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lunedì 13 luglio 2026

Non pubblicate più le foto dei vostri figli sui social: l'allarme degli esperti sui nuovi rischi dell'intelligenza artificiale

di Claudio Pasqua 



Dai deepfake allo sfruttamento delle immagini, passando per il furto dell'identità digitale: nell'era dell'intelligenza artificiale condividere le foto dei propri figli sui social network non è più un gesto innocuo. Gli esperti invitano i genitori a ripensare completamente il modo in cui espongono online i minori.


Per molti anni pubblicare sui social network le fotografie dei propri figli è stato considerato un gesto naturale. Il primo sorriso, il compleanno, il primo giorno di scuola, la recita scolastica, le vacanze al mare o una semplice passeggiata al parco sono diventati parte di una sorta di diario digitale condiviso con amici, parenti e, spesso, anche con perfetti sconosciuti.


Quella che sembrava una semplice abitudine familiare oggi viene però guardata con crescente preoccupazione dagli esperti di sicurezza informatica, dalle associazioni che tutelano i minori e dalle autorità impegnate nella lotta alla criminalità online. Il motivo è semplice: l'evoluzione dell'intelligenza artificiale ha cambiato radicalmente il valore e il rischio associati a ogni fotografia pubblicata in rete.


L'allarme arriva dal Regno Unito, dove la National Crime Agency (NCA), insieme alla Internet Watch Foundation (IWF), ha rivolto un invito molto chiaro ai genitori: evitare, quando possibile, di pubblicare immagini dei propri figli sui social network e valutare persino la rimozione di quelle già presenti online.


Lo sharenting non è più soltanto un problema di privacy

Negli ultimi anni si è parlato sempre più spesso di sharenting, termine nato dall'unione delle parole inglesi share (condividere) e parenting (genitorialità).


Con questa espressione si indica la tendenza di molti genitori a documentare online ogni fase della crescita dei figli, spesso fin dalla gravidanza. Secondo diverse ricerche internazionali, molti bambini arrivano all'età di cinque anni con centinaia, se non migliaia, di fotografie già pubblicate su Internet da familiari e conoscenti.


Fino a poco tempo fa il dibattito riguardava soprattutto la tutela della privacy. Gli esperti sottolineavano come i bambini non fossero in grado di dare un consenso informato alla diffusione della propria immagine e come, una volta adulti, avrebbero potuto non gradire quella documentazione permanente della loro infanzia.


Oggi, però, il problema si è ampliato enormemente.

L'intelligenza artificiale generativa ha reso possibile trasformare qualsiasi fotografia in materiale completamente diverso rispetto all'originale, spesso senza lasciare tracce evidenti della manipolazione.





L'intelligenza artificiale cambia completamente lo scenario

Le nuove piattaforme basate sull'AI permettono ormai a chiunque di modificare immagini con una semplicità impensabile fino a pochi anni fa.


Bastano pochi clic e una fotografia scaricata da un profilo pubblico può essere trasformata in un'immagine fotorealistica completamente inventata.


Non si tratta soltanto di cambiare uno sfondo o migliorare la qualità dello scatto.


Gli algoritmi sono ormai capaci di alterare il volto, modificare gli abiti, cambiare espressioni, creare scene inesistenti oppure inserire una persona in contesti che non sono mai esistiti.


È proprio questa facilità di manipolazione a preoccupare gli investigatori.


Una fotografia apparentemente innocente può infatti diventare il punto di partenza per creare contenuti falsi, offensivi o addirittura di natura sessuale.


Il fenomeno dei deepfake coinvolge sempre più spesso i minori

Tra le applicazioni più pericolose dell'AI ci sono i cosiddetti deepfake, immagini e video creati artificialmente che risultano estremamente realistici.


Negli ultimi anni la tecnologia ha compiuto passi da gigante.


Se in passato realizzare un deepfake richiedeva competenze informatiche elevate e software complessi, oggi esistono applicazioni facilmente accessibili che consentono di ottenere risultati sorprendenti anche a utenti privi di qualsiasi esperienza tecnica.


Questo abbassa drasticamente la soglia d'ingresso per eventuali criminali.


Secondo gli esperti della Internet Watch Foundation, uno dei fenomeni in maggiore crescita riguarda proprio la produzione di immagini sintetiche che coinvolgono minori.


L'organizzazione britannica monitora costantemente il web e segnala un incremento significativo dei contenuti di abuso sessuale creati artificialmente attraverso l'intelligenza artificiale. Nel corso del 2025 sono state individuate migliaia di immagini e video realistici generati dall'AI e diffusi online, evidenziando un aumento rispetto all'anno precedente.


Il problema non riguarda soltanto fotografie rubate direttamente ai bambini.


Anche immagini del tutto normali possono essere elaborate dagli algoritmi e trasformate in contenuti completamente diversi dall'originale.




Una foto online non è più sotto il nostro controllo

Uno degli aspetti più delicati riguarda la perdita del controllo.

Molti genitori credono che pubblicare una fotografia soltanto sul proprio profilo personale sia sufficiente a mantenerla al sicuro.

In realtà non è così.

Una volta caricata su Internet, un'immagine può essere copiata, salvata, condivisa, archiviata o elaborata da altri utenti nel giro di pochi secondi.

Anche quando un post viene eliminato, non esiste alcuna garanzia che tutte le copie presenti in rete vengano rimosse.

Screenshot, download automatici, archivi digitali e sistemi di raccolta dati possono conservare quella fotografia molto più a lungo di quanto immaginiamo.

L'arrivo dell'intelligenza artificiale rende questo scenario ancora più complesso, perché ogni immagine può diventare materiale di addestramento oppure essere utilizzata per generare nuovi contenuti.


Gli esperti consigliano maggiore prudenza

Gli specialisti della sicurezza informatica non chiedono necessariamente ai genitori di smettere completamente di fotografare i propri figli.

L'invito riguarda piuttosto il modo in cui quelle immagini vengono condivise.

Se si desidera mostrare fotografie a nonni, parenti o amici stretti, la soluzione più sicura consiste nell'utilizzare servizi privati, gruppi chiusi o applicazioni di messaggistica con accesso limitato.

Molto diverso è pubblicare immagini su profili pubblici, pagine aperte o social network dove le fotografie possono essere facilmente scaricate da chiunque.

Ogni impostazione della privacy dovrebbe essere verificata con attenzione, evitando di rendere visibili le immagini a persone sconosciute.


Attenzione anche alle fotografie pubblicate da scuole e associazioni

La raccomandazione della National Crime Agency non riguarda soltanto ciò che pubblicano direttamente i genitori.

Anche scuole, società sportive, centri estivi, associazioni culturali e organizzazioni educative diffondono spesso fotografie dei bambini sui propri siti Internet, sulle pagine Facebook, Instagram o nelle newsletter.

Molte famiglie firmano automaticamente le liberatorie all'inizio dell'anno scolastico senza leggere attentamente le condizioni.

Gli esperti suggeriscono invece di verificare alcuni aspetti fondamentali.

Occorre sapere dove saranno pubblicate le immagini, chi potrà visualizzarle, quanto tempo resteranno online e se sia possibile richiederne successivamente la cancellazione.

In molti casi è possibile autorizzare l'utilizzo delle fotografie soltanto per finalità interne oppure limitare la diffusione ai canali riservati alle famiglie.




L'identità digitale dei bambini merita di essere protetta

Dietro questa discussione si nasconde un tema ancora più importante: il diritto dei bambini a costruire autonomamente la propria identità digitale.

Ogni fotografia condivisa oggi contribuisce infatti a creare una presenza online che accompagnerà quel bambino anche da adolescente e da adulto.

Molti ragazzi scoprono di avere già una lunga storia digitale costruita dai propri genitori prima ancora di aver aperto un account social.

Questo può generare disagio, imbarazzo oppure la sensazione di aver perso il controllo sulla propria immagine.

Numerosi psicologi sottolineano come il consenso rappresenti un elemento fondamentale anche nell'ambiente digitale.

Un bambino piccolo non è ancora in grado di comprendere le conseguenze della pubblicazione di una fotografia destinata potenzialmente a rimanere online per decenni.


Le informazioni nascoste nelle fotografie

Oltre all'immagine stessa, una fotografia può contenere molti altri dati.

Spesso gli smartphone registrano automaticamente metadati come la posizione geografica, la data dello scatto e altre informazioni tecniche.

Anche senza questi elementi, un'immagine può rivelare involontariamente dettagli importanti.

L'uniforme della scuola, il numero civico di casa, il percorso abituale verso l'istituto scolastico, gli orari delle attività sportive o altri riferimenti possono aiutare persone malintenzionate a ricostruire abitudini e spostamenti.

Per questo motivo gli esperti consigliano di osservare attentamente ogni fotografia prima della pubblicazione.


Le piattaforme stanno cercando soluzioni

Anche le grandi aziende tecnologiche stanno introducendo strumenti per limitare gli abusi legati all'intelligenza artificiale.

Molti servizi stanno sviluppando sistemi di riconoscimento automatico dei contenuti manipolati, filigrane digitali, controlli più severi e procedure di rimozione accelerate.

Tuttavia nessuna tecnologia può garantire una protezione assoluta.

La rapidità con cui si evolvono gli strumenti di AI rende infatti molto difficile impedire completamente la diffusione di contenuti falsificati.

Per questo motivo la prevenzione resta l'arma più efficace.


Un nuovo equilibrio tra condivisione e responsabilità

Condividere momenti felici della vita familiare non è sbagliato.

Le fotografie rappresentano ricordi preziosi e i social network permettono di mantenere vivi i rapporti con parenti e amici lontani.

Ciò che è cambiato è il contesto tecnologico.

Una semplice immagine non è più soltanto un ricordo digitale, ma un file che può essere copiato, elaborato e riutilizzato attraverso strumenti sempre più sofisticati.

Per questo motivo cresce il numero di esperti che invita i genitori a riflettere prima di pubblicare.

La domanda da porsi è semplice: questa fotografia sarà davvero utile tra dieci anni? Mio figlio, una volta adulto, sarà felice di sapere che questa immagine è stata condivisa pubblicamente?


La prudenza è la migliore forma di tutela

L'intelligenza artificiale offre opportunità straordinarie, ma introduce anche rischi che fino a pochi anni fa erano impensabili.

Proteggere i minori significa oggi anche proteggere la loro immagine digitale, limitando la diffusione di fotografie che potrebbero essere utilizzate in modi imprevedibili.

Il consiglio degli esperti non è quello di rinunciare ai ricordi, bensì di scegliere con maggiore attenzione dove e con chi condividerli.

In un'epoca in cui una fotografia può essere trasformata in pochi istanti da un algoritmo, la migliore difesa rimane la consapevolezza. Ogni immagine pubblicata oggi potrebbe vivere online per molti anni e sfuggire completamente al controllo di chi l'ha caricata. Pensarci due volte prima di premere il pulsante "Pubblica" è diventato un gesto di responsabilità verso il futuro digitale dei propri figli.


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