Per il terzo anno consecutivo il capoluogo piemontese rientra nello Youth Climate Action Fund di Bloomberg Philanthropies. Il programma triplica la propria portata e arriva a 300 città. Nei prossimi mesi una nuova call rivolta agli under 24.
Torino resta dentro la rete internazionale che lega le grandi città alla sfida climatica attraverso le idee dei più giovani. La conferma arriva dallo Youth Climate Action Fund, il programma promosso da Bloomberg Philanthropies che da due anni indirizza risorse e assistenza tecnica verso le amministrazioni disposte a coinvolgere ragazze e ragazzi tra i 15 e i 24 anni nella costruzione di politiche ambientali. Per il capoluogo piemontese, riconfermato per la terza edizione, il riconoscimento si traduce in un finanziamento da 50mila dollari, destinato a sostenere progetti pensati e gestiti dai giovani del territorio.
Un programma che triplica la propria portata
L'annuncio della nuova fase è arrivato nei giorni scorsi a Madrid, durante l'edizione 2026 di Bloomberg CityLab. La fondazione filantropica fondata dall'ex sindaco di New York Michael Bloomberg ha deciso di estendere il fondo da 98 città in 34 Paesi a 300 amministrazioni in tutto il mondo, triplicando la propria copertura rispetto al lancio del 2024. In Europa le città selezionate saranno 58, tra nuove adesioni e amministrazioni già coinvolte nelle precedenti edizioni.
I numeri raccolti finora dalla fondazione raccontano un programma che si è progressivamente strutturato. Dal debutto, secondo i dati diffusi da Bloomberg Philanthropies, oltre 300mila giovani di cinque continenti hanno preso parte alle iniziative del fondo, lavorando insieme alle amministrazioni locali per realizzare più di 1.600 spazi verdi, piantare quasi due milioni di piante e 235mila alberi, avviare circa 5.000 orti, 268 stazioni di compostaggio e raccogliere oltre 180 tonnellate di rifiuti e materiali riciclabili. Numeri che, oltre al risultato ambientale, raccontano un'altra dinamica: il rafforzamento del rapporto fra cittadini e istituzioni, con un incremento misurabile della fiducia nelle amministrazioni locali là dove i progetti hanno funzionato.
La voce del sindaco Lo Russo
Il sindaco Stefano Lo Russo ha accolto la riconferma sottolineando il ruolo centrale assunto dalle nuove generazioni nelle scelte ambientali della città. Le ragazze e i ragazzi sono protagonisti della transizione ecologica, ha dichiarato Lo Russo, ricordando come nelle due edizioni precedenti i progetti presentati abbiano rivelato una partecipazione ampia e una capacità di proposta concreta da parte degli under 24 torinesi. La continuità dell'esperienza, secondo Palazzo Civico, è uno degli elementi che ha pesato nella scelta operata dalla fondazione: una città già rodata sulle procedure del fondo è in grado di trasformare il finanziamento in interventi visibili nel tessuto urbano. Città di Torino
Le due edizioni precedenti: dai diciotto progetti del 2024 agli undici del 2025
La storia recente di Torino dentro il fondo aiuta a inquadrare ciò che si prepara nei prossimi mesi. Nella prima edizione, conclusa nel 2024, il bando aveva raccolto 33 candidature e portato al finanziamento di 18 progetti, proposti complessivamente da 151 giovani e accompagnati da 18 fra associazioni, enti del terzo settore e incubatori. La somma distribuita aveva sfiorato gli 82mila euro, con interventi distribuiti negli ambiti già fissati dal Climate City Contract della Città: mobilità e trasporti, gestione dei rifiuti ed economia circolare, sistemi energetici, infrastrutture verdi e soluzioni basate sulla natura.
La seconda fase, presentata nel 2025, ha visto invece undici progetti finanziati, soprattutto da studentesse e studenti delle scuole superiori dell'area metropolitana. Il bando era stato accompagnato da un lavoro capillare sul territorio: incontri di presentazione realizzati insieme alla Rete delle Case del Quartiere, sinergie con il mondo accademico torinese e l'hackathon organizzato da Sprintaly Lab APS nell'ambito del progetto europeo SEFIT. Una struttura, quella costruita in due anni, che ora costituisce la base operativa per la terza edizione.
I temi della nuova call: dall'economia circolare alla mobilità
I 50mila dollari in arrivo serviranno a sostenere proposte costruite intorno a temi ormai consolidati nelle politiche climatiche urbane. Il programma indica come ambiti privilegiati l'economia circolare, la mobilità sostenibile, la gestione dei rifiuti, le campagne di educazione e sensibilizzazione ambientale. La cornice strategica resta quella della neutralità climatica al 2030, obiettivo che Torino ha assunto formalmente come una delle 100 città europee della missione Climate-Neutral and Smart Cities.
La logica dello Youth Climate Action Fund non è quella della pura comunicazione. Il fondo chiede progetti capaci di lasciare un segno misurabile nei quartieri: un giardino realizzato, una stazione di compostaggio attivata, una campagna educativa che si traduca in comportamenti diversi. È il modello che Bloomberg Philanthropies ha riassunto nella propria valutazione del programma: avvicinare i giovani alle istituzioni con strumenti operativi, non con dichiarazioni di principio.
I partner internazionali: C40 Cities e UCLG
L'iniziativa torinese non vive in isolamento. Il fondo è gestito in collaborazione con C40 Cities, la rete delle grandi metropoli mondiali impegnate sul fronte climatico, e con UCLG (United Cities and Local Governments), l'organizzazione che riunisce gli enti locali su scala globale. Il sostegno tecnico è garantito anche dal Bloomberg Center for Public Innovation della Johns Hopkins University, mentre la sponsorizzazione finanziaria passa attraverso Rockefeller Philanthropy Advisors. Una governance articolata, pensata per garantire alle amministrazioni locali strumenti di confronto e scambio di buone pratiche oltre che risorse economiche.
Per Torino il valore aggiunto di questa rete sta nella possibilità di mettere a confronto le proprie esperienze con quelle di altre città. I progetti sviluppati nelle precedenti edizioni in città come Cincinnati, Bogotá o Masaka, in Uganda, costituiscono un repertorio di soluzioni replicabili, da adattare alle specificità del territorio piemontese.
Cosa accadrà nei prossimi mesi
Il passaggio successivo riguarda la pubblicazione di una nuova call rivolta ai giovani torinesi. L'amministrazione comunicherà attraverso i propri canali istituzionali le modalità di candidatura, i criteri di valutazione, le scadenze e l'elenco dei soggetti che potranno accompagnare i giovani nella presentazione delle proposte: associazioni, enti del terzo settore, incubatori, scuole. La struttura delle precedenti edizioni lascia immaginare un meccanismo simile, con un'attenzione particolare ai partenariati fra ragazze e ragazzi e organizzazioni del territorio capaci di offrire competenze tecniche e gestionali.
Per la città, il nuovo bando rappresenta un altro passaggio in una strategia che si è andata consolidando: rendere i giovani parte attiva delle decisioni ambientali, non destinatari di campagne istituzionali. Una scommessa che, alla terza edizione, lascia il terreno della novità per entrare in quello della continuità.
