SAN GIORIO – Il Primo Maggio del 1950 segnò un momento di grande rilievo per la Val di Susa e, più in generale, per tutto il Paese. Nella località di San Giorio di Susa, nella borgata Martinetti, fu infatti inaugurato uno dei primi monumenti italiani dedicati alle vittime del lavoro. Si trattava di un cippo in pietra realizzato in un periodo segnato dalla ricostruzione del dopoguerra, frutto dell’impegno della comunità locale insieme alla storica Lega degli Scalpellini.
L’inaugurazione rappresentò un momento di forte partecipazione popolare: una grande folla si riunì per condividere un sentimento collettivo fatto di dolore, memoria e orgoglio. In quella stessa occasione venne presentata anche la nuova bandiera della Cooperativa Operai e Contadini, rafforzando il valore simbolico dell’evento. Ancora oggi, questo monumento non è soltanto una testimonianza materiale, ma un punto di riferimento vivo per la memoria collettiva, legato al sacrificio di chi ha contribuito allo sviluppo del territorio.
Tradizione e impegno sociale: il valore del cippo dei Martinetti
Ogni anno, la ricorrenza del Primo Maggio nella borgata Martinetti rinnova una tradizione che va ben oltre la commemorazione formale. Il Monumento alle Vittime del Lavoro continua a svolgere un ruolo fondamentale come richiamo costante ai temi della sicurezza e della dignità nel mondo del lavoro, creando un ponte tra passato e presente.
Collocato in un’area profondamente segnata dalla storia dell’estrazione e della lavorazione della pietra, il cippo rappresenta uno degli elementi più significativi dell’identità locale. Rendere omaggio a questo luogo significa ribadire il valore del lavoro come pilastro della convivenza civile e trasformare il ricordo dei caduti in una responsabilità concreta verso il futuro. In questo modo, l’eredità della cooperativa e degli scalpellini continua a nutrire e orientare la coscienza sociale contemporanea.