Sulla Strada Statale 25, a Borgone Susa, in Via Augusto Abegg, sorge un fabbricato commerciale a due piani che per anni è stato uno dei locali di riferimento della media Valle di Susa: lo Storico Pub Dan Donnely's. Oggi l'immobile è in vendita e con la sua chiusura si chiude anche un piccolo capitolo della socialità valsusina.
Le informazioni reperibili raccontano un edificio dalla doppia vita: nato come ristorante, riconvertito in seguito in pub, sviluppato su due livelli con un'ampia zona bar affacciata sulla statale, una cucina, una saletta vista strada, una sala più grande con accesso al dehor scoperto, e un primo piano abitabile composto da sei camere, spogliatoio e bagno, oltre a un deposito accessibile da una scala esterna sul retro. Una posizione strategica — direttamente sulla SS25, a poca distanza dal casello autostradale — che lo aveva reso, nel tempo, un punto di sosta naturale per chi attraversava la valle.
Negli anni, il Dan Donnely's era stato anche palco di concerti live: tra le testimonianze rimaste in rete, c'è almeno una serata di una tribute band di Ligabue, gli Ora X, che vi si erano esibiti — segno di un locale che, oltre alla ristorazione, aveva coltivato una vocazione musicale tipica dei pub di stampo irlandese.
Ma la domanda più curiosa, quella che probabilmente molti avventori si sono posti almeno una volta davanti a una pinta, è un'altra: chi era, esattamente, questo Dan Donnelly?
E qui la storia diventa molto più appassionante della cronaca immobiliare.
Chi era Dan Donnelly: il pugile, il cavaliere e il braccio destro
Il ragazzo di Townsend Street
Daniel Donnelly nacque a Dublino nel marzo 1788, in Townsend Street, quartiere portuale e popolare. Era il nono di diciassette figli — e, secondo il suo primo biografo T.G. Hazard (autore nel 1820 di una agiografica The Life of Dan Donnelly), il primo a sopravvivere all'infanzia. Il padre Joseph era falegname, di salute cagionevole e spesso senza lavoro; la famiglia viveva in povertà. Anche Dan, da ragazzo, imparò il mestiere paterno.
Cresciuto, era un giovanotto imponente per l'epoca: circa 1,83 metri di altezza, 90 chili di peso, con braccia talmente lunghe — diceva la leggenda — da potersi allacciare gli stivali senza piegarsi. Aveva fama di uomo mite, lento all'ira, ma di sapersi difendere bene quando provocato. Nelle taverne dei docks dublinesi se ne raccontavano già le imprese: una su tutte, il salvataggio di una giovane donna aggredita da due marinai, episodio in cui Donnelly riportò un braccio gravemente offeso.
L'incontro con il "Fancy"
A scoprirlo fu il capitano William Kelly di Maddenstown House, ricco appassionato di cavalli e membro della cosiddetta Fancy, quella combriccola di aristocratici anglo-irlandesi che nel primo Ottocento finanziavano, allenavano e scommettevano sui pugili a mani nude. Kelly aveva un cruccio personale: aveva sentito due pugili inglesi, in una taverna, deridere l'Irlanda come paese di codardi. Gli serviva un campione che li smentisse.
Lo trovò in Donnelly. Lo sistemò a Calverstown, contea di Kildare, e lo affidò a un allenatore scozzese, Robert Barclay Allardice — più noto come Captain Barclay —, una delle figure più celebri del pugilato dell'epoca. Si dice che Kelly avesse persino piazzato sentinelle attorno alla casa per impedire al suo allievo di evadere verso le taverne locali: Donnelly aveva, infatti, una sete proverbiale per il whiskey punch.
La Buca di Donnelly
Il 14 settembre 1814, in un anfiteatro naturale del Curragh di Kildare allora chiamato Belcher's Hollow, Donnelly affrontò il pugile inglese Tom Hall. La folla, arrivata in larga parte da Dublino, era stimata in 40.000 persone. L'incontro fu confuso, costellato di colpi al limite del regolamento, ma Donnelly ne uscì vincitore tra le acclamazioni del suo popolo. Da quel giorno, Belcher's Hollow fu rinominato — e si chiama tuttora — Donnelly's Hollow.
Fu però il secondo grande incontro a consacrarlo come eroe nazionale. Il 13 dicembre 1815, sempre nella Buca, Donnelly affrontò un altro inglese, il temibile George Cooper dello Staffordshire, contendente al titolo inglese. Davanti a una folla di oltre 20.000 persone — aristocratici e popolani mescolati, tutti con qualcosa puntato sull'esito — il match fu durissimo. Si racconta che Donnelly, sull'orlo della sconfitta dopo un atterramento al secondo round, sia stato rianimato da un bacio della sorella del suo manager, Miss Kelly, che gli aveva infilato in bocca un pezzo di canna da zucchero — e gli aveva confessato di aver scommesso sull'irlandese l'intera eredità di famiglia. Vera o no, la storia è perfetta. Quel che è certo è che all'undicesimo round Donnelly sferrò il colpo che gli sarebbe stato attribuito per sempre: un destro che spezzò la mascella di Cooper.
L'Irlanda era ancora ferita dalla rivolta del 1798 e dall'Atto di Unione del 1800: in quel pugno, in quel ring di erba calpestata, gli irlandesi videro qualcosa di più di uno sport. Videro una rivincita. Sulla collina, mentre Donnelly risaliva verso la carrozza, i fan scavarono con le mani le impronte dei suoi piedi nell'erba. Quelle impronte esistono ancora oggi, conservate nel terreno; e nel 1888 venne eretto sul posto un obelisco di calcare di otto piedi a memoria della giornata.
Sir Dan, il cavaliere
Donnelly intraprese poi una tournée in Inghilterra, tra esibizioni a Liverpool, Manchester e Londra. Il 21 luglio 1819, a Crawley Down nel Sussex, sconfisse anche il veterano Tom Oliver dopo trentadue round e settantadue minuti di combattimento, intascando una borsa di 210 sterline.
A Londra fece furore. Il suo fascino sconfinato e il suo umorismo, insieme alla sete inestinguibile, lo portarono in cima alla società londinese. La leggenda — non documentata, ma irriducibile — vuole che il Principe Reggente (il futuro Giorgio IV) lo abbia ricevuto e nominato cavaliere con un colpo di spada su ciascuna spalla. Da allora, Donnelly amò farsi chiamare "Sir Dan". Un pugile irlandese, figlio di carpentieri, insignito dal futuro Re d'Inghilterra: storicamente improbabile, narrativamente irresistibile.
Pub, debiti e una morte stupida
Tornato in Irlanda, Donnelly tentò la carriera del publican. Aprì in successione locali a Capel Street, Poolbeg Street e the Coombe, a Dublino. Il problema, raccontano le cronache, era sempre lo stesso: il padrone era anche il miglior cliente del proprio pub. I profitti finivano regolarmente nelle sue tasche e, di lì a poco, nella sua gola.
Il 18 febbraio 1820, ancora poco più che trentenne, Donnelly si ammalò dopo aver bevuto una grande quantità d'acqua gelata mentre era ancora sudato per un vigoroso gioco con la palla. Morì pochi giorni dopo. Una rima irriverente, apparsa subito sulla Blackwood's Magazine, riassunse la beffa: abbattuto dal punch, mai dal pugno — un pugile morto imbattuto.
Il funerale fu un'apoteosi: una folla immensa accompagnò il feretro dalla sua taverna di Pill Lane fino al cimitero di Bully's Acre, a Kilmainham.
Il braccio che viaggiò due secoli
E qui la storia diventa, se possibile, ancora più inverosimile.
Pochi giorni dopo la sepoltura, un chirurgo dublinese pagò dei trafugatori di cadaveri per riesumare il corpo di Donnelly: voleva studiarne la muscolatura unica, la struttura ossea, le proporzioni anomale di quelle braccia leggendarie. Gli ammiratori scoprirono il piano, rintracciarono il chirurgo a casa propria e lo minacciarono. Si arrivò a un accordo lampo: il corpo sarebbe stato restituito per la sepoltura, ma il braccio destro — quello che aveva piegato gli inglesi — sarebbe rimasto al medico per studio.
Il braccio venne conservato con vernice di minio rosso e iniziò un viaggio degno di un romanzo gotico. Finì prima in un'aula di anatomia di Edimburgo, dove generazioni di studenti di medicina lo usarono per studiare il funzionamento delle articolazioni. Da Edimburgo passò a un circo itinerante vittoriano, e in quella veste fece più volte il giro della Gran Bretagna come reliquia da fiera. All'inizio del Novecento tornò finalmente in Irlanda: nel 1904, l'allibratore di Belfast Hugh "Texas" McAlevey lo acquistò e lo espose nel proprio pub. Da allora il braccio mummificato di Dan Donnelly è stato esposto in vari pub d'Irlanda — soprattutto The Hideout di Kilcullen, dove restò per quattro decenni dal 1953 — e tra il 2006 e il 2010 ha persino attraversato l'Atlantico per essere mostrato a New York, Boston e Omagh.
Le braccia più lunghe del pugilato
Oltre due secoli dopo la sua morte, Donnelly è ancora protagonista di leggende metropolitane. Si dice avesse le braccia più lunghe nella storia del pugilato, capaci di toccargli le ginocchia senza che lui si chinasse. Si dice che, se mai passate dal Curragh, dovreste fermarvi a Donnelly's Hollow: oltre 200 anni fa, lì, davanti a 20.000 spettatori, sconfisse il campione inglese George Cooper, e i suoi fan scavarono con le mani le impronte dei suoi piedi mentre risaliva la collina. Quelle impronte esistono ancora.
Nel 2008 Daniel Donnelly è stato inserito post mortem nella International Boxing Hall of Fame, categoria Pioneers.
Perché un pub di Borgone si chiamava così
A questo punto, scegliere "Dan Donnelly's" come insegna per un pub acquista tutto un altro sapore. Non era un nome qualunque, scelto a caso da un repertorio di toponimi celtici: era il riferimento al primo grande campione irlandese, al mito popolare per eccellenza, all'uomo che — nella sua biografia — incarna tutto ciò che un pub di ispirazione irlandese promette quando si accende l'insegna: forza, eccessi, leggenda, una pinta di troppo, e una storia da raccontare ogni sera.
Per quasi tutta la sua attività, lo Storico Pub Dan Donnely's di Borgone ha tenuto in vita, sulla statale della Val di Susa, l'eco lontana di una buca nel Curragh, di un destro che ruppe una mascella nel 1815 e di un braccio mummificato che ha attraversato due secoli e un oceano.
Ora è in vendita. Spetterà al prossimo proprietario decidere se conservare il nome, e con esso l'inverosimile storia che lo accompagna.
📜 TRASCRIZIONE (inglese)
DAN DONNELLY
The greatest fighter of them all
THE BALLAD about THE FIGHT between DONNELLY and COOPER
Come all ye true-born Irishmen
I hope you will draw near
And likewise pay attention to
These few lines you’ll hear
It’s of as true a story
As ever you did hear
About DONNELLY and COOPER
That fought at old KILDARE
This challenge they sent o’er
To BRITANNIA’s old GRAHAM
To come here once more
To renew her satisfaction
And for credit to her name
As they have accepted all
Our GRAUND and the challenge
“Remember now,” says GRAHAM
“Remember now,” says he
“You better attend to KILDARE
My well beloved city
There you will meet DONNELLY
Who has a mighty name
And if you fight him fairly
You’ll gain immortal fame”
The challenge was accepted
Those heroes did prepare
To meet brave Captain KELLY
On the CURRAGH of KILDARE
When these two valiant champions
Were stripped off in the ring
They both were still determined
On each other blood to spill
Those two brave fellows went
For Ireland could proudly say
A man deserves the LUX
That’s still in a pugnace way
From 6 to 9 p.m.
Till DONNELLY knocked him down
Old GRAHAM sank under him
And he gained a ten thousand pound
(Illustrazione circolare)
The ONLY monument ever erected to a PRIZE FIGHTER
On the SITE of the FIGHTING RING made by SPECTATORS
The STONE is on the spot where DONNELLY and COOPER fought
“DONNELLY’S HOLLOW”
Near Newbridge, Kildare, Ireland
THE BALLAD (continued)
The second round that COOPER fought
He knocked down DONNELLY
Likewise the same as DONNELLY
He rose most furiously
Right after he rose COOPER
He knocked DONNELLY down again
Those English men gave three cheers
Saying “Bravo it’s all won!”
Long life to brave Miss KELLY
She recorded the plan
Saying “Don’t mind the ring
And now DONNELLY’s my man!”
“My Irish Boy,” said she
“My brave Donnelly, one more
Brave DONNELLY!”
DONNELLY rose again
And stepped into the ring
And to stagger his noble all
Concluding the fight
COOPER stood in a stance
And to suffer most pain
He soon received a terrible blow
That knocked him to the plain
Now you sons of proud BRITANNIA
You come no more
Since COOPER was by DONNELLY
Did meet a sad downfall
Out of eleven rounds
GAVE NINE KNOCKDOWNS
Also broke his jawbone
Shook hands, said “Adieu”
BRAVE DONNELLY!
The battle’s all over
End of the BALLAD
Now ONE and ALL
Who would recall
This GREAT BATTLE of past
Step into MALONEY’S PUB
The DUNCAN ARMS, BELFAST
And a glass raise to the fame
The ARMY of bold DAN DONNELLY
WHO FOUGHT ON KILDARE!
(Testo laterale)
DONNELLY’S ARMS
WERE THE LONGEST IN
THE HISTORY OF PUGILISM!
HE COULD BUTTON HIS
KNEE-BREECHES WITHOUT
STOOPING!!
🇮🇹 TRADUZIONE (italiano)
DAN DONNELLY
Il più grande pugile di tutti
LA BALLATA sulla LOTTA tra DONNELLY e COOPER
Venite tutti voi, veri irlandesi
Spero vi avvicinerete
E che prestiate attenzione
A questi pochi versi
È una storia vera
Come mai ne avete sentite
Su DONNELLY e COOPER
Che combatterono nella vecchia KILDARE
Questa sfida fu inviata
Al vecchio GRAHAM di BRITANNIA
Per venire qui ancora
A ristabilire il suo onore
E per dare credito al suo nome
Poiché avevano accettato tutto
Il nostro terreno e la sfida
“Ricordatevi ora,” dice GRAHAM
“Ricordatevi,” dice lui
“Farete meglio a presentarvi a KILDARE
La mia amata città
Lì incontrerete DONNELLY
Che ha un grande nome
E se combatterete lealmente
Otterrete fama immortale”
La sfida fu accettata
Quegli eroi si prepararono
Per incontrare il coraggioso Capitano KELLY
Nel CURRAGH di KILDARE
Quando questi due valorosi campioni
Furono pronti sul ring
Erano entrambi determinati
A versare il sangue l’uno dell’altro
Quei due valorosi uomini
Per l’Irlanda si può dire con orgoglio
Un uomo merita la fortuna
Se combatte con coraggio
Dalle 6 alle 9
Finché DONNELLY lo abbatté
Il vecchio GRAHAM cadde sotto di lui
E lui vinse diecimila sterline
(Illustrazione)
L’UNICO monumento mai eretto a un pugile
Sul LUOGO del ring, costruito dagli spettatori
La PIETRA si trova nel punto dove combatterono DONNELLY e COOPER
“LA CONCA DI DONNELLY”
Vicino Newbridge, Kildare, Irlanda
LA BALLATA (continuazione)
Nel secondo round COOPER
Abbatté DONNELLY
Allo stesso modo DONNELLY
Si rialzò con furia
Subito dopo che si rialzò COOPER
Abbatté di nuovo DONNELLY
Gli inglesi fecero tre applausi
Dicendo “Bravo, è finita!”
Lunga vita alla coraggiosa Miss KELLY
Che annotò tutto
Dicendo “Non badare al ring
Ora DONNELLY è il mio uomo!”
“Mio ragazzo irlandese,” disse
“Mio coraggioso Donnelly, ancora!”
DONNELLY si rialzò
E tornò nel ring
E con grande forza
Portò a termine il combattimento
COOPER si mise in guardia
Ma soffrì molto
Ricevette presto un colpo terribile
Che lo stese al suolo
Ora voi figli della fiera BRITANNIA
Non venite più
Poiché COOPER per mano di DONNELLY
Ha subito una triste sconfitta
Su undici round
SUBÌ NOVE ATTERAMENTI
Gli ruppe anche la mascella
Si strinsero la mano, dissero “Addio”
CORAGGIOSO DONNELLY!
La battaglia è finita
Fine della BALLATA
Ora tutti quanti
Chi vuole ricordare
Questa grande battaglia del passato
Entri al pub di MALONEY
Al DUNCAN ARMS, BELFAST
E alzi un bicchiere alla fama
Dell’esercito del valoroso DAN DONNELLY
CHE COMBATTÉ A KILDARE!
(Testo laterale)
Le braccia di DONNELLY
Erano le più lunghe
Nella storia del pugilato!
Poteva abbottonarsi
I pantaloni al ginocchio
Senza piegarsi!!
