La Val di Susa protagonista al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 con un progetto culturale ambizioso e una presenza sempre più strutturata all’interno del padiglione Oval. Una partecipazione che negli anni è diventata un punto di riferimento per autori, biblioteche, lettori e operatori culturali del territorio, trasformando il Salone in una straordinaria occasione di promozione della valle, delle sue storie e delle sue eccellenze letterarie.
L’edizione 2026 rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di valorizzazione culturale della Val di Susa. Il cuore dell’iniziativa è il Sistema Bibliotecario Valle Susa, autentico motore della proposta culturale valsusina, capace di coordinare eventi, incontri e presentazioni che mettono al centro il territorio e le sue voci più significative.
Elemento distintivo della presenza valsusina al Salone è il ruolo strategico delle biblioteche del territorio. Non semplici luoghi di conservazione del sapere, ma veri presìdi culturali attivi, capaci di creare connessioni, valorizzare autori locali e costruire una rete culturale che unisce paesi, comunità e generazioni differenti. Le biblioteche della valle diventano così strumenti fondamentali per promuovere la lettura e rafforzare il senso di appartenenza al territorio.
Nel corso dei cinque giorni del Salone, oltre 50 autori locali si alterneranno nello stand del padiglione Oval, dando vita a un programma fitto di incontri e confronti letterari. Gli appuntamenti previsti saranno 24, distribuiti durante tutta la manifestazione, con presentazioni che coinvolgeranno anche le sale regionali del Salone. Sessioni dedicate permetteranno al pubblico di conoscere direttamente gli autori, ascoltare racconti, approfondire temi legati alla valle e confrontarsi con generi letterari differenti.
Il programma spazierà dal romanzo storico al thriller, dal racconto autobiografico alla narrativa contemporanea, fino alle opere dedicate alla memoria del territorio e alle trasformazioni culturali della montagna. Una pluralità di voci che dimostra come la Val di Susa sia oggi un laboratorio culturale vivace e dinamico, capace di produrre storie radicate nella tradizione ma aperte a linguaggi moderni e contemporanei.
Grande attenzione sarà dedicata anche ai luoghi simbolo della valle, protagonisti di numerose opere letterarie presentate al Salone. Tra questi spicca la Sacra di San Michele, da sempre simbolo identitario della Val di Susa e ambientazione centrale di saghe e romanzi di successo. La sua presenza nelle narrazioni contemporanee testimonia la forza evocativa del patrimonio storico e spirituale valsusino, capace di trasformarsi in scenario letterario di grande fascino.
La partecipazione della Val di Susa al Salone del Libro non rappresenta soltanto un evento culturale, ma anche un’occasione di promozione territoriale. Attraverso libri, incontri e presentazioni, il pubblico viene accompagnato alla scoperta della valle, delle sue tradizioni, dei suoi paesaggi e della sua identità storica. La letteratura diventa così uno strumento di valorizzazione culturale e turistica, capace di raccontare la complessità di un territorio ricco di memoria, innovazione e creatività.
Tra i protagonisti dell’edizione 2026 ci sarà anche Historica Edizioni, che porterà al Salone due opere fortemente legate alla Val di Susa e alle sue atmosfere narrative: “L’acqua non dimentica” e “Il volpone e la Verrua”. Due opere che intrecciano territorio, memoria, mistero e identità locale, offrendo ai lettori storie profondamente radicate nel Piemonte e nella cultura valsusina.
Entrambi i libri saranno presentati dallo scrittore, giornalista e ingegnere Claudio Pasqua, figura da anni impegnata nella valorizzazione culturale del Piemonte e della Val di Susa attraverso una narrativa attenta alle trasformazioni sociali, ai conflitti interiori e ai legami profondi con il territorio.
Nel racconto “L’acqua non dimentica" pubblicato da Historica Edizioni, il paesaggio valsusino assume una dimensione quasi simbolica. L’acqua diventa memoria viva, elemento che custodisce segreti e storie sommerse, metafora del tempo e delle tracce lasciate dalle comunità nel corso delle generazioni. L’opera si inserisce nel filone della narrativa legata alla memoria del territorio, offrendo uno sguardo intenso sulle relazioni umane e sul rapporto tra passato e presente.
“"Il volpone e la Verrua” porta invece il lettore dentro atmosfere più misteriose e avventurose, con richiami alla storia piemontese e alla dimensione simbolica dei luoghi. Il titolo richiama immediatamente il Forte della Verrua, luogo carico di storia e suggestione, trasformato nella narrazione in spazio letterario vivo e affascinante. Il romanzo intreccia tensione narrativa, riferimenti storici e dinamiche umane, costruendo un racconto capace di coinvolgere il lettore e al tempo stesso valorizzare il patrimonio culturale del territorio.
Tra i lavori recenti dell’autore si segnala anche “I numeri non mentono”, un giallo ambientato nella Torino del 1964 attraversato da nebbie, segreti e tensioni personali. Il romanzo esplora il lato oscuro delle relazioni umane, mantenendo forte il legame con il contesto territoriale e sociale. La scrittura si muove spesso lungo il confine tra realtà e finzione, tra cronaca e immaginazione, restituendo un Piemonte complesso e profondamente umano.
Il Salone del Libro 2026 sarà anche l’occasione per dare spazio a nuove voci della narrativa piemontese e valsusina. Accanto agli autori già affermati, il pubblico potrà conoscere giovani scrittori emergenti, narratori indipendenti e autori che utilizzano la letteratura come strumento di racconto del territorio.
In questo contesto si inserisce anche il lavoro di autrici e autori che esplorano la dimensione più intima della scrittura, come emerge nelle riflessioni pubblicate in “Confessioni di autore – Beatrice Lanfranchi 1867”. La presenza di queste sensibilità narrative contribuisce ad arricchire ulteriormente il panorama culturale valsusino, dimostrando come la scrittura possa diventare strumento di ricerca personale, memoria collettiva e dialogo con il territorio.
Uno degli aspetti più interessanti della partecipazione della Val di Susa al Salone è proprio la capacità di mettere in relazione linguaggi differenti. Accanto ai romanzi storici trovano spazio i thriller, le saghe ambientate in montagna, la narrativa psicologica, le opere autobiografiche e i racconti ispirati alla tradizione orale. Questa pluralità rende la proposta culturale della valle particolarmente ricca e capace di coinvolgere pubblici diversi.
Le biblioteche svolgono in questo senso un ruolo fondamentale non soltanto come promotrici degli eventi, ma anche come luoghi di incontro tra lettori e autori. Il loro lavoro durante l’anno permette infatti di costruire relazioni culturali stabili sul territorio, incentivando la partecipazione dei cittadini e favorendo la diffusione della lettura.
Il Salone Internazionale del Libro diventa quindi il punto culminante di un’attività culturale che prosegue durante tutto l’anno nei comuni della valle, attraverso presentazioni, gruppi di lettura, laboratori e iniziative dedicate alle scuole. La presenza al Salone rappresenta la naturale estensione di questo lavoro diffuso e condiviso.
La Val di Susa si presenta così come un territorio capace di raccontarsi attraverso le parole, le storie e le esperienze dei suoi autori. Una valle che utilizza la cultura non soltanto come elemento identitario, ma anche come occasione di crescita collettiva e di dialogo con il pubblico nazionale.
L’edizione 2026 conferma quindi una presenza sempre più autorevole e riconoscibile della Val di Susa all’interno del Salone del Libro di Torino. Un percorso costruito grazie alla collaborazione tra biblioteche, autori, editori e operatori culturali, con l’obiettivo di trasformare la letteratura in uno strumento di valorizzazione territoriale.
Attraverso incontri, presentazioni e racconti, la valle continua a costruire una propria narrazione culturale contemporanea, capace di unire memoria e innovazione, tradizione e sperimentazione. Una presenza che anno dopo anno consolida il ruolo della Val di Susa come uno dei territori culturalmente più attivi del Piemonte.
La partecipazione al Salone del Libro 2026 non rappresenta dunque un semplice appuntamento fieristico, ma l’espressione concreta di una comunità che sceglie di investire nella cultura, nella lettura e nella valorizzazione delle proprie storie. Un’esperienza che conferma la forza del Sistema Bibliotecario Valle Susa e la capacità del territorio valsusino di proporsi come laboratorio culturale aperto, dinamico e profondamente radicato nella propria identità.
L’esperienza del 2026 conferma la Val di Susa come una presenza costante e strutturata al Salone del Libro, capace di valorizzare autori locali, biblioteche e patrimonio culturale in una narrazione condivisa del territorio.