Torino: la carta d’identità durerà 50 anni per 172mila residenti over 70 - Torino Plus – News, eventi e approfondimenti su Torino

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martedì 26 maggio 2026

Torino: la carta d’identità durerà 50 anni per 172mila residenti over 70

 



A Torino la carta d’identità elettronica si prepara a cambiare volto, almeno per una parte consistente della popolazione. Dal 30 luglio 2026, infatti, i cittadini che hanno compiuto 70 anni potranno ottenere una CIE con validità estesa fino a 50 anni: una sorta di documento “quasi a vita” che punta a ridurre code, rinnovi e burocrazia per gli anziani. Una novità prevista dal Decreto PNRR e già confermata da diversi approfondimenti normativi e istituzionali.


Nel capoluogo piemontese la misura potrebbe avere un impatto enorme. Gli over 70 residenti a Torino sono circa 172 mila, quasi un abitante su cinque. Numeri che spiegano perché il tema sia diventato centrale anche nel dibattito politico cittadino e nella gestione degli uffici anagrafici.


La riforma riguarda esclusivamente le nuove carte d’identità elettroniche rilasciate dal 30 luglio 2026 in poi. Non scatterà quindi alcun rinnovo automatico per chi possiede già una CIE valida. Chi ha una carta elettronica ancora in corso dovrà continuare a usarla fino alla scadenza naturale, mentre al primo rinnovo successivo — purché abbia già compiuto 70 anni — riceverà il nuovo documento con durata cinquantennale.


La novità nasce da un’esigenza molto concreta: alleggerire il rapporto tra cittadini anziani e pubblica amministrazione. Per molti ultrasettantenni, infatti, prenotare un appuntamento online, recarsi negli uffici comunali o attendere settimane per il rilascio di un documento può trasformarsi in un percorso complicato. Il governo ha quindi scelto di intervenire eliminando, di fatto, l’obbligo del rinnovo periodico.


Secondo il testo della norma, la nuova CIE manterrà tutte le funzioni attuali. Sarà valida come documento di riconoscimento, consentirà l’accesso ai servizi digitali e potrà essere utilizzata anche per l’espatrio nei Paesi che accettano la carta d’identità italiana.


Dietro la semplificazione, però, c’è anche un obiettivo organizzativo. Gli uffici anagrafici italiani, e quelli torinesi in particolare, sono sotto pressione da anni. A Torino ottenere un appuntamento per il rinnovo della carta d’identità può richiedere mesi di attesa, soprattutto nei periodi di maggiore richiesta. La situazione rischia inoltre di aggravarsi ulteriormente nei prossimi mesi per effetto di un’altra importante scadenza.


Dal 3 agosto 2026, infatti, le vecchie carte d’identità cartacee perderanno validità indipendentemente dalla data riportata sul documento. La decisione deriva dall’applicazione del regolamento europeo 2019/1157, che punta a uniformare gli standard di sicurezza dei documenti d’identità all’interno dell’Unione Europea. Questo significa che chi possiede ancora il vecchio documento cartaceo dovrà necessariamente passare alla versione elettronica.


A Torino i documenti cartacei ancora da sostituire sarebbero oltre 83 mila. Una massa enorme di pratiche destinata a riversarsi sugli sportelli comunali nell’arco di pochi mesi. Ed è proprio questo il nodo che sta alimentando le polemiche politiche in città.


Il tema è approdato anche in Sala Rossa attraverso una mozione del consigliere comunale di Fratelli d’Italia Enzo Liardo, che ha chiesto un rafforzamento del personale dei Servizi Civici. Secondo il consigliere, negli ultimi anni gli uffici anagrafici hanno ricevuto nuove competenze — dalle pratiche di separazione ai divorzi, passando per vari adempimenti amministrativi — senza però un aumento sufficiente delle risorse umane.


I numeri forniti dall’amministrazione comunale fotografano una macchina già molto impegnata. Attualmente nelle anagrafi torinesi lavorano 273 persone: 217 nella sede centrale di via della Consolata e 56 distribuite nelle undici sedi decentrate. Il Comune ha annunciato nuove assunzioni previste per settembre 2026, ma il timore è che la domanda continui a crescere più rapidamente della capacità di risposta degli uffici.


La questione non riguarda soltanto il rinnovo delle carte d’identità. Tra i servizi che registrano ritardi ci sarebbero anche il rilascio di certificati e alcune pratiche amministrative delicate, con conseguenze che possono incidere perfino sulle successioni ereditarie o sulle operazioni bancarie delle famiglie.


In questo scenario, la CIE “quasi eterna” per gli over 70 viene vista anche come uno strumento per ridurre gradualmente il carico burocratico. Meno rinnovi significheranno, nel tempo, meno appuntamenti da gestire e meno pressione sugli sportelli. Gli effetti, però, non saranno immediati. Nel breve periodo, anzi, il rischio è quello opposto: l’avvicinarsi della scadenza delle carte cartacee potrebbe provocare una corsa ai rinnovi.


Un altro aspetto importante riguarda la componente digitale della carta d’identità elettronica. Anche se il documento avrà una validità di 50 anni, resta infatti possibile aggiornarlo periodicamente per mantenere attivi e aggiornati i certificati elettronici utilizzati per l’autenticazione online. In pratica, la carta continuerà a funzionare come documento fisico, ma alcuni servizi digitali potrebbero richiedere aggiornamenti tecnici nel tempo.


Dal punto di vista sociale, la misura rappresenta anche il segnale di un Paese che sta invecchiando rapidamente. Torino è una delle città italiane con la popolazione più anziana, e quartieri come Mirafiori superano già quota 30 mila residenti over 70. La gestione dei servizi pubblici dovrà quindi adattarsi sempre di più a una cittadinanza anziana, spesso meno abituata agli strumenti digitali ma sempre più numerosa.


La nuova carta d’identità elettronica con durata cinquantennale punta proprio a questo: semplificare la vita quotidiana di chi, spesso, vive con maggiore difficoltà gli spostamenti e le pratiche burocratiche. Un cambiamento apparentemente tecnico, ma che tocca da vicino centinaia di migliaia di persone.


Resta però la sfida più concreta: evitare che la transizione verso il nuovo sistema si trasformi in un imbuto amministrativo. Tra carte cartacee da sostituire, lunghe attese e carenza di personale, gli uffici comunali si preparano a mesi delicati. E Torino, ancora una volta, diventa uno dei principali laboratori italiani dove misurare il rapporto tra innovazione digitale, burocrazia e servizi ai cittadini. 



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