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martedì 26 maggio 2026

Nel 2064 troveremo sempre parcheggio

Il Bicerin di Claudio Pasqua

Il buongiorno del mattino in chiave sabauda 





Ieri Wired ha segnalato uno studio scientifico che ipotizza come l’umanità potrebbe addirittura dimezzarsi entro il 2064.

A prevederlo è un modello matematico proposto da Alessio Zaccone, fisico teorico dell’Università degli Studi di Milano, insieme al collega Kostya Trachenko, della Queen Mary University of London. Il nome della rivista scientifica su cui è apparso è Chaos, Solitons & Fractals, titolo che già sembra il programma della viabilità torinese quando piove. I due esperti, però, precisano che non si tratta di una profezia, ma di uno scenario matematico illustrativo: insomma, non è Nostradamus con il camice.

La notizia, naturalmente, ha gettato il mondo nello sconforto. A Torino, invece, è stata accolta con la consueta compostezza sabauda: un sopracciglio appena sollevato. Perché qualsiasi torinese sa che questa non è una previsione, è la cronaca di Torino dagli anni Settanta. Noi il dimezzamento l'abbiamo già avuto. FIAT, Olivetti, i quartieri operai, le sale parto degli anni del miracolo. Per questo il torinese guarda lo studio su "Caos, Solitoni e Frattaglie" con la stessa espressione con cui si risponde al commesso della Folletto per toglierselo dai piedi: "grazie, lo abbiamo già in casa"

Una curiosità mi colpisce. Il tasso di crescita demografica mondiale toccò il suo apice nel 1964. Esattamente cent'anni prima del picco assoluto, nel 2064, in cui ricominceremo a contarci alla rovescia. Una simmetria così perfetta che, se fosse un'opera al Castello di Rivoli, la chiamerebbero installazione concettuale e farebbero pagare il biglietto.


Tre considerazioni finali. Primo: nel 2064, finalmente troveremo parcheggio anche in Piazza Castello. Secondo: nel 2064 i giapponesi verranno a fotografare un fenomeno rarissimo: Piazza Baldissera senza traffico. Terzo: lo studio non considera i gatti, che a Torino sono già la maggioranza silenziosa. E va bene così.



Il bicerin: tre strati, come vuole la ricetta: uno sguardo lucido sull'attualità, una nota amara di realtà, un fondo caldo di umanità. Da leggere piano. Lo trovi ogni mattina prima delle 7:00 e si può seguire anche su: Instagram, Facebook e su Substack.






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