Susa si prepara ad accogliere una nuova giornata dedicata al fascino del collezionismo e della memoria storica. Sabato 4 luglio 2026 la Casa di Spiritualità Villa San Pietro farà da cornice al 5° Raduno Numismatico Filatelico Città di Susa, appuntamento che negli anni si è ritagliato uno spazio importante tra gli eventi piemontesi dedicati a monete, banconote, medaglie, filatelia e cartoline d’epoca. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Numismatica Taurinense con il patrocinio del Comune, aprirà le porte a collezionisti, curiosi e semplici appassionati dalle 9 alle 17, con ingresso libero.
Non si tratta soltanto di una piccola fiera di settore, ma di un’occasione per entrare in contatto con un patrimonio culturale che attraversa secoli di storia. Il raduno segusino, infatti, unisce la dimensione del mercato e dello scambio a quella della divulgazione: chi visiterà gli spazi di Villa San Pietro potrà osservare da vicino monete classiche e moderne, cartamoneta, medaglie commemorative, francobolli, documenti postali e cartoline storiche, ma anche confrontarsi con esperti del settore per capire il valore, la provenienza e l’interesse storico dei pezzi custoditi nelle proprie raccolte.
Un appuntamento che cresce di anno in anno
L’evento del 2026 si inserisce in una manifestazione ormai consolidata. Le edizioni precedenti del raduno numismatico-filatelico di Susa hanno contribuito a creare una piccola tradizione locale, facendo dialogare il collezionismo con la storia del territorio. Già nel 2025, ad esempio, il 4° Raduno Numismatico Filatelico Città di Susa aveva richiamato appassionati e operatori a Villa San Pietro, confermando la volontà dell’Associazione Numismatica Taurinense di fare della città un punto di riferimento per gli studiosi e per chi coltiva l’interesse verso la monetazione sabauda e la filatelia storica. Anche il calendario di settore pubblicato da Lamoneta.it segnala per il 4 luglio 2026 l’appuntamento di Susa, a riprova di una manifestazione ormai riconoscibile anche al di fuori della Valsusa.
Il valore di un raduno come questo sta proprio nella sua doppia anima. Da una parte c’è il piacere del collezionista, che può incontrare altri appassionati, cercare un pezzo mancante, confrontare rarità e aggiornarsi sul mercato. Dall’altra c’è l’aspetto culturale, forse ancora più interessante, perché la numismatica e la filatelia sono discipline che raccontano il passato in modo concreto: una moneta, un francobollo, una medaglia o una cartolina non sono soltanto oggetti da collezione, ma testimonianze di economia, politica, arte, propaganda, comunicazione e vita quotidiana.
Monete, banconote, medaglie e filatelia: cosa si potrà trovare
Il cuore del raduno sarà naturalmente l’esposizione di materiali da collezione. Tra i tavoli dei commercianti e degli espositori sarà possibile imbattersi in monete antiche, medievali, moderne e contemporanee, ma anche in banconote italiane e straniere, medaglie celebrative, francobolli e cartoline d’epoca. Un’offerta ampia, pensata sia per il collezionista esperto sia per chi si avvicina a questo mondo per la prima volta.
La numismatica, in particolare, esercita un richiamo speciale perché ogni moneta è un piccolo documento storico. Cambiano i metalli, i simboli, le scritte, le effigi dei sovrani o gli stemmi civici, ma dietro a ogni esemplare si nascondono vicende di potere, commerci, alleanze e trasformazioni economiche. Lo stesso vale per la filatelia: un francobollo racconta un’epoca, un sistema postale, un linguaggio grafico, una celebrazione pubblica o un avvenimento politico. Le cartoline, poi, restituiscono scorci di città e paesi, usanze, costumi e persino il modo in cui un territorio ha scelto di rappresentarsi nel tempo.
In questo senso, il raduno di Susa non è solo un appuntamento per comprare o vendere, ma un luogo in cui la storia prende forma attraverso oggetti spesso minuti, eppure capaci di aprire finestre su secoli lontani.
Perizie, consulenze e stime: un servizio utile anche per i non esperti
Uno degli aspetti più interessanti della giornata sarà la possibilità di chiedere consulenze, perizie e stime. Per chi ha ereditato una raccolta di monete o di francobolli, oppure conserva in casa vecchie banconote e medaglie senza conoscerne il valore, il raduno può trasformarsi in un’occasione preziosa. Gli esperti presenti potranno aiutare i visitatori a capire se un oggetto ha un interesse storico, collezionistico o commerciale, a identificarne l’epoca e, in alcuni casi, a orientarsi sulla conservazione.
A promuovere l’iniziativa è l’Associazione Numismatica Taurinense, realtà storica del settore che da anni organizza raduni, conferenze e appuntamenti dedicati alla cultura monetaria. Alla guida dell’associazione c’è Eupremio Montenegro, figura molto nota nell’ambiente numismatico italiano, autore di cataloghi e manuali di riferimento per collezionisti e operatori. Montenegro è legato anche alla casa d’aste e alle edizioni specializzate che portano il suo nome, strumenti che da decenni accompagnano il mercato e lo studio delle monete italiane.
Per questo il raduno di Susa può risultare interessante non soltanto per chi è già dentro il mondo del collezionismo, ma anche per chi possiede qualche pezzo di famiglia e vuole capirne meglio la natura. In molti casi, infatti, il valore di una moneta non dipende solo dall’età, ma da una combinazione di fattori: rarità, stato di conservazione, zecca, tiratura, eventuali errori di conio e interesse storico.
Susa e la moneta: un legame antico che parte dal Medioevo
Se il raduno trova casa proprio a Susa non è un caso. La città, infatti, ha un legame profondo con la storia della moneta in area sabauda. Le fonti e gli studi richiamati negli anni in occasione dei raduni ricordano che Susa fu una delle prime sedi della monetazione sabauda in territorio italiano e che proprio qui vennero coniati i celebri denari secusini, monete d’argento che rappresentano una delle testimonianze più significative della storia medievale locale.
Il termine “secusino” deriva dal nome latino della città, Segusio, e identifica una monetazione che accompagna la crescita del potere sabaudo tra XI e XIII secolo. Secondo la tradizione numismatica, l’officina monetaria di Susa operava all’interno del palazzo marchionale e produsse monete attribuite ai primi esponenti della dinastia, a partire dai marchesi e conti che governarono il territorio in età medievale. Proprio il denaro secusino è diventato nel tempo un simbolo dell’identità storica di Susa: una piccola moneta d’argento, ma dal grande valore documentario, perché testimonia la centralità della città nei traffici alpini e nelle dinamiche politiche dell’epoca.
La Valsusa, del resto, è sempre stata una terra di passaggio, di scambi e di collegamenti tra il versante italiano e quello d’Oltralpe. In un territorio così strategico, il controllo della moneta significava anche controllo economico e politico. Ecco perché parlare oggi di numismatica a Susa non vuol dire limitarsi a un hobby di nicchia: vuol dire toccare con mano un pezzo di storia europea, fatto di vie commerciali, signorie, mercati e potere.
Non solo collezionismo: il raduno come strumento di divulgazione
Negli ultimi anni il mondo numismatico sta cercando di uscire dall’immagine un po’ polverosa che spesso lo accompagna. Manifestazioni come quella di Susa vanno proprio in questa direzione: trasformare il collezionismo in un’occasione di divulgazione storica, capace di coinvolgere un pubblico più ampio. Un bambino che osserva una moneta medievale, un visitatore che porta una scatola di vecchi francobolli di famiglia, un appassionato che chiede informazioni su una banconota del Regno d’Italia: sono tutti modi diversi di avvicinarsi alla storia.
La numismatica, inoltre, è una disciplina trasversale. Interessa gli storici, gli archeologi, i collezionisti, gli studiosi di araldica, gli appassionati di grafica e persino chi si occupa di economia. Lo stesso vale per la filatelia, che permette di seguire l’evoluzione dei sistemi postali, delle iconografie ufficiali e della comunicazione pubblica. In un’epoca dominata dal digitale, un raduno come quello di Susa conserva anche un valore quasi controcorrente: invita a rallentare, a osservare gli oggetti, a leggerne i dettagli, a ricostruirne il percorso.
Un’occasione per il territorio e per il turismo culturale
Il 5° Raduno Numismatico Filatelico Città di Susa si inserisce anche nel più ampio calendario di iniziative che animano la città e la Valsusa durante l’estate. Eventi di questo tipo non richiamano folle oceaniche, ma intercettano un pubblico molto motivato, spesso disposto a spostarsi per seguire fiere, mostre e convegni. Per il territorio significa portare visitatori, far conoscere luoghi come Villa San Pietro e, soprattutto, valorizzare una storia locale che merita di essere raccontata meglio.
Per chi arriverà a Susa il 4 luglio, il raduno potrà diventare anche un pretesto per visitare la città: dall’Arco di Augusto alla Cattedrale, dall’Arena romana al Castello di Adelaide, il centro storico conserva tracce di epoche diverse e racconta il ruolo strategico di questo snodo alpino. In questo quadro, la numismatica non è un elemento marginale, ma un tassello coerente dell’identità segusina.
L’appuntamento del 4 luglio
L’invito, dunque, è rivolto a un pubblico molto più ampio dei soli specialisti. Il 5° Raduno Numismatico Filatelico Città di Susa 2026 si annuncia come una giornata in cui il collezionismo diventa racconto del passato, confronto tra appassionati e occasione per scoprire il valore culturale di monete, francobolli e documenti d’epoca. Dalle 9 alle 17, negli spazi della Casa di Spiritualità Villa San Pietro, sarà possibile curiosare tra banchi e vetrine, chiedere informazioni agli esperti, osservare esemplari rari e approfondire il rapporto tra Susa e la sua lunga tradizione monetaria.
Per chi ama la storia, per chi colleziona o semplicemente per chi desidera trascorrere qualche ora in modo diverso, l’appuntamento del 4 luglio promette di essere molto più di un mercato di settore: una piccola immersione in secoli di memoria, impressi su metallo, carta e francobolli.
