- Il buongiorno del mattino in chiave sabauda
La NASA ha scelto Luca Parmitano per una delle missioni che apriranno la strada al ritorno dell’uomo sulla Luna. Ne parla anche l'amico Antonio Lo Campo, giornalista scientifico de La Stampa. Una bella soddisfazione per l’Italia, ma soprattutto una conferma: se c’è uno che merita di stare lassù, è lui.
D'altronde Parmitano ha già dimostrato di avere nervi fuori dal comune. Nel 2013, durante una passeggiata spaziale, il casco iniziò a riempirsi d’acqua. Una situazione potenzialmente mortale: nello spazio, lontano dalla stazione, con l’acqua che gli copriva progressivamente occhi, naso e orecchie.
E lui cosa fece? Niente.
Nel senso più nobile del termine. Non si agitò, non andò nel panico, non iniziò a dimenarsi come farebbe il 99,9% dell’umanità. Restò lucido, seguì le procedure e rientrò in sicurezza.
Ora, con tutto il rispetto per i luoghi comuni, Parmitano è siciliano, di Paternò. Però in quel momento ha incarnato il più puro spirito bogia nen sabaudo: mentre stava letteralmente rischiando di annegare nello spazio, non si è mosso di un millimetro più del necessario.
Io, invece, quando il computer mi mostra la scritta "Aggiornamento in corso. Non spegnere il dispositivo", dopo trenta secondi sto già sudando, cliccando tasti a caso e valutando il trasferimento in Patagonia.
La differenza tra un astronauta destinato alla Luna e il resto di noi, forse, sta tutta lì.