Supermercati Borello passa a Unes: nasce MiTo Retail, ma l’insegna resta. E a Condove il progetto va avanti - Torino Plus – News, eventi e approfondimenti su Torino

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mercoledì 27 maggio 2026

Supermercati Borello passa a Unes: nasce MiTo Retail, ma l’insegna resta. E a Condove il progetto va avanti

 


CONDOVE – Il passaggio di Supermercati Borello nell’orbita di Unes Maxi S.p.A., società del Gruppo Finiper Canova, è ormai realtà. Dopo l’annuncio arrivato nei mesi scorsi, l’operazione è stata perfezionata e ha portato alla nascita ufficiale di MiTo Retail, la nuova società che raccoglie l’eredità della storica insegna piemontese e la inserisce in un progetto più ampio di sviluppo nel Nord Italia. Il nome della NewCo richiama esplicitamente l’asse Milano-Torino, due poli economici e commerciali attorno ai quali il gruppo intende rafforzare la propria presenza. Secondo quanto riportato dalle testate specializzate della grande distribuzione, l’accordo sancisce il closing dell’operazione tra Unes e Borello e conferma l’obiettivo di consolidare il presidio del gruppo in Piemonte.  


La novità più importante, soprattutto per clienti e territori, è che l’immagine dei supermercati Borello non cambierà. I punti vendita continueranno infatti a mantenere la propria insegna, il proprio posizionamento e quel rapporto di prossimità costruito negli anni con i consumatori piemontesi. Non si tratta quindi di una cancellazione del marchio, ma di un’integrazione dentro una struttura industriale più grande, capace di offrire maggiore forza commerciale, logistica e organizzativa. La scelta di affidare la presidenza di MiTo Retail a Fiorenzo Borello va proprio in questa direzione: garantire continuità, non disperdere il patrimonio umano e professionale dell’azienda e accompagnare il cambiamento senza strappi. 


L’accordo tra Unes e Borello nasce da una strategia già avviata nei mesi precedenti. A febbraio era stata comunicata la collaborazione tra le due realtà, con l’ingresso delle marche private Unes nei punti vendita Borello e con un primo accordo di fornitura. Unes aveva definito l’intesa come un passaggio importante per rafforzare la propria presenza in Piemonte, mentre Borello poteva contare su un partner strutturato, inserito nel Gruppo Finiper Canova. La comunicazione ufficiale Unes parlava di una collaborazione destinata a coinvolgere i negozi Borello situati soprattutto a Torino e provincia, ma anche nelle aree del Cuneese e del Vercellese. 


Per la grande distribuzione piemontese si tratta di un passaggio significativo. Borello è infatti una delle insegne più riconoscibili del territorio, cresciuta con un modello fondato sulla vicinanza ai quartieri, sulla qualità dei reparti freschi e su una dimensione commerciale più familiare rispetto ai grandi ipermercati. Proprio questa identità sembra essere uno degli elementi che Unes intende preservare. Non a caso, nelle comunicazioni successive all’operazione, è stato ribadito che l’acquisizione non comporterà una trasformazione immediata dei negozi in punti vendita Unes, ma manterrà il marchio Borello come riferimento locale.


Il presidente Fiorenzo Borello ha presentato l’ingresso nel Gruppo Finiper Canova come un’occasione per dare futuro all’azienda e alle persone che vi lavorano. Nelle dichiarazioni rilanciate dalla stampa di settore, Borello ha sottolineato l’orgoglio per il percorso costruito negli anni e per la possibilità di guidare questa nuova fase attraverso MiTo Retail. Armando Strano, direttore commerciale Unes e coinvolto nella governance della nuova società, ha invece parlato di un progetto nato da una visione di sviluppo sostenibile, orientato alla crescita ma anche alla valorizzazione delle competenze già presenti nella rete Borello. 


La questione interessa da vicino anche la Valle di Susa, e in particolare Condove, dove da tempo è previsto l’arrivo di un nuovo supermercato Borello. L’apertura è attesa nell’area dell’ex segheria Girardi, lungo via Torino, all’ingresso est del paese. Il progetto era già stato annunciato nel 2025 e prevedeva la realizzazione di un nuovo punto vendita con ricadute occupazionali sul territorio. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, l’intervento dovrebbe creare circa 15 posti di lavoro e rappresentare un nuovo servizio commerciale per Condove e per i comuni vicini. 


La vendita a Unes aveva comprensibilmente acceso interrogativi sul destino del punto vendita condovese. Il timore era che il cambio societario potesse rallentare o addirittura bloccare l’operazione. Tuttavia, le notizie emerse a febbraio hanno confermato che l’iter amministrativo procede: il progetto risulta approvato, le autorizzazioni comunali sono state concesse e, secondo quanto dichiarato dal Comune, non sarebbero emersi elementi tali da far ritenere a rischio la nuova apertura. Il sindaco di Condove, Jacopo Suppo, aveva invitato alla prudenza, ma anche chiarito che non vi erano segnali formali di uno stop al progetto. 


Il nuovo supermercato di Condove assume quindi un valore che va oltre la semplice apertura commerciale. In un territorio come la bassa Valle di Susa, dove molti comuni cercano di mantenere servizi, occupazione e attrattività, l’arrivo di un punto vendita strutturato può rappresentare un elemento di rilancio. Da un lato offre un nuovo presidio per la spesa quotidiana; dall’altro può generare lavoro diretto e indotto, riqualificando un’area dismessa e restituendole una funzione economica. Il fatto che il negozio nasca sotto insegna Borello, pur all’interno della nuova architettura societaria guidata da Unes, consente di mantenere un collegamento con il marchio conosciuto dai consumatori piemontesi.


L’operazione si inserisce inoltre in un piano di sviluppo più ampio di Unes per il 2026. Le testate specializzate parlano di un programma che prevede il rinnovo di circa 35 punti vendita e l’apertura di 6 nuovi store. Il gruppo punta quindi su una doppia direttrice: da una parte la crescita per acquisizioni, dall’altra il rinnovamento della propria rete. In questo quadro, l’integrazione con Borello diventa uno dei passaggi chiave per rafforzare il presidio commerciale nel Nord Ovest. 


Tra le novità previste nel mondo Unes c’è anche l’ampliamento dei format interni e dei servizi collegati alla spesa. Alcune fonti di settore hanno segnalato, ad esempio, l’introduzione di corner Rom’antica in alcuni punti vendita Unes, a partire da Gaggiano, con ulteriori aperture previste nel corso dell’anno. Si tratta di un segnale della direzione scelta dal gruppo: non solo supermercati tradizionali, ma negozi sempre più integrati con servizi alimentari, reparti specializzati e proposte capaci di aumentare la permanenza e la fidelizzazione del cliente. 


Per Borello, il passaggio rappresenta una trasformazione profonda ma non una scomparsa. L’azienda resta riconoscibile, il marchio rimane sui territori e la governance della NewCo conserva un ruolo centrale per Fiorenzo Borello. Per Unes, invece, l’acquisizione permette di rafforzarsi in un’area dove la concorrenza della grande distribuzione è particolarmente intensa, tra insegne nazionali, cooperative, discount e catene locali. Il Piemonte, e in particolare l’area torinese, diventano così un laboratorio importante per misurare la capacità del gruppo di integrare una realtà radicata senza snaturarla.


A Condove, intanto, l’attenzione resta puntata sul nuovo supermercato. Dopo i dubbi legati alla vendita, le informazioni disponibili indicano che il progetto non è stato accantonato. L’apertura, annunciata inizialmente entro la fine del 2025 e poi aggiornata nell’ambito dell’iter successivo, continua a essere considerata un tassello atteso per il paese. La nuova fase societaria potrebbe anzi dare maggiore solidità all’investimento, grazie alla forza organizzativa e finanziaria di Unes.


L’operazione Unes-Borello segna una pagina importante per la grande distribuzione piemontese. Nasce MiTo Retail, ma non scompare l’identità Borello. Il marchio resta, i negozi conservano il loro volto e il territorio continua a essere al centro della strategia. Per Condove, la notizia più rilevante è che il nuovo supermercato non sembra essere stato travolto dal riassetto societario: l’iter va avanti e l’apertura resta uno degli interventi commerciali più attesi in paese. Una fusione, dunque, che prova a tenere insieme crescita industriale e radicamento locale.


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