensabili per la prosecuzione dei lavori.
Per residenti e commercianti, ogni ulteriore rinvio significa dover convivere con una situazione provvisoria che si prolunga nel tempo. Per gli automobilisti e i pendolari, invece, significa continuare a fare i conti con una viabilità meno fluida lungo uno degli assi principali della cintura occidentale.
La manifestazione del 10 ottobre ha quindi riportato al centro un'esigenza concreta: trasformare gli impegni politici in decisioni operative, con risorse individuate, una nuova procedura di affidamento e tempi comprensibili.
Una partita decisiva per il futuro della Zona Ovest
Il completamento della Linea 1 rappresenta una questione di mobilità, ma anche di sviluppo economico e qualità della vita. Una rete di trasporto pubblico più efficiente può favorire gli spostamenti quotidiani, migliorare l'accessibilità dei servizi e offrire un'alternativa all'auto privata.
La protesta di Collegno e Rivoli mette ora le istituzioni davanti a una responsabilità precisa: individuare una soluzione che permetta di riprendere i lavori e concludere l'opera senza ulteriori rinvii ingiustificati.
La domanda che accompagna la mobilitazione resta semplice: quali saranno i tempi effettivi per la ripartenza del cantiere e per l'apertura delle nuove stazioni?
Finché non arriveranno risposte concrete, il prolungamento della metropolitana continuerà a essere una promessa incompiuta per la Zona Ovest. E il costo dell'attesa continuerà a ricadere non soltanto sulla mobilità, ma anche sulle famiglie, sui lavoratori e sulle attività economiche che ogni giorno vivono e lavorano lungo corso Francia.

