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lunedì 27 aprile 2026

Non si affitta ai tatuati e alle Partite Iva





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“Non si affitta ai tatuati e alle partite Iva” è l’ultima frontiera del mercato immobiliare sabaudo, leggo su la Repubblica: due categorie considerate evidentemente più pericolose dei piromani, dei serial killer e dei fan di Sal Da Vinci.


È un capolavoro sociologico. È come scrivere “non si affitta ai vegani e a chi fa pilates”, oppure “vietata la locazione ai mancini e ai suonatori di oboe”.  


C’è qualcosa di meravigliosamente subalpino in tutto questo: un Paese che celebra l’imprenditoria, poi affitta solo a chi timbra il cartellino. Per entrare devi esibire CUD, buste paga, estratti conto e il posto fisso di chi è cresciuto a pane e Checco Zalone. È la meritocrazia del pianerottolo.


Più complessa la questione del tatuaggio. Il passo successivo è inevitabile: l’autocertificazione.
"Il sottoscritto dichiara sotto la propria responsabilità di non essere affiliato ad organizzazioni criminali, di non avere precedenti penali ostativi alla locazione, e di possedere al massimo una piccola stellina giovanile sul polpaccio sinistro, ormai entrata in prescrizione".
Nota del proprietario in calce, a penna: "Se è Belen citofonare comunque."


Quasi quasi rimpiango la brutalità lineare degli anni Settanta, quando sui portoni c’era scritto “Qui non si affitta ai meridionali”. Era odioso, certo, ma almeno chiaro.  Bastava cavarsela con 'Doi povron bagnà ant l’euli'— il test di lingua piemontese più temuto dai foresté  — e avevi una possibilità. 


Comunque il pregiudizio è duro a morire. Conosco una coppia — lei di Carmagnola, lui di Posillipo — che ha messo a punto un sistema collaudato: lei chiama per gli affitti, lui le suggerisce sottovoce le domande giuste. Cyrano de Bergerac in versione partenopea.


Di questo passo il futuro è già scritto: prima spariranno i torinesi purosangue, poi i meridionali assimilati, poi le partite Iva, poi gli impiegati, poi chiunque abbia un battito cardiaco. Resteranno solo robot umanoidi: impeccabili, solvibili, silenziosi, senza tatuaggi e con contratto a tempo indeterminato in una multinazionale del silicio. All’ingresso dei palazzi lampeggerà un cartello, con irreprensibile garbo piemontese: “Non si affitta agli umani”.



Il bicerin: tre strati, come vuole la ricetta: uno sguardo lucido sull'attualità, una nota amara di realtà, un fondo caldo di umanità. Da leggere piano. Lo trovate ogni mattina prima delle 7:00 e si può seguire anche su: Instagram e Facebook








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