Il buongiorno del mattino in chiave sabauda
A Venezia dev'esserci un clima elettrico. Prima il Teatro La Fenice si separa dal suo direttore come una coppia che litiga su chi ha tradito prima l'altro. Poi l'intera giuria della Biennale si dimette in blocco, con la stessa compattezza con cui di solito si abbandona il gruppo WhatsApp dei colleghi di ufficio, quando cambi ufficio.
La notizia delle dimissioni in blocco alla Biennale mi ha colto impreparato. Ma quel che è ancora più grave è che il Presidente Buttafuoco ha deciso che ad aggiudicare i Leoni saranno i voti dei visitatori paganti, e che la presenza, cito, sarà comprovata dal sistema di biglietteria. Comprovare. Verbo che in italiano significa una sola cosa: ti aspettano all'uscita.
L'esame di comprova - mi hanno riferito - ricalca fedelmente quello delle scuole superiori. Tre prove. La prima uguale per tutti, la seconda dipende dall'indirizzo dei padiglioni che hai visitato, la terza è un colloquio multidisciplinare.
- Argomenti, in non meno di duecento parole, le ragioni per cui ha votato per la Mongolia anziché per il Lussemburgo.
- Cosa significa In Minor Keys, o ha solo letto il pieghevole?
Viste le premesse, inventerò una scusa per non andare alla Biennale quest'anno. Tipo: la mia dolce metà ha già fissato per il sabato della inaugurazione la passeggiata in Crocetta. E come sapete la passeggiata in Crocetta non è una passeggiata: è una liturgia. Si svolge rigorosamente in senso antiorario, si saluta soltanto con un cenno del capo, e si conclude obbligatoriamente con un Bicerin al Caffè Platti. Più che una scusa, un'assoluzione.
Il bicerin: tre strati, come vuole la ricetta: uno sguardo lucido sull'attualità, una nota amara di realtà, un fondo caldo di umanità. Da leggere piano. Lo trovi ogni mattina prima delle 7:00 e si può seguire anche su: Instagram e Facebook