Dal corteo contro il carovita all’assalto alla Feltrinelli di Porta Nuova: il capoluogo piemontese al centro delle tensioni. Il governo prepara nuove norme sulla sicurezza, mentre la Prefettura ha già rafforzato i controlli e introdotto divieti nelle aree interessate dalle manifestazioni.
TORINO, 20 ottobre 2026 – Non soltanto Milano. Anche Torino è stata teatro di scontri e danneggiamenti durante le recenti manifestazioni contro il carovita. Nel capoluogo piemontese, il corteo di sabato 17 ottobre, al quale hanno partecipato circa 3.000 persone, è degenerato in episodi di violenza che hanno coinvolto le forze dell’ordine e alcune attività commerciali.
Le tensioni si inseriscono in un quadro più ampio di proteste che hanno interessato diverse città italiane. A livello nazionale, il governo guidato da Giorgia Meloni sta valutando nuove misure per rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrastare i disordini durante le manifestazioni.
A Torino, intanto, i fatti delle ultime settimane hanno riportato al centro dell’attenzione il problema della sicurezza urbana, della tutela dei negozi e degli edifici pubblici e della gestione delle manifestazioni con la partecipazione di gruppi di giovani e minorenni.
Corteo contro il carovita, scontri nel centro di Torino
La manifestazione di sabato 17 ottobre era stata organizzata per protestare contro l’aumento del costo della vita. Secondo le ricostruzioni della stampa locale, una parte dei partecipanti ha abbandonato il percorso concordato, mentre alcuni gruppi hanno tentato di raggiungere i binari della stazione di Porta Nuova.
La situazione è rapidamente degenerata. Si sono verificati scontri con le forze dell’ordine, con lanci di oggetti e il ricorso ai lacrimogeni da parte della polizia per contenere i disordini.
Tra gli episodi più gravi figura il danneggiamento della libreria Feltrinelli all’interno della stazione ferroviaria. Alcuni giovani sono riusciti a entrare nel negozio, mettendo a soqquadro i locali. Quattro minorenni sono stati successivamente accompagnati negli uffici di polizia e fotosegnalati in relazione al danneggiamento.
Il bilancio diffuso dalla Polizia di Stato parla di quattro arresti: un maggiorenne accusato di resistenza a pubblico ufficiale e tre minorenni trovati in possesso di bottiglie incendiarie. Altri tre minorenni sono stati denunciati per il possesso di petardi e di un ordigno artigianale. Complessivamente sono state identificate 60 persone, otto delle quali straniere.
Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo e il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio hanno espresso una netta condanna degli episodi violenti, distinguendo le ragioni della protesta dalle azioni di chi danneggia beni e aggredisce le forze dell’ordine.
Scuole danneggiate e minorenni coinvolti
Le tensioni torinesi non si sono limitate al corteo contro il carovita. Nei giorni precedenti si erano verificati gravi episodi di danneggiamento in alcuni istituti scolastici cittadini.
Secondo quanto riportato dall’ANSA, un gruppo di circa 40 giovani con il volto coperto avrebbe fatto irruzione in tre scuole: l’istituto superiore Sella, la scuola elementare Ricardi di Netro e l’istituto Bosso-Monti.
Le incursioni avrebbero provocato la rottura di finestre, lo svuotamento di estintori e la distruzione di computer, con danni per migliaia di euro. Durante l’intervento dei carabinieri, alcuni giovani avrebbero lanciato pietre contro i militari, ferendone uno, giudicato guaribile in dieci giorni.
Tre minorenni sono stati arrestati nell’ambito degli episodi segnalati. I fatti hanno riacceso il dibattito sulla prevenzione della violenza giovanile e sulla responsabilità di chi trasforma luoghi destinati all’istruzione in scenari di danneggiamento.
La Prefettura rafforza i controlli e introduce divieti
Torino non parte da zero sul fronte della sicurezza. Già il 2 ottobre il prefetto Donato Cafagna aveva confermato ed esteso a otto le zone urbane sottoposte a vigilanza rafforzata.
Le aree interessate comprendono Dora Vanchiglia, San Salvario, San Donato, Barriera di Milano, piazza Bengasi e Nizza Millefonti, oltre ad alcune zone di Moncalieri, alle aree della movida del centro e a diversi giardini pubblici. Il provvedimento ha inoltre interessato ampie aree di Borgo Rossini e Borgo Vittoria.
L’obiettivo è consentire alle forze di polizia di intervenire con strumenti preventivi nelle aree individuate, contrastando situazioni di illegalità e tutelando la sicurezza dei residenti.
In occasione delle manifestazioni studentesche del 16 ottobre, la Prefettura aveva inoltre disposto specifiche restrizioni nelle zone interessate dai cortei. I provvedimenti comprendevano il divieto, senza giustificato motivo, di portare caschi, maschere e altri oggetti idonei a nascondere il volto, oltre a fumogeni e materiale esplodente.
Erano state introdotte anche limitazioni alla vendita per asporto e alla detenzione in luogo pubblico di bevande contenute in bottiglie di vetro, lattine o altri recipienti potenzialmente pericolosi.
Si tratta di misure preventive finalizzate a ridurre i rischi durante le manifestazioni e a proteggere persone, negozi e beni pubblici.
Il governo prepara nuove norme: cosa potrebbe cambiare
Dopo le violenze registrate a Milano e in altre città, il governo intende rafforzare ulteriormente gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine.
Tra le misure allo studio figurano l’estensione fino a 24 ore del fermo preventivo, il potenziamento dei poteri di prevenzione dei questori e norme più severe per chi si rende responsabile di devastazioni durante i cortei.
Il pacchetto in discussione comprende anche ipotesi di arresto obbligatorio per determinati reati di devastazione e la possibilità di arresto differito entro 48 ore, secondo le condizioni che saranno
