Comitato Sì Tav condanna marcia No Tav: "Frena lo sviluppo del Piemonte e del lavoro” - Torino Plus – News, eventi e approfondimenti su Torino

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domenica 4 ottobre 2026

Comitato Sì Tav condanna marcia No Tav: "Frena lo sviluppo del Piemonte e del lavoro”


Il Comitato Sì Tav torna a criticare con decisione la mobilitazione dei contrari all’alta velocità in Val di Susa, sostenendo che iniziative come la recente marcia rappresentino un ostacolo concreto allo sviluppo economico del Piemonte e alle opportunità occupazionali.


Secondo Mino Giachino, mentre i lavori legati al corridoio europeo ferroviario continuano ad avanzare, la protesta organizzata da alcuni amministratori locali vicini al Partito Democratico, insieme ad Alleanza Verdi e Sinistra e ai sostenitori della cosiddetta decrescita, riproporrebbe una visione ormai superata e distante dalle esigenze attuali del territorio. Una posizione che, a suo giudizio, finirebbe per appesantire anche il ruolo istituzionale del sindaco di Torino Stefano Lo Russo, esponendolo a pressioni politiche e a un dibattito sempre più polarizzato.


Per il fronte favorevole all’opera, la TAV Torino-Lione non può essere considerata una questione locale o ideologica, ma va letta come un’infrastruttura strategica di livello nazionale ed europeo, già approvata dal Parlamento e progettata nel rispetto degli standard ambientali. L’obiettivo dichiarato è quello di rilanciare un’area che negli anni ha sofferto ritardi, tensioni sociali e occasioni mancate.


Nel ragionamento del Comitato Sì Tav, l’opposizione al progetto viene interpretata come una forma di resistenza ideologica che non tiene conto dei cambiamenti economici e geopolitici in atto. Le recenti criticità delle rotte marittime internazionali, come quelle legate al Canale di Suez, renderebbero infatti ancora più rilevante il potenziamento dei collegamenti ferroviari terrestri, ritenuti fondamentali per il trasporto delle merci e per la riduzione del traffico su gomma e dell’inquinamento.


In questo contesto, viene sottolineato anche l’interesse crescente di investitori internazionali nel settore della logistica, considerato un segnale concreto dell’importanza dell’opera e una smentita alle tesi di chi ne mette in dubbio l’utilità. Da qui la richiesta di accelerare i lavori sul lato italiano, completare rapidamente le opere di compensazione per i territori coinvolti e restituire a Torino e alla Val di Susa un ruolo centrale nei flussi economici e turistici europei.


La contrapposizione tra sostenitori e oppositori della TAV resta dunque forte e continua a dividere il dibattito pubblico, tra chi vede nell’infrastruttura una leva per la crescita e chi invece teme impatti ambientali e sociali. Una distanza che, almeno per ora, sembra destinata a rimanere.

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