Faldoni sabaudi - Torino Plus – News, eventi e approfondimenti su Torino

Post Top Ad

 


Post Top Ad

giovedì 4 giugno 2026

Faldoni sabaudi

Il Bicerin di Claudio Pasqua
- Il buongiorno del mattino in chiave sabauda



Oggi, 4 giugno, Torino apre i cassetti. Non quelli dove teniamo le bollette dimenticate, le garanzie scadute e il libretto della caldaia che nessuno ha mai capito, ma quelli più nobili: gli archivi. Parte Archivissima, il festival che prova a convincerci come la memoria non sia soltanto una stanza piena di faldoni, ma una cosa viva, pulsante, persino più sveglia di certi assessori in conferenza stampa.


A Torino, città che conserva tutto — dalle targhe sabaude ai rancori condominiali — l’archivio è quasi una religione civile. Qui il passato non passa: si accomoda, fa due osservazioni sul presente e conclude che “Na vòlta as viveva mej”.


Il bello degli archivi è che non fanno propaganda: custodiscono. Poi, certo, bisogna saperli leggere. Perché dentro una carta ingiallita può esserci più verità che in cento post indignati scritti con il ditino unto di apericena. Gli archivi non urlano, non mettono faccine, non fanno dirette social. Stanno lì. E proprio per questo sono pericolosissimi: ricordano.


In un’epoca in cui tutto si cancella, si riscrive, si nega, si corregge e si “contestualizza” a seconda del vento politico del mattino, aprire un archivio è quasi un atto sovversivo. È dire: calma, prima di strillare guardiamo i documenti. Un gesto talmente rivoluzionario che potrebbe perfino turbare qualche opinionista.


Torino oggi celebra la memoria. Con compostezza, naturalmente. Perché qui anche il passato, prima di parlare, chiede permesso.




Il bicerin: tre strati, come vuole la ricetta: uno sguardo lucido sull'attualità, una nota amara di realtà, un fondo caldo di umanità. Da leggere piano. Lo trovi ogni mattina prima delle 7:00 e si può seguire anche su: Instagram, Facebook e su Substack.

Post Top Ad