Il Gioco del Barro - Torino Plus – News, eventi e approfondimenti su Torino

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domenica 3 maggio 2026

Il Gioco del Barro

Il Bicerin di Claudio Pasqua

Il buongiorno del mattino in chiave sabauda




Domenica, in un raro slancio di spirito d’avventura (o forse di momentanea perdita di lucidità), il sottoscritto ha deciso di abbandonare le rassicuranti e un po’ snob atmosfere torinesi per spingersi fino a Bussoleno, dove l’Associazione Centro Storico metteva in scena la quindicesima edizione del leggendario Gioco del Barro.


Il barro è un attrezzo fusiforme in legno tornito, lungo circa mezzo metro e di 700 grammi di peso. La forma allungata e affusolata, con due punte, ne tradisce l'antenato funzionale: il fuso da filatura, strumento domestico femminile per eccellenza nell'economia contadina pre-industriale. Non è un dettaglio di poco conto, perché è proprio attorno al fuso che ruota tutta la mitologia del gioco.


La tradizione locale lega il gioco a una vicenda di rivolta contro lo jus primae noctis: una giovane sposa bussolenese, anziché subire l'imposizione del feudatario, lo avrebbe ucciso trafiggendogli il cuore con il proprio fuso. Io, venti secondi dopo aver sentito la storia, ero già irrimediabilmente conquistato dal suo fascino: finalmente qualcuno che, davanti a un problema, non corre su WhatsApp a chiedere il parere degli altri.


D’altronde con me funziona sempre così: mi attraggono sistematicamente le donne irraggiungibili. A volte per distanza geografica, altre per differenza anagrafica… e, nei casi più promettenti, per sopraggiunti impedimenti di natura sepolcrale.


E niente, c'è questa cosa meravigliosa che succede a Bussoleno ogni anno: il Gioco del Barro. Ora, già il nome mi mette in difficoltà esistenziale. “Barro” suona come qualcosa che riferiresti con una certa urgenza al medico di base.


“Dottore, credo di avere il barro.”
“Da quanto tempo?”
“Da domenica, ma potrei averlo covato per anni.”


A quel punto ti aspetti una prescrizione, magari due esami e l’invito a evitare sforzi inutili. Invece no: è un gioco storico, con gruppi in costume, tradizione, comunità… tutte cose molto sane, meravigliosamente sane.


Ma quello che mi lascia davvero interdetto è che siamo alla quindicesima edizione. Quindici. Il che significa che il Gioco del Barro ha una stabilità emotiva superiore a quella di molte relazioni sentimentali contemporanee.


Mi affascina l’idea dei gruppi storici: persone che si vestono come nel passato per ricreare il passato, mentre io faccio fatica a non sembrare fuori epoca nel presente.


Eppure, devo ammetterlo, c’è qualcosa di profondamente rassicurante in tutto questo. In un mondo in cui tutto cambia rapidamente — tecnologia, geopolitica, relazioni, sapere che esiste un gioco antico che si ripete, con regole precise, con una comunità che si ritrova… beh, è quasi terapeutico. 




Il bicerin: tre strati, come vuole la ricetta: uno sguardo lucido sull'attualità, una nota amara di realtà, un fondo caldo di umanità. Da leggere piano. Lo trovi ogni mattina prima delle 7:00 e si può seguire anche su: Instagram e Facebook










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