Il Bicerin di Claudio Pasqua
- Il buongiorno del mattino in chiave sabauda
Alla fine è successo davvero: Donald Trump, l’uomo che voleva rimettere in riga il mondo, restaurare l’America, domare la storia, piegare la geopolitica e riscrivere perfino il colore dell’acqua, è stato sconfitto da un’alga.
E pensare che il progetto era, come sempre in casa Trump, di una sobrietà quasi monastica: rendere la solenne Reflecting Pool del Lincoln Memorial di un colore “blu bandiera americana” per il 250° anniversario degli Stati Uniti. Non bastava che fosse pulito. No. Doveva essere patriottico. Probabilmente anche con la riga in mezzo, il ciuffo da una parte e un account Truth Social.
Per compiere il miracolo, il costo è passato da 1,8 a 14,2 milioni di dollari. Più che un restauro monumentale, una televendita venuta male. Decine di operai a dipingere il fondo della vasca come se stessero rifacendo il bordo piscina di un villino a Ostia, nanobolle, perossido di idrogeno, promesse miracolose e infine la resa davanti alle alghe. Mancava solo Wanna Marchi a benedire il cantiere e il quadro della farsa sarebbe stato completo.
Un monumento perfetto alla presunzione di un uomo convinto di poter comandare tutto: i mercati, gli alleati, i giornalisti, i giudici, i dazi, i vertici Nato e perfino il plancton.
Solo che il plancton non guarda Fox News e, soprattutto, non ha paura di lui.
“Drain the swamp”, tuonava Trump: prosciugare la palude.
Alla fine, l’unica cosa prosciugata sono stati i portafogli dei contribuenti americani. La palude, invece, è ancora lì, florida e combattiva, e a questo punto pare anche meglio amministrata della Casa Bianca.
Più che Make America Great Again, ormai siamo a Make Algae Great Again.