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domenica 31 maggio 2026

Marilyn: cent’anni e non sentirli


Il Bicerin
di Claudio Pasqua
- Il buongiorno del mattino in chiave sabauda

 

Credit Immagine Marilyn - drawthesimpsons

Marilyn Monroe avrebbe compiuto cento anni il primo giugno. Ed è straordinario pensare che una donna rimasta per sempre a trentasei anni riesca ancora a far sentire vecchi perfino i calendari. Marilyn non è stata un’attrice: è stata un sistema operativo della cultura occidentale. Bionda platino, voce da telefono erotico ante litteram, sorriso da pubblicità del dentifricio e tragedia greca incorporata nel medesimo corpo.


Hollywood la inventò come si inventano i cocktail: molto ghiaccio, poche domande e guai a leggere gli ingredienti. Norma Jeane Baker diventò Marilyn Monroe con la rapidità con cui a Torino un geometra diventa “dottore”. E da quel momento il mondo decise che quella ragazza non dovesse più essere intelligente. Problema: lo era. Leggeva Dostoevskij, studiava recitazione all’Actors Studio, sposò Arthur Miller e riuscì persino a far sembrare interessante Joe DiMaggio fuori da uno stadio.


Naturalmente gli uomini dell’epoca la volevano fragile. Una donna bellissima e intelligente metteva più paura del comunismo. E infatti l’America degli anni Cinquanta tollerava tutto: McCarthy, le bombe atomiche, Elvis dal bacino oscillante. Ma non una bionda che facesse domande.


Marilyn oggi sarebbe ingestibile. I social passerebbero le giornate a spiegare che “in realtà era sottovalutata”, che è la forma contemporanea di sfruttamento culturale: prima ti distruggono, poi ti dedicano un podcast. Instagram la riempirebbe di citazioni mai dette. Tipo: “Sii te stessa, a meno che tu non possa essere un algoritmo”. Firmato Marilyn Monroe, ovviamente.


Eppure il mito resta. La gonna che vola sulla metropolitana è ormai più famosa della metropolitana stessa. E lei continua a incarnare la più grande contraddizione americana: un Paese capace di trasformare la malinconia in merchandising.




Il bicerin: tre strati, come vuole la ricetta: uno sguardo lucido sull'attualità, una nota amara di realtà, un fondo caldo di umanità. Da leggere piano. Lo trovi ogni mattina prima delle 7:00 e si può seguire anche su: Instagram, Facebook e su Substack.






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