A Sant'Antonino incontri "Campioni di Bioodiversità" e “Dove volano gli avvoltoi“ con Giuseppe Roux Poignant - Torino Plus – News, eventi e approfondimenti su Torino

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domenica 5 aprile 2026

A Sant'Antonino incontri "Campioni di Bioodiversità" e “Dove volano gli avvoltoi“ con Giuseppe Roux Poignant

 



SANT’ANTONINO – Prosegue a Sant’Antonino di Susa il ciclo di incontri “Campioni di Biodiversità”, un’iniziativa culturale e scientifica che punta a valorizzare la ricchezza naturale delle Alpi e a sensibilizzare il pubblico sull’importanza della tutela ambientale. Il progetto, organizzato dall’Associazione Borgo Sant’Agata in collaborazione con il Comune e l’Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie, si inserisce all’interno della rassegna culturale “Chantar l’Uvern”, manifestazione diffusa che anima il territorio alpino con appuntamenti dedicati alla cultura, alla lingua e all’ambiente.


Il secondo appuntamento della rassegna, previsto per giovedì 9 aprile alle ore 20:45, sarà dedicato a uno dei temi più affascinanti della fauna alpina: il mondo degli avvoltoi. L’incontro, intitolato “Dove volano gli avvoltoi”, si svolgerà presso il centro culturale “La Farmacia del Sapere”, in via Torino 147, e sarà condotto dal guardiaparco Giuseppe Roux Poignant, esperto conoscitore del territorio e della fauna delle Alpi Cozie. L’evento è a ingresso libero e rappresenta un’occasione preziosa per approfondire il ruolo di questi grandi rapaci negli ecosistemi montani.


L’iniziativa “Campioni di Biodiversità” nasce con l’obiettivo di avvicinare cittadini, escursionisti e appassionati di montagna alla conoscenza della fauna alpina. Attraverso incontri divulgativi, il progetto promuove una maggiore consapevolezza ambientale, evidenziando l’importanza della biodiversità e delle politiche di conservazione. Le Alpi rappresentano infatti uno degli ambienti naturali più ricchi e delicati d’Europa, caratterizzati da una straordinaria varietà di specie animali e vegetali, spesso minacciate dai cambiamenti climatici e dall’impatto umano.


Tra i protagonisti dell’incontro di Sant’Antonino ci saranno gli avvoltoi, grandi rapaci che negli ultimi decenni sono tornati a popolare i cieli alpini grazie a importanti progetti di reintroduzione e tutela. In particolare, il gipeto (Gypaetus barbatus), noto anche come “avvoltoio barbuto”, è una delle specie simbolo della biodiversità alpina. Questo rapace, scomparso dalle Alpi all’inizio del Novecento a causa della persecuzione umana, è stato reintrodotto a partire dal 1986 attraverso un programma internazionale di conservazione. Oggi la sua presenza è nuovamente segnalata in diverse aree montane, segno del successo delle politiche di tutela ambientale.


Il gipeto è una specie particolarmente affascinante non solo per le sue dimensioni, ma anche per le sue abitudini alimentari. A differenza di altri avvoltoi, si nutre principalmente di ossa, che lascia cadere dall’alto per frantumarle sulle rocce e poterne poi consumare il midollo. Questa caratteristica gli ha valso il soprannome di “spaccaossa”, rendendolo uno dei rapaci più singolari del panorama europeo. Il suo ritorno sulle Alpi rappresenta un importante indicatore della salute degli ecosistemi montani, poiché la presenza di grandi rapaci è spesso legata alla qualità dell’ambiente naturale.


Oltre al gipeto, nelle Alpi italiane sono presenti anche altre specie di avvoltoi, come il grifone, l’avvoltoio monaco e il capovaccaio. Il grifone, in particolare, sta vivendo una fase di espansione grazie a progetti di conservazione e monitoraggio. In alcune aree alpine, si contano ormai decine di coppie nidificanti, segno di una popolazione in crescita e in graduale consolidamento.


Il ritorno degli avvoltoi è il risultato di un lavoro coordinato tra enti parco, ricercatori, volontari e associazioni ambientaliste. Da oltre venticinque anni, i parchi piemontesi partecipano attivamente al monitoraggio di queste specie, coinvolgendo anche cittadini e appassionati in attività di osservazione e raccolta dati. Questo approccio partecipativo ha permesso di migliorare la conoscenza delle popolazioni di avvoltoi e di rafforzare le strategie di tutela.


Gli avvoltoi svolgono un ruolo fondamentale negli ecosistemi naturali. Essendo animali necrofagi, contribuiscono alla pulizia dell’ambiente, eliminando le carcasse di animali morti e riducendo il rischio di diffusione di malattie. La loro presenza è quindi essenziale per mantenere l’equilibrio ecologico delle aree montane. Inoltre, questi rapaci rappresentano un importante elemento di attrazione per il turismo naturalistico, attirando appassionati di birdwatching e fotografi da tutta Europa.


La serata di Sant’Antonino offrirà ai partecipanti l’opportunità di scoprire curiosità, dati scientifici e storie legate alla presenza degli avvoltoi sulle Alpi. Attraverso immagini, racconti e spiegazioni tecniche, il guardiaparco Giuseppe Roux Poignant guiderà il pubblico alla scoperta di questi straordinari animali, illustrando anche le sfide future per la loro conservazione.


L’incontro si inserisce in un calendario più ampio di eventi organizzati nell’ambito di “Chantar l’Uvern”, una rassegna nata per valorizzare le tradizioni culturali e ambientali delle valli alpine. Nel corso degli anni, la manifestazione è cresciuta coinvolgendo numerosi comuni e proponendo appuntamenti che spaziano dalla musica alla divulgazione scientifica, fino alle escursioni naturalistiche.


L’iniziativa “Campioni di Biodiversità” rappresenta quindi un’occasione importante non solo per approfondire la conoscenza della fauna alpina, ma anche per rafforzare il legame tra comunità locali e territorio. La partecipazione a eventi di questo tipo contribuisce infatti a diffondere una cultura della sostenibilità e della tutela ambientale, fondamentale per preservare il patrimonio naturale delle Alpi.


Sant’Antonino di Susa si conferma così un punto di riferimento per la divulgazione ambientale e la valorizzazione del territorio montano. L’appuntamento del 9 aprile promette di essere un momento di confronto e apprendimento, aperto a tutti coloro che desiderano conoscere più da vicino i “campioni di biodiversità” che popolano i cieli alpini.


Un’occasione imperdibile, dunque, per scoprire dove volano gli avvoltoi e comprendere perché la loro presenza rappresenta un segnale positivo per il futuro delle montagne e della biodiversità alpina.


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