La fotografia restituisce un'immagine potente di un'Italia che oggi sembra lontanissima: la stazione di Torino Porta Nuova affollata, le carrozze ferroviarie con i finestrini aperti, i bagagli voluminosi, i bambini stretti ai genitori e i viaggiatori che si aiutano a caricare le valigie. È il tempo delle grandi partenze estive, quando il treno rappresentava per milioni di italiani il collegamento più accessibile con la propria terra d'origine e con le località di villeggiatura.
Negli anni Settanta, partire da Torino per raggiungere la Calabria, la Puglia, la Sicilia o la Campania poteva significare affrontare un viaggio di 20-23 ore, spesso in condizioni di notevole affollamento. Per tante famiglie, tuttavia, quelle ore non erano soltanto una fatica: erano l'inizio delle vacanze, il ritorno dai nonni, il ricongiungimento con i parenti e la possibilità di trascorrere qualche settimana lontano dalla città industriale.
Chi partiva da Torino per le vacanze estive?
Per capire quella scena bisogna ricordare che Torino, negli anni del boom economico e nei primi anni Settanta, era una delle principali destinazioni dell'emigrazione interna italiana. Uomini e donne provenienti soprattutto dal Mezzogiorno si erano trasferiti in Piemonte per lavorare nelle fabbriche, nei cantieri e nei servizi.
Secondo la ricostruzione storica di MuseoTorino, tra il 1958 e il 1963 oltre 1,3 milioni di persone lasciarono il Sud per trasferirsi nel Centro-Nord; più di 800.000 si diressero verso le grandi città del triangolo industriale. Torino fu una delle mete principali, grazie soprattutto allo sviluppo dell'industria automobilistica e al richiamo esercitato dalla FIAT.
- Gli operai e le loro famiglie. Molti lavoratori erano arrivati dal Sud in cerca di un salario regolare e di condizioni di vita migliori. Durante le ferie estive tornavano nei paesi d'origine per riabbracciare genitori, fratelli e amici.
- Le donne e i bambini. Le partenze coinvolgevano intere famiglie, spesso con figli piccoli e bagagli ingombranti. Per alcuni bambini il viaggio era l'occasione di ritrovare i nonni e conoscere luoghi che avevano sentito raccontare durante l'anno.
- I lavoratori emigrati all'estero. Anche gli italiani occupati in Svizzera, Germania, Francia e in altri Paesi rientravano in patria durante le ferie. Il traffico estivo comprendeva quindi non soltanto gli spostamenti verso il Sud, ma anche i viaggi internazionali.
- I turisti diretti al mare e in montagna. Con l'aumento del benessere, cresceva la possibilità di trascorrere le vacanze fuori casa. Non tutti, però, potevano permettersi un'automobile o soggiorni in albergo: il treno e l'ospitalità dei parenti restavano soluzioni importanti.
Le grandi partenze estive erano dunque il risultato di due fenomeni intrecciati: la diffusione delle vacanze di massa e la storia dell'emigrazione italiana.
Come si viaggiava allora: caldo, bagagli e lunghe ore sui binari
Le condizioni di viaggio erano molto diverse da quelle a cui siamo abituati oggi. Non bisogna però immaginare che tutti i treni fossero identici: il comfort dipendeva dalla categoria del convoglio, dalla carrozza, dalla classe e dalla tratta percorsa.
1. Viaggi lunghi, talvolta lunghissimi
I treni a lunga percorrenza collegavano Torino con le principali città del Sud. Il cosiddetto Treno del Sole attraversava la penisola fra Sicilia e Piemonte in circa 23 ore, secondo la ricostruzione di MuseoTorino. Le percorrenze variavano in funzione dell'orario e del servizio ferroviario.
2. Il problema del caldo
Sulle carrozze più datate, soprattutto durante le giornate estive, il caldo poteva rendere il viaggio faticoso. L'aria condizionata non era una dotazione universale come nei treni moderni di fascia alta. Aprire il finestrino, quando possibile, era una soluzione comune per cercare un po' di refrigerio.
3. Bagagli ingombranti e posti contesi
Le famiglie trasportavano valigie rigide, borse, pacchi e talvolta ceste con viveri preparati per il viaggio. Nei periodi di maggiore affluenza, trovare spazio per tutti e per i bagagli poteva essere complicato. I finestrini e le porte delle carrozze diventavano punti di passaggio per sistemare i colli e aiutare chi saliva.
4. Scompartimenti e socialità
Il viaggio aveva anche una dimensione umana che oggi rischia di andare perduta. Negli scompartimenti si conversava, si condivideva il cibo, si giocava a carte e si scambiavano racconti. Le testimonianze raccolte da Ferrovie dello Stato ricordano un mondo ferroviario fatto di dialetti, odori di cucina, incontri casuali e lunghe ore trascorse insieme.
5. Le Ferrovie si preparavano all'esodo estivo
L'affollamento non era soltanto un'impressione dei viaggiatori. Un documento storico delle Ferrovie dello Stato relativo al 1971 descrive l'enorme domanda di trasporto concentrata in pochi giorni e cita treni straordinari, rinforzi dei convogli a lunga percorrenza e un potenziamento delle prenotazioni. Per le ferie estive furono impiegate circa 1.500 carrozze aggiuntive o destinate al traffico straordinario, secondo la relazione ferroviaria dell'epoca.
Dal 1975 a oggi: che cosa è cambiato?
Negli anni Settanta
- Biglietti acquistati prevalentemente in biglietteria o in agenzia.
- Lunghi viaggi su treni tradizionali, con comfort variabile.
- Affollamento elevato nelle giornate di punta.
- Bagagli trasportati direttamente dai passeggeri.
- Informazioni e cambi di programma gestiti soprattutto in stazione e attraverso gli annunci.
Oggi
- Acquisto dei biglietti online, tramite app, distributori automatici e biglietterie.
- Posto prenotato sui servizi nazionali che lo prevedono.
- Treni ad alta velocità sulle principali direttrici, con tempi di percorrenza molto inferiori su diverse tratte.
- Climatizzazione, prese elettriche e, su molti servizi, Wi-Fi.
- Maggiori possibilità di accessibilità per le persone con mobilità ridotta, sebbene non tutte le dotazioni siano presenti su ogni treno.
Fonti storiche e approfondimenti
MuseoTorino — L'immigrazione a Torino dal dopoguerra agli anni Settanta.
Fondazione FS Italiane — Verso il mare o il lavoro: breve storia dei treni a lunga percorrenza.
Rai TGR Piemonte — Agosto 1992, quando il Piemonte andava in vacanza sui treni del sole.
Treccani — Il miracolo economico italiano e le migrazioni interne.


