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lunedì 15 giugno 2026

Più Libri, più Allineati


Il Bicerin
di Claudio Pasqua
- Il buongiorno del mattino in chiave sabauda




Finalmente una buona notizia: Più Libri Più Liberi, la fiera del libro di Roma, ha deciso di fare chiarezza. Perché una fiera del libro, si sa, non può essere lasciata in balìa di gente pericolosa come editori, lettori, autori e altri soggetti notoriamente instabili, capaci magari di presentarsi con un romanzo senza prima aver depositato il certificato di purezza morale.


Dalla prossima edizione, dunque, giustissimo sottoscrivere moduli di dichiarazione antifascista. Anzi servono più moduli. Aggiungerei anche la dichiarazione anti-borbonica, quella anti-monarchica. Molti più moduli. Più moduli, più liberi... Più libri, solo se più Allineati.


All’ingresso, Hannibal Lecter dovrà firmare una dichiarazione in cui afferma solennemente di essere vegetariano, possibilmente allegando ricevuta del tofu. Il Lupo Cattivo dovrà certificare di essersi messo a dieta plant-based e di aver rinunciato alle nonne, anche a quelle biologiche. Dracula potrà entrare solo dichiarando di rispettare la donazione volontaria del sangue e di non fare prelievi non consensuali dopo il tramonto. 


Il comunicato dice: non è censura, è solo una “dichiarazione sulla condivisione dei principi costituzionali, democratici e inderogabili”.


È un meccanismo curioso, perché ricorda da vicino certe stagioni del maccartismo, quando negli Stati Uniti non bastava rispettare la legge: bisognava anche dichiarare di non essere comunisti. Oggi, con elegante inversione delle parti, alcuni eredi culturali di quel mondo sembrano voler fare lo stesso con chi osa dichiararsi semplicemente democratico, senza aggiungere la tessera emotiva, ideologica e liturgica richiesta dal momento.


Che ingegnui i Padri Costituenti!
Chissà perché non usarono mai la parola "antifascista" nel testo della Costituzione, pur incorporandone i principi?  Forse per evitare di definire la Repubblica attraverso un'appartenenza ideologica specifica?
Preferirono forse fondarla su principi universali: libertà, democrazia, rappresentanza e diritti?
Ma da oggi tutto cambia: ci pensano i censori di Più Libri, più Allineati!


Ed ecco il primo cortocircuto! A giudicare dissennata questa trovata sono stati per primi nomi che con la destra non c’azzeccano proprio: Luciano Canfora, Massimo Cacciari, Luca Ricolfi. Insomma, gente che non risulta esattamente iscritta al dopolavoro missino.



Tra tutti Luciano Canfora, professore di Lettere antiche a La Sapienza di Roma, che ha schernito la scelta da probiviri: «È una cosa che fa ridere, gli editori non sono partiti politici. Il problema è molto semplice. Io ritengo l’antifascismo un valore positivo, ma c’è anche un grande storico come il mio amico Franco Cardini che quando gli chiesero in una trasmissione televisiva se fosse antifascista rispose: lo diventerò».
E intanto si è anche smarcato il primo editore: Edizioni Settecolori.


Ora. Come si permettono - è inaudito -  questi intellettuali di sinistra con il Rolex a osare di non allinearsi alla direzione illuminata dei censori della fiera di Roma? Non lo sanno che la libertà funziona così a Più libri, più Allineati? Il libro non è libero. L’autore ancora meno. L’editore dipende. Al lettore, decidiano noi cosa fare leggere.  


Del resto, a Torino certe lezioni le ricordiamo bene. Ricordiamo bene quando l’Associazione Italiana Editori pensò di sottrarre a Torino la sede del Salone del Libro. Finì come finiscono certe campagne napoleoniche quando incontrano l’inverno. Potete immaginare quanto Torino abbia conservato dell’AIE un ricordo affettuoso.


Alla fine resterà una fiera bellissima: ci entrerà solo chi dimostrerà di conservare la vecchia tessera del PCI del nonno o comunque avrà partecipato almeno a un corteo Pro-Pal, senza bandiere sioniste però: quelle non sono gradite. 


Più Libri, Più Allineati, appunto.  Dimenticando che  “I valori democratici sono sempre antifascisti. L’antifascismo non sempre è democratico”. 

 

Epilogo


Pensate solo per un attimo, se a proporre questa censura preventiva fosse stato il Governo Meloni, chiedendo agli editori di firmare una dichiarazione contro il comunismo, dato che il Parlamento Europeo ha condannato all'unanimità i crimini dei regimi totalitari comunisti equiparando la responsabilità di nazismo e comunismo nel corso del XX secolo in quanto, si legge nella Gazzetta Ufficiale UE, entrambi "hanno commesso omicidi di massa, genocidi e deportazioni, causando, nel corso del XX secolo, perdite di vite umane e di libertà di una portata inaudita nella storia dell'umanità". 


Sipario. 




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