Pioggia, fango e campi pieni per tutta la durata della manifestazione: la settima edizione di “Una Mole di Rugby” ha trasformato ancora una volta l’impianto Angelo Albonico di Grugliasco nel centro del rugby piemontese. Nel fine settimana organizzato dal CUS Torino insieme ai Rinoceronti Rugby e all’Associazione Amici nel Rugby si sono registrate oltre 2.500 presenze tra giocatori, allenatori, famiglie e volontari arrivati da diverse regioni italiane.
L’edizione 2026 ha avuto un significato particolare soprattutto per il futuro del club universitario. Durante la cerimonia conclusiva, infatti, il sindaco metropolitano Stefano Lo Russo ha consegnato ufficialmente al presidente del CUS Torino Riccardo D’Elicio la concessione ventennale dell’impianto “A. Albonico” di strada del Barocchio. Un passaggio considerato fondamentale per programmare investimenti, crescita sportiva e attività giovanili nel lungo periodo.
D’Elicio ha sottolineato come Torino avesse bisogno di una casa stabile per il rugby universitario e giovanile, spiegando che la nuova concessione permetterà al club di sviluppare progetti strutturati sia sul piano sportivo sia su quello sociale. L’impianto di Grugliasco, che si estende su oltre 95mila metri quadrati con tre campi da rugby e strutture dedicate alle attività sportive, rappresenta oggi il cuore del movimento rugbistico del CUS Torino.
La principale novità dell’edizione 2026 è stata però l’introduzione del primo torneo di rugby integrato, dedicato ad atleti con disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettive e fragilità psichiatriche. Sei società hanno aderito alla manifestazione inaugurale, confermando la volontà degli organizzatori di rendere il rugby sempre più accessibile e inclusivo. L’obiettivo non era soltanto agonistico, ma legato alla partecipazione, alla socializzazione e alla creazione di uno spazio condiviso attraverso lo sport.
Il weekend si era aperto sabato con l’ottava edizione del “Rinoceronte Day”, torneo internazionale old che ha portato all’Albonico oltre 300 giocatori provenienti da Italia, Francia e Venezuela. Un appuntamento ormai fisso all’interno della manifestazione, nato per celebrare il rugby veterani e lo spirito del terzo tempo.
La domenica, invece, è stata dedicata interamente al minirugby: più di mille bambini tra i 4 e i 12 anni hanno invaso i campi di Grugliasco tra partite, giochi e premiazioni, confermando la crescita del movimento giovanile piemontese. Alla cerimonia finale hanno partecipato anche il vice sindaco metropolitano Jacopo Suppo, il sindaco di Grugliasco Emanuele Gaito e l’assessore allo Sport Luciano Lopedote.
Tra le novità collaterali dell’edizione 2026 anche la “Grugliasco Cup”, torneo scolastico inaugurale dedicato agli studenti del territorio, pensato per avvicinare nuovi giovani alla palla ovale e rafforzare il legame tra il CUS Torino e le scuole locali.
Negli ultimi anni “Una Mole di Rugby” è diventata uno degli appuntamenti più riconoscibili del rugby del Nord Italia. Le precedenti edizioni avevano già superato quota mille bambini partecipanti e coinvolto società provenienti anche da Francia, Veneto, Toscana e Lombardia, segnale di una crescita costante della manifestazione e del movimento rugbistico torinese.
