ME-Scripta: innovazione e ricerca al Museo Egizio di Torino tra papiri e AI - Torino Plus – News, eventi e approfondimenti su Torino

Post Top Ad

 


Post Top Ad

martedì 5 maggio 2026

ME-Scripta: innovazione e ricerca al Museo Egizio di Torino tra papiri e AI

 



Il progetto ME-Scripta rappresenta un passo innovativo del Museo Egizio di Torino, che punta a integrare le tecnologie dell’intelligenza artificiale nello studio dei papiri antichi. Grazie a un finanziamento di circa tre milioni di euro da parte della Fondazione CRT, sarà possibile digitalizzare e rendere accessibili oltre 30 mila reperti. Il direttore Christian Greco prevede che, entro un decennio, Torino possa diventare il principale polo mondiale per la ricerca sulla scrittura egizia.


Il museo, pur occupandosi di storia antica, si orienta sempre più verso il futuro. Se inizialmente l’attenzione era rivolta soprattutto agli oggetti, e successivamente al loro contesto archeologico grazie al lavoro di Ernesto Schiaparelli, oggi il focus si sposta sulla ricerca, considerata essenziale per mantenere viva l’istituzione. In quest’ottica nasce ME-Scripta, un centro dedicato allo studio, al restauro e alla digitalizzazione dei testi dell’antico Egitto.


L’iniziativa mira a trasformare Torino in un punto di riferimento internazionale per studiosi affermati e giovani ricercatori. Come sottolinea Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione CRT, investire nella ricerca significa costruire il futuro e offrire opportunità alle nuove generazioni. Anche l’Università degli Studi di Torino condivide questo obiettivo: il prorettore Gianluca Cuniberti evidenzia l’importanza di mantenere vive le competenze necessarie per comprendere le lingue e le scritture antiche, che altrimenti rischierebbero di andare perdute.


Il lavoro da svolgere è vasto. Il museo conserva una delle più importanti raccolte al mondo di testi scritti egizi, con oltre mille manoscritti, numerosi ostraca e più di 30 mila frammenti di papiro, redatti in sette sistemi di scrittura e otto lingue diverse. Questi documenti sono fondamentali per comprendere vari aspetti della civiltà egizia, dalla vita quotidiana all’economia, dalla religione all’amministrazione. La direttrice del progetto, Susanne Töpfer, sottolinea che molti di questi materiali devono ancora essere studiati, restaurati o correttamente ricomposti.


Gli ostraca, frammenti di pietra o ceramica utilizzati come supporto per la scrittura, testimoniano la dimensione quotidiana della vita egizia: conti, appunti e comunicazioni pratiche. Il lavoro di ricerca non riguarda solo i testi, ma anche la struttura fisica dei materiali, come le fibre e le fratture, per ricostruire correttamente i documenti.


Il programma scientifico si sviluppa lungo tre principali linee di ricerca. La prima è dedicata ai papiri e alla filologia, includendo lo studio e la ricostruzione di testi del periodo tolemaico, l’analisi di manoscritti demotici inediti e ricerche sul ruolo delle donne nel Libro dei Morti, oltre a un nuovo studio sul celebre papiro di Kha.


La seconda linea si concentra sugli ostraca, materiali più legati alla vita quotidiana. Tra i progetti principali vi sono lo studio dei documenti provenienti da Pathyris, utili per comprendere la società e il sistema fiscale, e il restauro di centinaia di frammenti provenienti da Deir el-Medina, con una collaborazione internazionale tra Torino e Il Cairo.


Infine, il terzo ambito, denominato RE-BIND, riguarda lo studio di antiche legature copte risalenti al VII-VIII secolo. Per analizzarle vengono impiegate tecnologie avanzate come la spettroscopia, la microtomografia a raggi X e l’imaging tridimensionale, strumenti che consentono di indagare in profondità la struttura dei materiali e migliorare la lettura delle superfici.


In sintesi, ME-Scripta unisce tradizione e innovazione, con l’obiettivo di preservare e approfondire la conoscenza dell’antico Egitto attraverso strumenti tecnologici all’avanguardia.


Post Top Ad