Il Bicerin - Il buongiorno del mattino in chiave sabauda
C'è una notizia che potrebbe sconvolgere l'intera umanità: pare che le prede non siano affatto stupide. A sostenerlo è lo scienziato Valter Tucci, che nel libro L'intelligenza delle prede mostra come siano la vulnerabilità, la capacità di adattarsi e la cooperazione, più ancora della forza dei predatori, a garantire l'equilibrio e l'evoluzione degli ecosistemi.
Per anni ci hanno raccontato che il predatore fosse il simbolo del successo: forte, veloce, spietato. Un po' come certi manager che aprono ogni riunione promettendo di "fare a pezzi la concorrenza", salvo poi mandare in tilt l'intera azienda perché hanno dimenticato la password.
La preda, invece, è sempre stata dipinta come la perdente della storia. Eppure è proprio chi rischia di soccombere a sviluppare memoria, intuito, spirito di collaborazione e capacità di anticipare le mosse altrui. Il predatore deve avere successo ogni tanto; la preda, invece, deve riuscire a salvarsi ogni singolo giorno.
Del resto la natura è molto meno ideologica dei social network: il lupo non è fascista, il coniglio non è comunista, il falco non è liberista e la gazzella non lancia petizioni online contro i leoni. Ognuno fa semplicemente ciò per cui si è evoluto.
Il problema nasce quando gli esseri umani trasformano ogni confronto in una battuta di caccia, convinti che l'obiettivo sia divorare l'avversario invece di convincerlo.
Morale sabauda: la natura non parteggia né per il predatore né per la preda. Premia semplicemente chi sa adattarsi. Ed è forse l'unica competizione al mondo in cui non serve il VAR per stabilire chi ha davvero meritato di sopravvivere.
Il bicerin: tre strati, come vuole la ricetta: uno sguardo lucido sull'attualità, una nota amara di realtà, un fondo caldo di umanità. Da leggere piano. Lo trovi al mattino su Torino.plus e anche su: Instagram e Facebook