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sabato 30 maggio 2026

La mappa dei quartieri spiegata dai torinesi

 


Torino ha decine di quartieri, ognuno con la propria storia, identità e personalità. Ma se chiedi a un torinese di descriverli, difficilmente riceverai una risposta da guida turistica. Molto più probabilmente otterrai una serie di stereotipi, battute e classificazioni sociali elaborate in decenni di osservazione dei vicini di casa.

Ecco quindi la vera mappa dei quartieri di Torino spiegata dai torinesi.


Centro: quelli che non prendono mai l'auto

Vivono circondati da palazzi storici, portici e locali eleganti. Possono raggiungere qualsiasi cosa a piedi e per questo considerano l'automobile un curioso oggetto del passato.

Quando devono andare in periferia, parlano dell'impresa come se stessero organizzando una spedizione in Patagonia.


Crocetta: il quartiere dove anche i cani sembrano benestanti

Qui i marciapiedi sono ordinati, gli alberi sono curati e perfino i labrador hanno l'aria di possedere un conto in banca.

Chi vive alla Crocetta sostiene di aver scelto il quartiere per la tranquillità. Chi vive negli altri quartieri sostiene che l'abbia scelto per poterlo dire.


San Salvario: l'universo parallelo

Di giorno famiglie, studenti e professionisti. Di notte aperitivi, cocktail, musica e persone che alle due del mattino stanno ancora decidendo dove andare a cena.

I residenti si dividono in due categorie: quelli che adorano l'energia del quartiere e quelli che ogni sera guardano dalla finestra chiedendosi se sia davvero necessario fare karaoke alle tre.


Vanchiglia: il regno degli aperitivi creativi

Qui quasi tutti conoscono qualcuno che scrive, fotografa, dipinge, suona o sta lavorando a una startup.

Nessuno ha mai capito esattamente cosa facciano, ma sembrano tutti molto impegnati.


Cit Turin: il quartiere che ti ricorda continuamente che è elegante

Chi ci vive riesce a inserire la frase "abito a Cit Turin" in qualsiasi conversazione, anche quando si sta parlando di calcio o del meteo.

E in effetti il quartiere è davvero uno dei più belli della città.


Borgo Po: la collina, ma senza dire collina

I residenti tengono molto a precisare che non abitano in collina.

Poi però scopri che per raggiungere casa loro servono salite, tornanti e un navigatore aggiornato.


Collina: il ceto sociale espresso in altitudine

A Torino l'altezza non si misura in metri sul livello del mare ma in prestigio percepito.

Più sali verso la collina, più aumentano le ville, il verde e le persone che parlano del traffico del centro come di un fenomeno lontano.


Santa Rita: il quartiere della normalità

Se chiedi a un torinese dove vivere bene, nove volte su dieci ti risponderà Santa Rita.

Non è il più elegante, non è il più alla moda, non è il più turistico. Ma funziona. E per un torinese questa è una qualità enorme.


Lingotto: il quartiere che non smette mai di reinventarsi

Una volta fabbrica, poi simbolo della trasformazione urbana, oggi mix di uffici, centri commerciali, università e nuovi residenti.

È il quartiere che più di tutti racconta come Torino sia cambiata negli ultimi decenni.


Aurora: il quartiere delle opinioni contrastanti

Ogni discussione su Aurora dura almeno mezz'ora.

C'è chi la descrive come il futuro della città, chi come il quartiere più autentico e chi come una zona ancora in cerca della propria identità.

La verità è che cambia così velocemente da mettere tutti d'accordo e tutti in disaccordo contemporaneamente.


Barriera di Milano: più torinese di quanto pensi

Chi non ci vive ne parla senza conoscerla davvero.

Chi ci vive difende il quartiere con la stessa passione con cui si difende una squadra di calcio.

Popolare, vivace e piena di storie, è uno dei luoghi dove si percepisce ancora la Torino operaia.


Borgo San Paolo: il quartiere che piace a tutti

Nessuno sembra avere qualcosa contro Borgo San Paolo.

Ha locali, negozi, servizi, vita di quartiere e prezzi ancora relativamente umani.

È il classico studente modello dei quartieri torinesi.


Parella: il segreto meglio custodito

Quando qualcuno scopre che si vive bene a Parella, chi ci abita cambia subito argomento.

L'obiettivo è evitare che troppa gente se ne accorga.


Campidoglio: il piccolo mondo a parte

Case basse, murales, piazzette e un'atmosfera quasi da paese.

Molti torinesi ci passano accanto senza conoscerlo davvero, ma chi lo frequenta finisce spesso per innamorarsene.


Mirafiori: la Fiat è ancora un argomento di conversazione

Anche chi non ha mai lavorato in fabbrica conosce qualcuno che lo ha fatto.

Qui la storia industriale della città non è un capitolo nei libri: è un ricordo di famiglia.


Cenisia: il quartiere che non fa rumore

Non è mai il primo che viene nominato nelle classifiche eppure continua a essere una delle zone più apprezzate da chi la vive.

Discreto, efficiente e senza bisogno di mettersi in mostra: molto torinese, in fondo.


Borgata Vittoria: orgoglio di quartiere

Qui il senso di appartenenza è una cosa seria.

Chi è nato in Borgata Vittoria tende a ricordartelo con una frequenza che sfiora la promozione turistica.


Madonna di Campagna: Torino senza filtri

Meno glamour, meno raccontata e forse proprio per questo più autentica.

Qui la città mostra il suo volto quotidiano, lontano dalle cartoline.


Vanchiglietta: la tranquillità fatta quartiere

Chi vive qui spesso sostiene di essere vicino a tutto.

E per una volta ha ragione.

Centro, lungo Po e collina sono a pochi minuti, ma senza il caos delle zone più frequentate.


Il quartiere preferito dai torinesi?

Dipende da chi lo chiedi.

Perché ogni torinese è convinto che il proprio quartiere sia il migliore della città e che tutti gli altri abbiano almeno un difetto evidente.

Su una cosa però sono tutti d'accordo: qualunque sia il quartiere in cui vivi, passerai comunque una parte della giornata a lamentarti del traffico, del meteo o dei lavori in corso.

Del resto, sarebbe ancora Torino senza farlo?



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