di Claudio Pasqua
Impresa, investimenti, turismo e nuove opportunità a poche decine di chilometri dall’Italia. Il libro di Giovanni Firera racconta un’Albania che sta cambiando rapidamente e offre gli strumenti per conoscerla prima che diventi una delle destinazioni più ricercate d’Europa.
Ci sono Paesi che si scoprono quando sono già diventati una destinazione di moda. E ce ne sono altri che vale la pena conoscere prima, quando il cambiamento è ancora in corso e le opportunità sono più facilmente riconoscibili.
L’Albania appartiene decisamente alla seconda categoria.
A poche decine di chilometri dalle coste italiane, sull’altra sponda dell’Adriatico, sta crescendo un Paese profondamente diverso da quello rimasto per anni nell’immaginario di molti italiani. Tirana cambia volto, le località costiere attirano un numero crescente di visitatori, nuove attività aprono, gli investimenti aumentano e l’integrazione con l’Europa procede.
Ed è proprio in questo momento di trasformazione che arriva “Trasferirsi in Albania. Guida pratica, fiscale e amministrativa per cittadini italiani, professionisti, imprenditori e pensionati”, il volume di Giovanni Firera.
Il titolo potrebbe far pensare semplicemente a un manuale destinato a chi ha già deciso di fare le valigie.
In realtà il libro può essere letto in maniera molto più ampia.
È una bussola per capire l’Albania contemporanea e, soprattutto, per immaginare che cosa si potrebbe fare in un Paese che sta cambiando rapidamente: aprire un’attività, sviluppare un investimento, lavorare come professionista, trascorrervi parte dell’anno, acquistare un immobile, godersi la pensione oppure semplicemente partire alla scoperta di una destinazione che conserva ancora il fascino dei luoghi non completamente trasformati dal turismo internazionale.
Un libro che può far nascere un’idea imprenditoriale
Per un imprenditore, leggere una guida di questo tipo significa innanzitutto porsi una domanda: quali opportunità potrebbero esistere oggi in Albania?
È forse questo uno degli aspetti più interessanti del volume.
Firera non presenta l’Albania come una terra promessa dove sia sufficiente arrivare per fare fortuna. Al contrario, insiste sulla necessità di conoscere norme, procedure, fiscalità, amministrazione e caratteristiche della società locale.
Ma proprio questa concretezza permette al lettore di andare oltre le impressioni superficiali.
Un Paese che cresce turisticamente e che progressivamente si avvicina all’Unione europea può generare domanda di servizi, ristorazione, ospitalità, commercio, edilizia, progettazione, consulenza, formazione, tecnologia, servizi digitali e attività rivolte al turismo internazionale.
Per un imprenditore italiano significa poter osservare un mercato geograficamente vicino e culturalmente non estraneo, chiedendosi se competenze, prodotti e modelli organizzativi già sperimentati in Italia possano trovare spazio sull’altra sponda dell’Adriatico.
Il libro diventa così qualcosa di più di una guida.
Può diventare il punto di partenza di un progetto.
Non dice al lettore semplicemente “vai in Albania”, ma gli fornisce gli elementi necessari per cominciare a capire come muoversi, cosa verificare, quali domande porre e quali errori evitare.
Ed è esattamente ciò che serve quando si prende in considerazione un mercato nuovo.
L’Albania non è soltanto Tirana
Poi c’è un’altra Albania, quella che negli ultimi anni sta conquistando i viaggiatori.
È quella delle montagne, dei piccoli centri, dei siti archeologici, delle città storiche e soprattutto di una costa che, in alcuni tratti, regala scenari capaci di sorprendere anche chi conosce bene il Mediterraneo.
Per il turista italiano c’è un elemento particolarmente affascinante: la sensazione di poter ancora scoprire.
L’Albania offre località ormai conosciute internazionalmente accanto ad altre molto meno frequentate. Ci sono spiagge e baie spettacolari, montagne imponenti, borghi, castelli, testimonianze ottomane, archeologia, cucina mediterranea e balcanica e una cultura nella quale il visitatore italiano incontra spesso elementi sorprendentemente familiari.
E, soprattutto, in molte situazioni il rapporto tra esperienza e costo può risultare ancora molto interessante rispetto a destinazioni europee più mature, anche se sarebbe sbagliato immaginare che tutta l’Albania sia ormai una destinazione uniformemente economica: nelle località turistiche più richieste i prezzi stanno crescendo.
È proprio questo a rendere particolarmente interessante scoprirla adesso.
Un Paese candidato a diventare sempre più europeo
L’Albania ha scelto da tempo una direzione precisa: l’integrazione nell’Unione europea.
Il percorso di adesione non è ancora concluso e richiede riforme, adeguamenti e negoziati. Parlare di ingresso nell’UE significa quindi parlare di un processo, non di una data da dare per scontata. Ma la direzione politica, economica e istituzionale è chiara. Ed è proprio questa fase intermedia a rendere il Paese particolarmente interessante. L’Albania di oggi conserva infatti alcune caratteristiche di un mercato emergente mentre, contemporaneamente, si avvicina progressivamente agli standard e ai circuiti economici europei. Per un investitore questa trasformazione merita attenzione. Per un imprenditore può rappresentare l'occasione per intercettare nuove esigenze. Per un turista significa visitare un Paese nel momento in cui infrastrutture e servizi stanno crescendo, ma molti territori conservano ancora un'identità fortissima.
Per chi pensa di trasferirsi significa invece comprendere oggi il Paese che potrebbe esistere tra cinque, dieci o quindici anni.
L’Italia vista dall’altra sponda dell’Adriatico
C’è poi una peculiarità che rende il rapporto con l’Albania diverso rispetto a quello con molte altre destinazioni. L’Italia è vicinissima. Non soltanto geograficamente.
Tra i due Paesi esistono relazioni economiche, culturali e umane costruite nel corso di decenni. La lingua italiana è conosciuta da una parte della popolazione, le imprese italiane hanno una presenza significativa e i collegamenti tra le due sponde dell’Adriatico rendono l’Albania una destinazione relativamente semplice da raggiungere.
Per un italiano significa poter esplorare un Paese straniero senza trovarsi necessariamente davanti a una distanza culturale insormontabile. Ma Firera invita giustamente a non trasformare questa familiarità in superficialità. Investire in Albania significa investire in un altro Stato, con proprie norme, proprie istituzioni e proprie consuetudini. E trasferirvisi significa entrare in una società che merita di essere conosciuta e rispettata.
Prima visitare, poi decidere
Uno dei messaggi più convincenti del libro è proprio l'invito a conoscere direttamente il territorio. Andare in Albania. Percorrerla. Visitare Tirana, ma anche uscire dalla capitale. Conoscere le città costiere, i centri dell'interno e le aree che stanno crescendo turisticamente. Parlare con imprenditori, professionisti e italiani che vi abitano già. E soprattutto osservare.
Perché un foglio Excel può suggerire che un investimento sia interessante, ma soltanto camminando per una città si comprende davvero come stanno cambiando i quartieri, dove aprono i locali, dove arrivano i turisti, quali servizi mancano e quali attività stanno crescendo.
Lo stesso vale per chi pensa alla pensione.
Prima di trasferire la propria residenza è opportuno trascorrere del tempo nel Paese, possibilmente in periodi diversi dell'anno, comprendendo sanità, servizi, trasporti, costi reali, mercato immobiliare e qualità della vita.
Il libro diventa quindi il compagno di viaggio prima ancora che il manuale del trasferimento.
L’esperienza di Giovanni Firera
A rendere particolare il volume è anche il percorso del suo autore.
Giovanni Firera, già Console onorario della Repubblica d’Albania in Piemonte, ha maturato negli anni una conoscenza diretta dei rapporti istituzionali, economici e culturali tra Italia e Albania. Questa esperienza emerge nell'impostazione del libro. Non c'è soltanto la descrizione delle procedure, ma il tentativo di spiegare il contesto nel quale quelle procedure si inseriscono. Ed è una differenza importante.
Perché chi vuole aprire un'impresa all'estero non ha bisogno esclusivamente di sapere quali documenti compilare. Ha bisogno di comprendere il Paese nel quale sta per investire. Chi vuole trasferirsi non deve conoscere soltanto il sistema fiscale. Deve capire come potrebbe essere la propria vita quotidiana. E chi vuole semplicemente viaggiare può trovare nel volume lo stimolo per guardare oltre le mete più pubblicizzate.
Il momento giusto per scoprire l’Albania potrebbe essere adesso
Fra qualche anno molte località albanesi potrebbero essere molto diverse da come appaiono oggi. È la naturale conseguenza della crescita. Nuovi alberghi, infrastrutture, investimenti immobiliari, turismo internazionale e integrazione europea possono aumentare servizi e opportunità, ma inevitabilmente trasformano i territori e, spesso, anche i prezzi. È una storia già vista in numerose destinazioni del Mediterraneo.
Per questo l'Albania esercita oggi un fascino particolare: è abbastanza vicina all'Europa per risultare accessibile e abbastanza diversa dai grandi circuiti turistici consolidati per regalare ancora il piacere della scoperta.
E forse il valore più interessante di Trasferirsi in Albania sta proprio qui.
Un imprenditore potrebbe chiudere il libro chiedendosi: “E se aprissi qualcosa lì?”
Un professionista: “Le mie competenze potrebbero avere mercato?”
Un pensionato: “Come sarebbe vivere qualche mese all'anno sull'altra sponda dell'Adriatico?”
Un turista potrebbe semplicemente guardare una fotografia della Riviera albanese e pensare: “Perché non ci sono ancora stato?”
Una guida, ma soprattutto un invito a guardare oltre l’Adriatico
Trasferirsi in Albania non deve quindi essere interpretato soltanto come un manuale per chi ha già deciso di cambiare residenza.
È una porta d'ingresso.
Dietro quella porta c'è un Paese giovane, complesso, ambizioso e in rapidissima trasformazione. Un Paese che presenta ancora criticità e contraddizioni, come ogni realtà in forte cambiamento, ma proprio per questo capace di offrire prospettive che nei mercati più maturi possono essere più difficili da intercettare. Il merito del volume di Giovanni Firera è quello di suggerire al lettore di non affidarsi né agli entusiasmi facili né ai vecchi stereotipi, ma di informarsi, verificare e poi andare a vedere di persona. Perché l'Albania non è più soltanto il Paese che molti italiani ricordano attraverso le immagini degli anni Novanta. È un Paese che guarda avanti.
Un Paese che vuole avvicinarsi sempre di più all'Europa e che, contemporaneamente, conserva territori, tradizioni, paesaggi e opportunità ancora tutti da esplorare.
Forse tra qualche anno diremo che l'Albania era una destinazione inevitabile.
Oggi, invece, abbiamo ancora il privilegio di poter dire: l'abbiamo scoperta prima.
Il libro si acquista su AMAZON, FELTRINELLI,