A Torino il caldo di maggio non è più una semplice anomalia meteorologica: sta diventando un evento storico. La città, stretta in una bolla africana arrivata con settimane d’anticipo, potrebbe registrare nei prossimi giorni le temperature più alte mai rilevate nel mese di maggio da quando esistono misurazioni sistematiche, cioè dal 1753. Un dato impressionante che conferma quanto il clima piemontese stia cambiando velocemente.
Secondo diversi meteorologi e centri previsionali, tra il 26 e il 28 maggio le temperature potrebbero raggiungere o addirittura superare i 35 gradi nelle aree urbane torinesi e nelle pianure del Piemonte occidentale. Una situazione che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata più tipica di luglio inoltrato che della fine della primavera.
Il riferimento storico è particolarmente significativo. Sui social e nei report meteo locali è stato ricordato come il record assoluto di temperatura massima a Torino per il mese di maggio sia di +35,8°C, valore registrato nelle serie storiche cittadine iniziate nel Settecento. Nei giorni scorsi è stato già eguagliato un record mensile di +33,4°C, e le previsioni indicano ulteriori rialzi nelle prossime ore.
La situazione è talmente eccezionale che Arpa Piemonte e diversi enti meteo regionali hanno emesso allerte per caldo intenso e disagio bioclimatico. Le temperature attese risultano infatti tra i 6 e gli 8 gradi superiori rispetto alle medie climatiche tipiche dell’ultima decade di maggio. In pratica, Torino sta vivendo condizioni più simili a quelle di piena estate che a quelle di primavera avanzata.
L’ondata di calore è causata da un vasto anticiclone subtropicale proveniente dal Nord Africa che si è esteso su gran parte dell’Europa occidentale. L’aria molto calda e secca ha fatto impennare le massime in tutta la Pianura Padana, ma il Piemonte risulta una delle aree più colpite. A Torino le stazioni meteo hanno già registrato valori superiori ai 34 gradi nelle ore più calde della giornata.
A rendere ancora più anomala la situazione è lo zero termico, salito oltre i 4.000 metri sulle Alpi piemontesi. Un valore estremamente raro per maggio e indicativo della massa d’aria eccezionalmente calda che sta interessando il Nord Italia. Anche in montagna si registrano temperature fuori scala, con valori vicini ai 20 gradi persino attorno ai 2.000 metri di quota.
Per i torinesi l’effetto è evidente soprattutto nelle ore serali. Le cosiddette “notti tropicali”, quando la temperatura non scende sotto i 20 gradi, stanno già comparendo con oltre un mese d’anticipo rispetto alla norma climatica. Una situazione che crea disagio soprattutto nelle aree più urbanizzate della città, dove cemento e asfalto trattengono il calore accumulato durante il giorno.
Il fenomeno non riguarda soltanto Torino. Tutto il Piemonte è alle prese con una fase meteorologica eccezionale. Secondo RaiNews Piemonte, domenica e lunedì sono stati classificati da “bollino rosso” per il caldo su gran parte della regione. Le province di Torino, Asti, Alessandria e Novara sono quelle dove si attendono i valori più elevati.
Gli esperti sottolineano come singoli eventi estremi non possano essere attribuiti automaticamente al cambiamento climatico, ma il quadro generale appare sempre più chiaro. Le ondate di calore stanno diventando più frequenti, più intense e più precoci. Negli ultimi anni il Piemonte ha registrato diversi record termici, e il 2023 è stato uno degli anni più caldi mai osservati in Italia secondo le analisi climatiche ufficiali.
Anche la primavera 2026 era stata indicata da Arpa Piemonte come potenzialmente più calda della media, con anomalie positive diffuse su tutta la regione. Tuttavia pochi si aspettavano un’accelerazione così drastica già nella seconda metà di maggio.
Nel frattempo il Comune di Torino ha iniziato ad attivare misure preventive per affrontare il caldo estremo, con l’apertura di centri climatizzati dedicati soprattutto agli anziani e alle persone fragili. Un segnale che dimostra come le città debbano ormai adattarsi a temperature che fino a pochi decenni fa sarebbero state considerate eccezionali.
E mentre i torinesi cercano ombra sotto i portici o refrigerio nei viali alberati del Valentino, la sensazione è che questa non sia più una semplice “estate anticipata”. È piuttosto un nuovo paradigma climatico che sta trasformando anche il volto meteorologico della città sabauda.
Perché se davvero il record storico del maggio più caldo dal 1753 dovesse cadere nelle prossime ore, non sarebbe soltanto una curiosità statistica. Sarebbe un altro campanello d’allarme, inciso direttamente nei termometri della storia di Torino.
