- Il buongiorno del mattino in chiave sabauda
14 maggio 1706: comincia l’assedio di Torino.
14 maggio 2026: comincia l’assedio del Salone del Libro.
Il 14 maggio 1706 Torino entrò ufficialmente in modalità "Bogia nen". Oltre 44.000 soldati francesi circondarono la Cittadella, difesa da circa 10.500 sabaudi. Per 117 giorni la città tenne duro — bogia nen, appunto, "non ti muovere" — fino al 7 settembre, quando il Principe Eugenio di Savoia e Vittorio Amedeo II, dopo aver attraversato l'intera Pianura Padana al galoppo, arrivarono a liberare Torino. Dai successivi Trattati di Utrecht e Rastatt nacque il primo re della dinastia sabauda. In sostanza: una start-up finita bene.
Tra i protagonisti spicca Pietro Micca, eroe nazionale, il minatore-soldato che nella notte del 29 agosto fece esplodere una galleria della Cittadella per fermare l'avanzata francese. Si sacrificò, sì, ma con un tempismo sabaudo impeccabile: né un minuto prima, né uno dopo. Un esempio che ancora oggi ispira chiunque debba salire sul 4 in orario di punta.
Tre secoli dopo, il 14 maggio 2026, Torino affronta un altro assedio. Non ci sono cannoni, ma trolley. Non si scavano trincee, ma si consultano mappe del Salone Internazionale del Libro. Gli assedianti sono migliaia di lettori armati di segnalibri, borracce e liste di incontri "assolutamente imperdibili" — di cui ne perderanno almeno otto su dieci, perché c'è la fila al bagno.
Il parallelo storico è impressionante:
2026: decine di migliaia di lettori accerchiano il Lingotto, alcuni partiti da Cuneo all'alba con panino, termos e nipote al seguito.
2026: pochi eroici librai difendono gli stand dall'assalto di chi dice "sto solo dando un'occhiata" e poi sfoglia trentadue volumi con le mani sporche di focaccia.
2026: il visitatore medio crede di restare due ore e riemerge quattro giorni dopo con 18 libri, tre tote bag, un segnalibro a forma di gufo e un mutuo emotivo.
2026: il nostro eroe attraversa i padiglioni del Salone del Libro per trovare un caffè bevibile.
Bogia nen, dicevano i nostri eroi. E noi, fedeli alla tradizione, non ci muoviamo. Soprattutto dalla coda del firmacopie.
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