Ci sono libri di storia che raccontano i fatti e libri che raccontano gli uomini. Il Novecento sulle spalle dei giganti di Enrico Deaglio appartiene senza dubbio alla seconda categoria. È un’opera che rinuncia volutamente alla cronologia tradizionale per affidare il racconto del secolo più complesso della storia contemporanea alle vite di dieci persone che, spesso nel silenzio e lontano dai riflettori, hanno inciso profondamente sul destino dell’umanità.
L’idea narrativa è tanto semplice quanto efficace: osservare il Novecento attraverso coloro che hanno saputo opporsi alla violenza, all’ingiustizia, al conformismo e alla rassegnazione. Non necessariamente grandi statisti o leader celebrati, ma uomini e donne che hanno avuto il coraggio di scegliere il bene quando sarebbe stato più facile voltarsi dall’altra parte.
Enrico Deaglio mette al servizio del lettore tutta la sua esperienza di giornalista e testimone diretto di molti avvenimenti del secondo dopoguerra. La sua scrittura è limpida, elegante, mai retorica. Ogni capitolo è il frutto di una narrazione che unisce memoria personale, ricerca storica e capacità giornalistica di cogliere il particolare che illumina l’intero contesto storico.
Da Giorgio Perlasca a Rosa Parks, da Nelson Mandela ad Alexander Langer, da Madre Francesca Cabrini a Licia Pinelli, ogni figura diventa il simbolo di un valore universale: il coraggio, la responsabilità, la libertà, la solidarietà, la giustizia. Deaglio non costruisce monumenti agli eroi; preferisce raccontare esseri umani con le loro paure, le loro fragilità e la straordinaria forza delle loro scelte.
Particolarmente significativa è l’introduzione, nella quale l’autore spiega il criterio con cui ha selezionato i suoi “magnifici dieci”. Non persone perfette, ma individui che hanno modificato, anche solo per un tratto, il corso della storia. È un messaggio di grande attualità: la storia non è fatta soltanto dai potenti, ma anche da chi, nel momento decisivo, sceglie di fare la cosa giusta.
La frase riportata in quarta di copertina racchiude perfettamente il senso dell’intero volume: «Anche nei momenti più bui dell’umanità esistono giusti pronti a salvare il mondo. Fa piacere sapere che ci sono stati. Fa piacere sapere che ci sono. Anche adesso.»
È probabilmente questa la vera eredità del libro: ricordare che il Novecento non è stato soltanto il secolo delle guerre mondiali, delle dittature, delle persecuzioni e delle ideologie, ma anche il secolo di uomini e donne che hanno saputo opporre il coraggio alla paura e l’umanità alla barbarie.
Il Novecento sulle spalle dei giganti è un libro che si legge con piacere, ma soprattutto invita a riflettere. Non pretende di spiegare un intero secolo, bensì di suggerire che la grande storia nasce sempre dalle scelte delle persone. Ed è proprio questa la sua forza: trasformare la memoria in una lezione civile, capace di parlare anche alle nuove generazioni.
Il Novecento sulle spalle dei giganti è un libro che si legge con piacere, ma soprattutto invita a riflettere. Non pretende di spiegare un intero secolo, bensì di suggerire che la grande storia nasce sempre dalle scelte delle persone. Ed è proprio questa la sua forza: trasformare la memoria in una lezione civile, capace di parlare anche alle nuove generazioni.
Un’opera intensa e profondamente umana. Un libro consigliato non soltanto agli appassionati di storia, ma a chiunque creda che il valore di una società si misuri dalla capacità dei suoi cittadini di scegliere il bene anche quando il prezzo da pagare è alto