L’iniziativa, già recepita dalla Giunta della Città di Torino, punta a superare l’idea del Borgo come semplice attrazione turistica o museo a cielo aperto. L’obiettivo è trasformarlo in un luogo vivo e frequentato tutto l’anno, capace di unire storia, artigianato, educazione, natura e innovazione, diventando un punto di riferimento per famiglie, scuole, cittadini e visitatori.
Un recupero graduale in tre fasi
La riapertura del complesso avverrà progressivamente attraverso tre lotti funzionali. Questa scelta consentirà di riportare gradualmente in uso gli spazi, mantenendo la continuità con i restauri già in corso grazie ai fondi del PNRR, avviati nel 2024 per il recupero architettonico e l’ammodernamento degli impianti.
Il progetto immagina il Borgo come un “luogo terzo”, ossia uno spazio aperto e multifunzionale dove cultura, apprendimento e socialità possano convivere. Non solo visite guidate, dunque, ma laboratori, eventi, attività educative e iniziative permanenti.
Le botteghe della via Maestra tornano a vivere
Uno degli elementi più caratteristici del Borgo, la storica via Maestra, sarà al centro della trasformazione. Le antiche botteghe artigiane verranno riconvertite in laboratori di artigianato contemporaneo e in spazi dedicati alla trasmissione dei mestieri, offrendo alle nuove generazioni la possibilità di conoscere tecniche e saperi tradizionali reinterpretati in chiave moderna.
Anche la Rocca manterrà la propria vocazione museale, ma con una nuova curatela scientifica e con percorsi espositivi aggiornati.
Spazi educativi per bambini e ragazzi
Una parte significativa del progetto è rivolta all’infanzia. Saranno creati laboratori e attività per bambini e ragazzi da 0 a 13 anni, con percorsi dedicati a biodiversità, ecosistemi fluviali, natura e scienza. L’idea è quella di trasformare il Borgo in una grande aula all’aperto, capace di coinvolgere scuole e famiglie in esperienze formative innovative.
Un dialogo con la futura Biblioteca Civica Centrale
Il Borgo Medievale sarà strettamente connesso alla futura Biblioteca Civica Centrale, prevista negli spazi di Torino Esposizioni. I due poli potranno condividere programmazioni culturali, letture all’aperto, attività didattiche e percorsi nel verde, creando un sistema integrato dedicato alla conoscenza e alla partecipazione.
Il Valentino come grande infrastruttura culturale
L’intervento sul Borgo si inserisce nel più ampio piano di rigenerazione del Parco del Valentino, che può contare su oltre 160 milioni di euro tra fondi PNRR e altre risorse pubbliche. La visione dell’amministrazione comunale è quella di costruire un ecosistema urbano in cui cultura, ricerca, natura e benessere dialoghino tra loro.
In questo scenario, il Borgo Medievale sarà collegato a realtà strategiche come il Teatro Nuovo, l’Orto Botanico di Torino, il Politecnico di Torino e l’Università degli Studi di Torino.
Le dichiarazioni delle istituzioni
Il sindaco Stefano Lo Russo ha sottolineato l’importanza di restituire ai torinesi un luogo profondamente legato alla memoria collettiva, preservandone il valore storico e architettonico e arricchendolo di nuove funzioni.
Il presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, Marco Gilli, ha evidenziato come il progetto rappresenti un modello innovativo di collaborazione tra pubblico e privato filantropico per valorizzare il patrimonio culturale e urbano.
Un simbolo di Torino che guarda al futuro
Costruito per l’Esposizione Generale Italiana del 1884 come ricostruzione idealizzata di un villaggio medievale piemontese, il Borgo Medievale è da oltre un secolo uno dei simboli culturali di Torino. Con questo investimento, il complesso si candida a diventare non solo un monumento da visitare, ma uno spazio dinamico dove tradizione e innovazione convivono, rafforzando il ruolo del Valentino come uno dei principali poli culturali e ambientali della città.
