Il Piemonte si prepara a fare i conti con un’ondata di caldo eccezionale. Nel fine settimana la regione sarà investita da una vera e propria bolla africana, con temperature ben oltre la media stagionale e picchi che in pianura potranno avvicinarsi ai 40 gradi. Una situazione che riguarda in particolare il Nord-Ovest, dove i valori registrati in questi giorni sono già da record.
Secondo le rilevazioni, nell’Alessandrino si sono già toccati i 38 gradi, mentre alla stazione di Torino-Caselle il termometro ha raggiunto i 36,4 gradi, uno dei dati più alti mai segnati nel mese di giugno dal 1965. L’anomalia termica, in questa fase, porta il Piemonte a fare i conti con temperature comprese tra 5 e 7 gradi sopra la media del periodo.
Caldo record in Piemonte: afa anche di notte e zero termico a 4.500 metri
L’ondata di calore non sarà una parentesi di pochi giorni. La massa d’aria subtropicale, infatti, dovrebbe restare sull’Italia almeno fino ai primi giorni di luglio, rendendo questa fase una delle più intense e durature mai registrate in questo periodo dell’anno.
Le giornate più difficili saranno quelle del weekend, quando nelle pianure piemontesi si attendono punte vicine ai 40 gradi, con un caldo pesante soprattutto nei centri urbani. A rendere ancora più complicata la situazione sarà l’afa notturna: nelle città le temperature minime potrebbero non scendere sotto i 25 gradi, trasformando anche la notte in una lunga cappa di caldo. Intanto lo zero termico è previsto in salita fino a 4.500 metri.
Rischio temporali sulle Alpi: possibili grandinate e nubifragi
Accanto al caldo estremo cresce però anche il rischio di fenomeni violenti in montagna. L’aumento delle temperature nei bassi strati favorirà infatti l’instabilità pomeridiana lungo l’arco alpino, dove potranno svilupparsi temporali di calore, grandinate e nubifragi improvvisi.
Le aree più esposte sono quelle comprese tra il Monviso e il Monte Rosa, sotto osservazione per l’evoluzione dei fenomeni. Non si esclude, inoltre, che nel corso della settimana alcuni temporali possano spingersi localmente anche verso le pianure.