Domenica 10 maggio 2026 Torino tornerà a riconoscersi in una delle sue immagini sportive più nitide: una linea di corridori che attraversa la città dal centro fino al cancello sabaudo della Palazzina di Caccia di Stupinigi. È il giorno della TuttaDritta, la dieci chilometri più rettilinea d'Italia e una delle più veloci d'Europa, che taglierà piazza Solferino alle nove del mattino con un obiettivo ambizioso: settemila iscritti, tra atleti agonisti, amatori della corsa e camminatori. La ventunesima edizione, organizzata da Base Running con il patrocinio della Città di Torino, della Città di Nichelino e della Regione Piemonte, conferma la formula che ha reso questo appuntamento un classico del calendario podistico nazionale.
Una gara nata nel 2005, oggi entrata nei riti della città
L'idea originaria è di Luigi Chiabrera, patron di Turin Marathon, che nel 2005 immaginò una corsa in cui il percorso stesso fosse il messaggio: un'asta di asfalto che da una piazza del centro spinge i corridori verso un monumento Unesco, senza curve significative, senza esitazioni. Da quella prima edizione la TuttaDritta ha attraversato vent'anni di running italiano, ospitando in alcuni momenti della sua storia atleti di livello internazionale e mantenendo lo status di gara di riferimento sulla distanza dei dieci chilometri. Oggi la manifestazione è curata da Base Running, la realtà che firma anche la Mezza e la Dieci di Torino e che con la TuttaDritta arriva alla quarta edizione consecutiva sotto la propria gestione.
La crescita è stata progressiva. Se nel 2025 i partenti erano stati intorno ai cinquemila, l'asticella per il 2026 sale a settemila iscritti, una cifra che — se raggiunta — trasformerà i corsi torinesi in un lungo nastro umano in movimento. Il bacino di partecipazione comprende società sportive piemontesi e italiane, tesserati Fidal, possessori di RunCard, ma anche persone che sceglieranno la modalità non competitiva, accessibile a partire dai quattordici anni: una porta d'ingresso pensata per le famiglie e per chi si sta avvicinando alla corsa senza ambizioni cronometriche.
Da piazza Solferino al ghiaiato di Stupinigi: il tracciato
Il punto di partenza è piazza Solferino, scelta che riporta la gara alle proprie origini topografiche e che si è resa necessaria anche negli anni recenti per via dei cantieri che hanno interessato piazza San Carlo. Da lì il gruppo imboccherà corso Re Umberto, viale ottocentesco intitolato al sovrano salito al trono nel 1878 e cuore di un asse storico-borghese della città. Il tracciato proseguirà su corso Galileo Ferraris e corso Unione Sovietica, scendendo verso sud lungo la geometria larga della Torino postunitaria, per poi varcare il confine comunale e attraversare Nichelino su viale Torino fino alla Palazzina di Caccia.
Senza curve significative, con dislivelli minimi e con una larghezza stradale che consente il passaggio simultaneo di numeri elevati di partecipanti, il percorso si presenta come una vera e propria pista urbana. Per chi insegue il proprio personale sui dieci chilometri questa configurazione è un dono raro: i cambi di ritmo richiesti sono pochi, la concentrazione può rimanere alta per tutta la prova e la possibilità di lavorare con un pacer o con un gruppo di passo è agevolata dalla linearità.
Perché è considerata una delle dieci chilometri più veloci d'Europa
La definizione di "gara più veloce d'Europa" sui dieci chilometri non è esagerazione promozionale. Il tracciato è certificato secondo le normative Fidal e World Athletics, e la combinazione di fondo asfaltato uniforme, andamento sostanzialmente piatto e pochissime variazioni di direzione lo rende uno dei più favorevoli al cronometro tra quelli accessibili al grande pubblico. Negli anni la TuttaDritta è stata anche teatro di prestazioni di rilievo nazionale: nell'edizione 2025, ad esempio, Anna Arnaudo del Battaglio Cus Torino Atletica si è imposta in campo femminile fermando il cronometro intorno ai 33'42", mentre la categoria maschile è stata appannaggio dell'ucraino Sergiy Polikarpenko. Una vetrina che, pur senza i grandi nomi del circuito mondiale degli ultimi anni, conferma la natura tecnica della gara.
Per gli amatori il messaggio è ancora più diretto: chi punta a scendere sotto i quaranta minuti, chi sogna i quarantacinque, chi vuole vedere finalmente comparire un tempo "umano" accanto al proprio nome trova qui le condizioni ideali per provarci. Lungo il tracciato sarà presente un punto di rifornimento intermedio con acqua, sali minerali e spugnaggi, e il tempo massimo per concludere la prova è fissato in un'ora e quaranta minuti: una soglia ampia, che lascia spazio anche a chi sceglierà la formula camminata.
Programma e logistica della giornata
Il Race Village in piazza Solferino aprirà ai partecipanti già dalle 7:30 del mattino. È lì che gli atleti potranno depositare i propri effetti personali entro le otto, ritirare gli ultimi materiali utili alla gara e prepararsi al via. Lo start è fissato per le nove, con griglie divisorie pensate per disporre i runner in base al ritmo previsto e per evitare che chi punta al tempo sia rallentato dai gruppi più lenti nelle prime centinaia di metri. La premiazione è in calendario alle dieci nella zona di arrivo, a Stupinigi, e tutti i finisher riceveranno una medaglia disegnata appositamente per l'edizione 2026, mentre le classifiche saranno consultabili sul portale Endu.
Per chi parteciperà alla TuttaDritta in modalità competitiva è richiesto il certificato medico agonistico per atletica leggera; per la non competitiva non è necessario alcun certificato. L'età minima è di sedici anni per i tesserati Fidal, venti per i possessori di RunCard e quattordici per chi si iscrive alla non competitiva accompagnato da un genitore.
Un aspetto che ogni anno presenta più di un dettaglio organizzativo da seguire è il rientro in centro città. Base Running ha confermato il servizio navetta riservato agli iscritti, con partenze pre-gara dalla zona arrivo di Stupinigi (viale Torino, davanti al Podere San Giovanni) verso piazza Solferino a partire dalle sette del mattino e ultima corsa alle 7:15, e con un servizio post-gara dalle 11:15 fino alle 12:30. Tempo di percorrenza stimato attorno alla mezz'ora. Sui mezzi sarà necessario salire mostrando il pettorale o la conferma d'iscrizione. Gli accompagnatori potranno utilizzare le navette solo per la tratta di andata e fino a esaurimento posti: al ritorno la priorità è dei runner.
La maglia ufficiale firmata Diadora
L'identità visiva dell'edizione 2026 passa anche dalla maglia ufficiale, realizzata in collaborazione con Diadora, partner tecnico della manifestazione. Il colore guida è il viola, declinato in due sfumature differenti per uomo e donna, con un design che cerca un equilibrio tra immediata riconoscibilità e adattabilità ai diversi corpi e stili di corsa. Per molti partecipanti la maglia non è un semplice gadget: è il segno tangibile di una giornata, qualcosa che resta nei cassetti e nelle foto dei finisher per gli anni successivi.
"La mia azienda corre": il contest aziendale con CRAI
Insieme alla gara individuale, Base Running rilancia anche per il 2026 il contest aziendale "La mia azienda corre", che taglia anch'esso il traguardo della XXI edizione. L'iniziativa è dedicata a dipendenti, collaboratori e consulenti delle imprese del territorio e mira a trasformare la TuttaDritta in un'occasione di team building. Per partecipare è necessario iscrivere almeno cinque persone: la classifica finale di squadra si determina sommando i tempi dei primi cinque arrivati di ciascuna realtà. CRAI è il Title Sponsor del contest e premia le tre aziende più numerose e le tre più veloci.
Si tratta di un formato che negli ultimi anni si è dimostrato particolarmente efficace: per molte imprese piemontesi il contest è diventato un momento di aggregazione interna, capace di intercettare colleghi che si conoscevano solo via mail e di dare vita a gruppi di allenamento che proseguono ben oltre la domenica della gara. Non a caso lo stesso schema, sperimentato sulla Va Lentino nelle edizioni 2023 e 2024, è stato poi esportato sulla TuttaDritta a partire dal 2025.
Le parole degli organizzatori
Alessandro Giannone, presidente di Base Running, ha sottolineato in fase di presentazione il legame personale che lo unisce all'evento. La sua prima TuttaDritta da atleta risale infatti proprio al 2005, edizione in cui salì sul podio come terzo assoluto. Oggi, alla quarta TuttaDritta consecutiva sotto la propria direzione, Giannone descrive la prospettiva di settemila partenti come una grande soddisfazione, organizzativa e personale insieme.
Da parte sua Luigi Chiabrera, ideatore originario della corsa e figura storica del podismo torinese, ha rivolto un augurio a tutti i partecipanti ricordando come la TuttaDritta sia nata con uno spirito di festa che vuole continuare a essere il proprio marchio di fabbrica. Chiabrera ha richiamato anche la dimensione storica della gara, che nel passato ha avuto lo status IAAF Gold ed è stata palcoscenico per il debutto di campioni e campionesse poi affermatisi a livello internazionale, esprimendo l'auspicio che possa proseguire il suo percorso di crescita mantenendo intatta la propria identità.
Modifiche viabili e impatto sulla città
L'evento, come ogni anno, comporta una significativa rimodulazione della viabilità lungo l'asse del percorso. Tra le otto e le dieci e trenta circa, gli assi di corso Re Umberto, corso Galileo Ferraris e corso Unione Sovietica saranno chiusi al traffico veicolare nelle carreggiate centrali, con riaperture progressive man mano che il passaggio della coda dei partecipanti lo consentirà. Saranno chiuse anche entrambe le uscite della Tangenziale Sud per Stupinigi nella fascia centrale della mattinata, oltre a numerosi attraversamenti trasversali del tracciato di gara. GTT pubblicherà sul proprio sito le linee deviate e le modifiche dei percorsi del trasporto pubblico nei giorni precedenti l'evento, ed è consigliato consultarle in anticipo per chi domenica 10 maggio dovesse muoversi nella zona sud della città per ragioni indipendenti dalla manifestazione.
Per i residenti delle aree interessate l'avviso è di pianificare gli spostamenti tenendo conto delle finestre di chiusura, mentre per gli spettatori — che ogni anno popolano i marciapiedi soprattutto nei pressi della partenza, dei cambi di sezione e dell'arrivo — l'invito è ad arrivare a piedi o con i mezzi pubblici, evitando l'auto.
Stupinigi, il finale che vale il viaggio
Concludere una gara di dieci chilometri davanti alla Palazzina di Caccia di Stupinigi è un'esperienza che pochi tracciati italiani sanno offrire. La residenza juvarriana, voluta da Vittorio Amedeo II nei primi decenni del Settecento e oggi parte del sistema delle Residenze Sabaude tutelate dall'Unesco, accoglie i runner sul proprio ghiaiato monumentale: un finale che trasforma una semplice prestazione cronometrica in un piccolo viaggio nella storia del territorio. La cornice del Parco Naturale di Stupinigi, con le sue alberature e i suoi scorci sul rondò, contribuisce a rendere il post-gara un momento di sosta lungo, in cui salutare i compagni di squadra e ripercorrere mentalmente i passaggi della prova.
Una corsa che racconta Torino
Al di là dei tempi, dei numeri e dei riconoscimenti, la TuttaDritta è ormai parte del modo in cui Torino si racconta sportivamente. La sua direttrice Sud, l'attraversamento simbolico dal centro alla periferia barocca, l'ingresso a Nichelino, l'incontro con un patrimonio Unesco al chilometro dieci: tutto contribuisce a costruire una narrazione che non è solo agonistica. Settemila persone in movimento sulla stessa linea retta non sono solo una gara: sono una città che sceglie, per qualche ora, di muoversi in un'unica direzione. Il 10 maggio 2026, ancora una volta, sarà il momento di rispondere presente.