Il 7 agosto 1991 l'Adriatico era sempre largo una settantina di chilometri. Ma per migliaia di albanesi era la distanza tra sopravvivere e ricominciare.
Quel giorno il mercantile Vlora, appena arrivato da Cuba con un carico di zucchero, si ritrovò con un carico decisamente meno previsto: circa ventimila persone. Altro che limite di stazza. Oggi una compagnia low cost avrebbe fatto pagare il bagaglio a mano, allora nessuno si preoccupava nemmeno dei passeggeri.
Per quarant'anni il regime comunista aveva cercato di costruire il paradiso socialista. Il problema è che, appena fu possibile, il "popolo del paradiso" si precipitò verso l'uscita d'emergenza.
E c'è un'ironia della storia difficile da ignorare. A sconfiggere la propaganda non furono carri armati o missili, ma una semplice antenna televisiva puntata verso l'Italia. A volte una puntata di Fantastico o un telegiornale valgono più di cento comizi.
L'arrivo della Vlora a Bari sconvolse l'Italia. Non era solo una nave: era la dimostrazione galleggiante che nessun muro è abbastanza alto quando la speranza trova il mare.
Oggi, per fortuna, la storia racconta altro. L'Albania è nella NATO, guarda all'Unione Europea, cresce economicamente e attira sempre più turisti italiani. Molti italiani attraversano l'Adriatico... ma con costume, crema solare e prenotazione su Internet, non aggrappati a un mercantile.
Il mare, in fondo, non ha mai preso posizione. Siamo noi a decidere se trasformarlo in un confine o in un ponte. Trentacinque anni fa era la rotta della disperazione. Oggi, per fortuna, è spesso quella delle vacanze. Ed è uno di quei rari casi in cui vedere tante persone fare il viaggio di ritorno è una splendida notizia.
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