- Il buongiorno del mattino in chiave sabauda
L’11 giugno 1993 usciva negli Stati Uniti Jurassic Park, il film che ci insegnò due cose fondamentali: la prima è che non bisogna mai fidarsi dei miliardari con un parco a tema; la seconda è che, quando uno scienziato dice “abbiamo tutto sotto controllo”, conviene cercare subito l’uscita di sicurezza.
Da allora sono passati più di trent’anni, ma i dinosauri non se ne sono mai andati davvero. La scienza ce lo ricorda con una certa crudeltà: gli uccelli discendono dai dinosauri, e quindi anche la gallina, quella che razzola nell’aia con l’aria di chi ha appena dimenticato perché era entrata in cucina, è una lontana parente del Velociraptor.
Solo che il Velociraptor apriva le porte. La gallina, al massimo, ti guarda male se le rubi il mais. È l’evoluzione, bellezza: da predatore del Cretaceo a ingrediente per il brodo della domenica.
Ma non limitiamoci al pollaio. Perché, a ben vedere, alcuni dinosauri sono sopravvissuti anche dentro Montecitorio. Ne conservano tratti antichissimi: camminata lenta, ruggito in aula, capacità di occupare lo stesso territorio per ere geologiche e una misteriosa resistenza all’estinzione elettorale. Jurassic Park aveva meno fossili.
Ogni tanto cambiano piumaggio, simbolo, corrente, coalizione. Ma sono sempre lì: fossili viventi con vitalizio incorporato, capaci di sopravvivere a glaciazioni, governi tecnici, primarie, scissioni e persino ai talk show del martedì sera.
Spielberg aveva immaginato un parco pieno di dinosauri ricostruiti in laboratorio. Noi, più sobriamente, abbiamo inventato la legislatura.
E pensare che alla gallina, almeno, ogni tanto un uovo scappa. A certi esemplari parlamentari, invece, neppure quello.